Giochiamoci il Jolly: Blog di Fioly Bocca

  • Eliandro, il compleanno, il pensiero magico e Gulo

    On: 27 dicembre 2016
    In: la mia vita e io, lettera
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    EliandroPer il suo compleanno, Eliandro non ha chiesto nulla. O, per dire meglio, ha chiesto mille regali, che equivale a non chiedere nulla. La verità è che a lui piacciono le sorprese e qualsiasi cosa -o quasi, ma è un quasi molto sottile- lo fa contento.
    Ha avuto una bicicletta. Naturalmente senza rotelle perché ci sa andare da un pezzo. Il segreto per imparare è uno: Bisogna provare tante volte, velo? E non bisogna aver paura di cadere perché se si cade si impara.

    È la sua filosofia di vita, già abbastanza rodata all’alba dei 5 anni.
    Lui è quello che si programma i sogni prima di dormire: Nel mio celvello ci sono tanti videi: quando mi addolmento scelgo quello che voglio vedere: questo no, questo no… questo! e così faccio il sogno che voglio.
    Io pagherei ogni notte il biglietto, per godermi lo spettacolo dell’intera compilation di videi nel celvello di mio figlio.

    Eliandro ha amici veri, quelli dell’asilo, e amici immaginari. Il più fidato è un drago volante che si chiama Gulo. Un giorno è venuto da me un po’ piccato e mi ha detto: Mamma, papà e Meme hanno riso perché dicono che Gulo sembra culo, ma io che colpa ne ho se si chiama così!

    Giusto. (Certo, ora che sta imparando a scrivere e vuole annotare il nome del drago sotto i disegni che fa all’asilo, qualcuno potrebbe fraintendere… Come quando siamo andati al cinema a vedere Eliot, che lui ha immediatamente ribattezzato, e nelle pause di silenzio sentivi urlare: Vai Gulo!)
    Gulo viene con noi dappertutto, soprattutto in piscina. Perché Eliandro aveva molta paura dell’acqua, al punto da non volersi mai lavare la testa. Ma quando gli ho proposto il corso di nuoto come suo fratello ci ha pensato su. Eravamo in macchina, è stato zitto un bel pezzo.
    A che stai pensando, gli ho chiesto a un certo punto.
    Lui, guardando fuori dal finestrino: Che ci voglio provare, mamma.

    Le prime volte non è stato facile comunque, ma poi ha avuto l’idea che ha cambiato le sorti del nostro corso di nuoto: Sai cosa faccio? In piscina mi porto Gulo e i suoi cuccioli, così loro mi tengono le mani e i piedi e non mi fanno affogare. Bè, difficile da credere, ma da allora non ha avuto più paura e andare in piscina è una festa.

    Lo guardo andare con la bici nuova, impantanarsi, perdere l’equilibrio e rialzarsi. Arriva a stento ai pedali, ha il naso rosso per il freddo, i guanti infangati a furia di cadute. Se la ride sotto il caschetto.
    Se potessi esprimere un desiderio per il suo compleanno, vorrei che restasse così: senza paura degli inciampi, capace di programmare i sogni, e mai, mai arreso. Perché per pedalare bene bisogna cadere tante volte, prima.
    Vorrei imparare da lui, dal suo pensiero magico.
    Soprattutto, vorrei che Gulo ci tenesse compagnia per tanto tempo ancora. E dopo averci aiutati a nuotare, potrebbe continuare a farci volare.

    Il jolly è: auguri, amore mio.

    in bici
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  • Istanti rubati a #settembre2016 (Ma poi, se tutto torna sempre: non dovremmo tornare anche noi?)

    On: 19 ottobre 2016
    In: foto, istanti rubati, la mia vita e io
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    tramonto nel bosco - monferratoLo sanno tutti: albe e tramonti sono porte, passaggi che conducono ad altri luoghi. (O forse lo sanno soltanto i bambini).
    Anche settembre è una porta. Resta socchiusa per un po’, sbirci attraverso i gialli e i rossi d’autunno, poi una folata di vento la spalanca e ci sei dentro.
    I tramonti di settembre, e poi di ottobre, sono cerniere. Il buio arriva veloce, ha meno premure delle notti d’estate; il buio sale dalla terra, e la luce sta tutta compressa nel coperchio di latte che fa da cappello al mondo.

    Qualche settimana fa abbiamo riempito un vecchio cestino da pik nik -uno di quelli che in certi film stanno sopra le tovaglie a quadri rossi stese sul prato- e siamo partiti.
    C’è questa radura nel bosco che è un’atra porta. Sopra è appeso un cielo a cupola, lontano stanno i paesi, avvinghiati ai fianchi flosci della collina, intorno pareti di foglie e intrecci di rami. I bambini parlano agli spiriti del bosco. Senza accorgercene lo facciamo anche noi; la differenza è che loro stanno poi ad ascoltare le risposte.

    Federico ha insegnato a Eliandro e Lemuele a cercare la legna e accendere il fuoco, abbiamo abbrustolito pannocchie che nessuno ha mangiato. Poldo scodinzolava fissando i panini, ho fatto qualche foto, abbiamo bevuto una birra; il calore del fuoco faceva somigliare l’aria intorno a un fiume che sale. Cose normali così.
    Intanto, intorno, succedeva che: l’estate scivolava in una versione di sé meno semplice e più raffinata. La sera si scioglieva, colava giù come una lingua molle, come tanti veli di tulle. Dopo, la notte s’è fatta notte per davvero, e il fuoco da trasparente è diventato rosso.

    Succede ogni volta così. Ogni giorno fa un passetto avanti, verso la prossima stagione, e la luce s’affievolisce e si inabissa. Per un po’. Mentre consumiamo i nostri piccoli riti quotidiani tutto si trasforma. E lo sappiamo.

    Ma non guardiamo (quasi) mai.

    (Ma poi, se tutto torna sempre: non dovremmo tornare anche noi?)

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  • Notti di magia nel bosco

    On: 7 luglio 2014
    In: la mia vita e io
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    campeggio sul fiume

     

    Metti di campeggiare una notte in aperta campagna, sulla riva frondosa del Po, mentre lampi e tuoni ti girano intorno, danzando la loro danza.
    Molta gente intorno, diverse generazioni: dai bambini ai nonni. Si accende un fuoco, si montano le tende.
    Qualcuno arriva col fuoristrada, qualcuno a cavallo. Qualcuno parte alla ricerca di legna per alimentare il fuoco nella notte.
    Una notte incredibilmente piena di lucciole, come lo erano quelle della mia infanzia.

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  • Piccolissime magie

    On: 5 febbraio 2014
    In: ospiti, sproloqui
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    cuore
    Surfando qua e là sul web, qualche giorno fa, sono passata di qua sono arrivata . E ho trovato questi cuoricini immortalati, scovati in giro per il mondo, occhieggianti da una strada affollata o da dietro un cespuglio.
    Mi è sembrata un’idea bellissima: scovare tutti i messaggi di dolcezza che l’universo semina in giro per strizzarci l’occhio.

     

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  • Quando la neve

    On: 27 gennaio 2014
    In: viaggi
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    cervinia
    Uno dei miei desideri /propositi per il nuovo anno è quello di vedere il mondo dal più gran numero di finestre possibili. La prima del progetto è stata quella spalancata sul Cervino.
    Tre giorni intensi, di fortunato sole in un inverno che fino a ora è quasi solo sul calendario. Un’aria mite, bella da sentire sulla pelle quando ti metti con il muso all’insù, stravaccato su una distesa bianca di neve.

     

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  • Nella Notte delle Streghe

    On: 31 ottobre 2013
    In: faVOLIAMO
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    bbodo_halloween_Voglio fare una magia
    questa notte sulla via
    Una strega son, lo so,
    ma crudele proprio no.

    Prendo giochi dei bambini 
    voli e semi di uccellini 
    mischio bene e molto in fretta
    nella luce della steppa.

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  • La magia che cos’è

    On: 13 marzo 2013
    In: t'immagini
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    cucina marocchina
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  • Cose che vanno, cose che tornano (e Auguri!)

    On: 23 dicembre 2012
    In: sproloqui
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    Babbo Natale con la slittaC’era una volta il Natale. Quello delle buone intenzioni, degli occhi luccicanti, del ceppo più grosso dentro il cammino per scaldare la mezzanotte, quello dell’attesa che diventa festa.
    Poi ho scoperto che Babbo Natale non esiste (così dicono), che i doni li impacchettano negozianti frettolosi dentro centri commerciali iper affollati, che il rumore dei campanelli delle renne che sentivo la notte del 24 dicembre era tutto dentro i miei sogni impazienti.

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  • Piccole cose luminose

    On: 6 dicembre 2012
    In: sproloqui
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    stella di cartoneHo voglia di magia. Di qualcosa fare con le mani, un pezzo di creta da modellare, una pagnotta liscia di farina da mettere sotto un panno a riposare, un dipinto che per farlo ti impiastricci le mani di colore e su su fino al gomito.
    Ho voglia di magia. Quella dei mercatini di Natale al nord, l’odore di marzapane che ti inzuppa i capelli e il fuoco caldo del vin brulè speziato che ti scivola nello stomaco e leva le ancore ai sospiri.

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  • Scatto di un momento perfetto

    On: 28 giugno 2012
    In: viaggi
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    Campogrosso

    In che mondo che semo arrivai, ciò, ghe le tase, le spese. Zè dificile.
    Sento questo vocio di sottofondo, mentre me ne sto sdraiata al sole del tardo pomeriggio davanti a una malga sul confine tra Trentino e Veneto. Accanto a me c’è Eliandro che traffica e borbotta, devo solo stare attenta che non si mangi l’erba (è decisamente onnivoro in questa fase, sì). Poco più in là Lemuele e Federico inseguono farfalle.

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