Giochiamoci il Jolly: Blog di Fioly Bocca

  • Se fossi uomo, mi innamorerei di una donna così

    On: 6 Luglio 2015
    In: sproloqui
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    donna coi capelli lunghi

     

    Se fossi un uomo, mi innamorerei di una donna che legge.
    Una donna che se ne va sempre con un libro -o due, o tre- sotto il braccio o nella borsa. Pesante non per i rossetti e gli ombretti, ma per i trucchi dell’anima.

     

    Se fossi un uomo, mi innamorerei di una donna che viaggia.
    Che non mi chiede a Natale un vestito, un bracciale o un paio di scarpe, ma un biglietto con destinazione a sorpresa.
    Il mio regalo per lei sarebbe lo scenario dei suoi prossimi sogni.

     

    Se fossi un uomo, mi innamorerei di una donna che dubita.
    Non mi stancherebbe di troppe certezze impagliate: imparerei a vedere la stessa cosa con i suoi mille occhi affamati.

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  • Il mio cammino di Santiago – Bignami

    On: 30 Giugno 2015
    In: la mia vita e io, viaggi
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    cammino di santiago, fisterra Non sono venute risposte, durante il Cammino di Santiago, e nemmeno le domande. Solo qualche conferma e molti semi di riflessione, che sento muoversi nella terra fonda, mentre non ci faccio caso, e ci saranno i giorni per bucare la crosta di fango che li divide dal giorno.

    E’ stato un viaggio condensato, troppo breve per entrare davvero nello spirito del cammino, per allontanarsi con onestà dalla prova fisica. Ma lungo abbastanza per vedere che mi piace: mettere un passo avanti all’altro forzando gambe e fiato, forzando i piedi a posarsi dritti, le ginocchia a non cedere, i pensieri a non contare i chilometri di mezzo tra te e un punto d’appoggio.

    Ho capito che i dolori e la fatica sono ondivaghi, e quando credi di essere al limite il corpo risponde, a sorpresa, con un passo. E un altro ancora.
    Ho visto che anche sulla strada per la bella Santiago, mentre ti sforzi di purificare la pelle in tossine e sudare via i ricordi che fanno zavorra, anche lì t’incazzi se il cielo si addensa in pioggia, o se un cane di passaggio, vagabondo quanto te, s’ingoia il sacchetto di cibo messo via per pranzo. Poi ci ridi. Dopo, quando avrai la pancia piena.

    Capisci che anche lì c’è chi allestisce la solita sfida tra sé e una pletora di avversari immaginari e sciorina chilometri e tempi di percorrenza, come alle corse campestri che da ragazza odiavo e che mi costringevano a fare, non certo per la potenza della falcata ma per l’ostinazione di arrivare al fondo.
    E anche lì c’è chi parte capace di non tornare, folle d’entusiasmo e di santa incoerenza, alla ricerca dei pezzi di un puzzle che prima o dopo, per qualche strada, in qualche vita, combaceranno per forza. (altro…)

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  • Facciamoci crescere le ali

    On: 23 Giugno 2015
    In: sproloqui
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    cascate di ouzud, maroccoDobbiamo costantemente buttarci giù dagli strapiombi e farci crescere le ali mentre precipitiamo.
    Kurt Vonnegut

    Ci sono frasi che aprono un mondo e questa è una.
    E mi dico, prova a vivere così: prendi un treno, un mattino, che va nella direzione opposta a quella consueta. Prova a vedere cosa succede se smetti di voler tutto sotto controllo. Molla i freni, improvvisa, metti via google maps e trova la strada annusandola. Sceglila non per la brevità o il poco traffico ma per la bellezza di uno scorcio, per il modo in cui ti fa sentire percorrerla, per come riesci ad accarezzare una curva.

    Incontra una sera gli amici e balla fino a notte fonda senza pensare alla sveglia del mattino, lascia la casa in disordine e vai a camminare in un bosco, sentiti libero, e spaventato, ma libero, come poteva esserlo il primo uomo sulla terra.

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  • Fioriture

    On: 16 Giugno 2015
    In: sproloqui
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    fioritureForse verranno giorni che sarà facile piantare un rosmarino, o un fiore, e sedergli a fianco per vederlo sbocciare.

    Forse ci vorrà impegno a infilare le scarpe e a sopportare il silenzio di un pomeriggio spiato dall’angolo di una tenda tirata, o dalla panca solitaria vicino al muro scrostato di casa.

    Forse mancherà il vociare intorno, quello che adesso ti stanca, la corsa dietro un treno che inciampa in tutte le stazioni, arrivare a sera stanchi, con borse gonfie e agende ingombranti.

    Forse delle notti la malinconia ruggirà come il lupo da cui un tempo proteggevi i pensieri dei figli, facendo delle tue braccia un nido, delle parole un porto.
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  • I panni del pellegrino

    On: 4 Giugno 2015
    In: la mia vita e io, viaggi
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    la carta del pellegrinoHo usato la scusa del quarantesimo compleanno almeno una decina di volte. Del resto dovevo pur consolarmi per aver abbandonato la comfort zone degli enta.
    Così ho deciso di regalarmi un tatuaggio (ma alla fine Federico me lo ha regalato lui), un tablet per scrivere meglio durante la transumanza quotidiana da casa a ufficio e viceversa, un ciondolo con il mio simbolo (sarebbe una spirale, l’ho deciso quando ho visto la collana in vetrina, più o meno), una donazione a un’associazione di cui mi fido, un paio di maglie scovate al mercato intorno alla data del genetliaco, una settimana in più di ferie, una cena con la famiglia e altre cosette sparse.

    Mi sono festeggiata come si deve. Ma il piatto forte di questo banchetto che mi sono apparecchiata deve ancora venire. E lo farà precisamente domani, con il volo che parte da Bergamo nel pomeriggio: si tratta di una settimana sul Cammino di Santiago insieme a Cristiana, amica di una vita, pronta anche lei a scorticarsi gli alluci per seguire la Compostela.

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  • I bambini, l’amore, le passeggiate la sera

    On: 1 Giugno 2015
    In: la mia vita e io
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    bambini in un pratoMamma, ci siamo innamorati“. Me lo ha detto Eliandro in macchina, un mattino, andando all’asilo. Parlava di una sua compagnetta, piccola quanto lui – che adesso ha poco più di tre anni, ma le affermazioni decise di uno che ha visto già un bel pezzo di mondo.
    Perché così sono i bambini: fanno dichiarazioni semplici, rifinite bene. Il loro ragionare non sembra il nostro arzigogolato speculare e quando non sanno una cosa non si arrampicano sui vetri: semplicemente inventano. E chissà se nella loro testolina credono vere le cose che immaginano.

    “Io sono molto felice oggi” mi ha detto qualche sera fa “perché ho parlato con i fagioli magici”.
    Amo il loro improvvisare, raccontare mondi fantastici, e li alimento. Domando, interrogo, suppongo. E alla fine non si sa più chi sia il bambino. A volte Lemuele, quattro anni e un pezzetto, interviene, come l’altra sera: “Mamma, i fagioli non parlano, vero? Io non li ho mai sentiti”. Me lo ha detto in un bisbiglio, sotto voce, per non smentire le certezze del fratello.

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  • Istanti rubati a #maggio2015

    On: 28 Maggio 2015
    In: istanti rubati
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    villamiroglio (AL)Quanta pioggia, a maggio. Ci è voluto coraggio per non tenere l’ombrello permanente in borsa, per incoraggiare quello scampolo di fiducia in dodici ore filate di sole.
    Dopo ogni acquazzone, però: luce bagnata, umida d’azzurro come il mattino in montagna. Allora vale la pena d’inzupparsi un’ora prima alla fermata del tram? Quasi sempre, sì.

    bambino a cavallobambino a cavallobambino a cavallobambino a cavalloin gitain gitaOsservare i miei bambini. Come crescono. In fretta. Ho promesso a me stessa che non pronuncerò mai quella frase che già odiavo da bambina: Loro crescono e noi invecchiano, signora mia. Con un sguardo di mesta rassegnazione. Non la voglio dire e, credo per questo, lei ostinata mi sale alla lingua, ogni volta che qualcuno mi chiede di loro. Ma resisto e la ricaccio in gola.
    Intanto però Lemuele sta imparando a guidare il suo cavallo, redini in mano, e ha fatto la prima gita con l’asilo (la prima seria, perché due anni fa la sua classe aveva fatto tappa da noi, a vedere gli equini). Non l’ho potuto accompagnare al pullman, ma mi sono fatta promettere da Federico che lo avrebbe immortalato, seppur controvoglia, con un gesto tipico di quelle mamme (un po’) piagnucol sentimentali.
    E sì, lo so che probabilmente tra qualche anno i miei figli si nasconderanno sotto un tombino piuttosto che farsi ritrarre con me in una Foto Ricordo del Momento Topico. (altro…)

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  • Le cose, vedile da dopo

    On: 25 Maggio 2015
    In: sproloqui
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    rami e fioriLe cose, vedile da dentro.
    Troppo facile girarci intorno, guardarle da lontano,
    sciorinare dettagli mandati a memoria
    esibire nozioni che son ciarpame
    che si spaccia per storia.

    Se parli di albero,
    sii la linfa che irrora il tronco,
    dell’ammalato impara la ferita.
    se parli di donna, sii il suo grembo
    quando è semina di vita.

    Non parlare di guerra come fosse cosa che sai,
    nominando terre armi divise,
    ragion di stato,
    se una volta non sei stato un corpo
    lasciato indietro
    e poi dimenticato.

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  • Impariamo a corteggiare i sogni (e un libro)

    On: 21 Maggio 2015
    In: ospiti, scienza&fantascienza
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    disegniamo i nostri sogni senza sosta sulle pareti dell'immaginazione

     

    Sognai talmente forte che mi uscì il sangue dal naso. (F. De Andrè)

     

    Innamorati della vita che vuoi e desiderala con ogni cellula del tuo corpo: è uno dei consigli più belli avuti in dono di recente.
    Ed è quello che voglio fare. Come quando, desiderando un uomo – anzi no: L’uomo – aprivo gli occhi il mattino pensando a lui, e andavo a letto pensando a lui, con la quasi certezza di incontrarlo in sogno (non che io sia particolarmente originale: Apro gli occhi e ti penso… Ed ho in mente te…).

     

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  • Ricetta: liberarsi dallo stess

    On: 18 Maggio 2015
    In: scienza&fantascienza
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    cade la terra di Carmen PellegrinoIngredienti:

    • scarpe comode
    • una bottiglietta d’acqua

    Facoltativi:

    • una giornata di sole
    • un libro
    • carta e penna.

    Allacciate con doppio nodo le scarpe da ginnastica e partite. Scegliete un percorso possibilmente in mezzo alla natura, lontano dal traffico e dal rumore. Se siete veri duri, lasciate a casa il telefonino. Nelle nostre zone non sono mai state avvistate tigri e se pure ne incontraste  una con cattive intenzioni, non vi basterà una telefonata per salvarvi la pelle. Se non vi sentite tanto arditi, portatevelo dietro per chiamate d’emergenza e qualche foto, ma in modalità off.

    Camminate. Esplorate. Stupitevi a ogni stradina che non conoscevate, arrivate a vedere cosa c’è oltre la curva, oltre il bosco, oltre il promontorio. Come ogni buon montanaro (ma vale pure per i motociclisti) salutate le persone che incrociate: il sorriso restituito vi darà energia nelle salite.
    Ascoltate il corpo, il potere ineguagliabile di averlo in forma e funzionante. La bellezza di gambe affidabili che vi portano dove volete è cosa da non barattare con nulla.

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