Giochiamoci il Jolly: Blog di Fioly Bocca

  • Lemuele, il compleanno e l’agnellino

    On: 16 novembre 2016
    In: la mia vita e io, lettera
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    6 anniPer il suo compleanno Lemuele ha chiesto un agnellino.
    Per la verità, un agnellino e un fucile di plastica “anche se so che a te non piace, mamma.” Lo ha visto nella vetrina di una cartoleria, quel fucile, ci ha fatto fermare la macchina e siamo scesi a comprarlo. Lo abbiamo fatto impacchettare per aprirlo il giorno giusto. (“Quanto manca, mamma, al giorno giusto?”).

    L’agnellino invece lo abbiamo scelto da un pastore vicino a casa. L’agnellina, in realtà. Doveva essere piccola ma grande abbastanza per cavarsela lontana dalla mamma. Ne abbiamo prese due, una anche per Eliandro. Le hanno chiamate Montagna e Fiocco.
    Quelle non potevamo farle impacchettare e da qualche giorno stanno nella stalla. I bambini al mattino, prima della scuola, scendono con due grossi biberon e gli danno da mangiare. Lo stesso la sera, dopo cena, prima di andare a letto. Scendiamo tutti e quattro con il latte; loro belano quando ci sentono arrivare.

    Lemuele ha detto: “Mamma, sono pronto a tutto per difenderle”. Ha detto proprio così: sono pronto a tutto. Ha detto “Se viene per sbaglio un lupo lo predo a calci nel culo.” Ha fatto il gesto di tirare un calcio nel vuoto.
    Quello che mi fa impazzire dei bambini che crescono è vedergli sulla faccia espressioni nuove. Più complesse, articolate. Espressioni che li fanno somigliare agli adulti ma senza la loro sicumera. Una specie di imitazione perplessa, buffa; ma più autentica dell’originale.

    Lo guardo e penso che sono passati sei anni. Sei anni e una vita prima, passata a immaginare come sarebbe stato. Tutta una vita a indovinare quello che oggi ho davanti. Merita comprensione, molta comprensione, una madre che vede il proprio figlio crescere; questo non potevo saperlo, prima. È la più grande meraviglia che possa succederti, straziante come tutte le meraviglie.

    Lo guardo con quell’enorme biberon, sopra uno strato di paglia, nell’umido della stalla insieme a suo fratello. E spero che resti così, almeno un poco. Per quello che si può.
    Felice di una bestiola da imboccare, capace anche di scegliere un regalo che a mamma non piace. Pronto a difendere un agnello dal lupo.
    Anche questo non potevo sapere, prima di essere madre: ti viene paura dei lupi, se li immagini intorno al tuo gregge.
    Ma ti viene anche un coraggio. Un coraggio che forse ce la fai persino a metterti lì a guardarlo diventar grande.

    Il jolly è: auguri, amore mio.

    6 anni
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  • Ci sei dentro

    On: 27 agosto 2015
    In: la mia vita e io, sproloqui, viaggi
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    piccole dolomitiHo visto i muscoli della montagna. Sono striature scure dove crescono alberi che ad alta quota diventano cespugli bassi, erbe e muschi.
    Ho scalato il fianco duro e verticale, oltre i suoi duemiladuecentocinquanta metri di protensione al cielo. Le ho sentito il battito del cuore, uno solo lento e lungo come il rintocco di una campana, lontana, di notte.
    Ho appoggiato l’orecchio sulla sua schiena, ad auscultarne le intenzioni, mentre cercavo l’appoggio al piede e l’appiglio alla mano.

    C’era un silenzio rotto dagli strappi amplificati dall’eco di qualche pietra che rotola per una camoscio in fuga, del sibilo della marmotta e del suono del corvo. Di scarponi che battono la terra e spostano ghiaia spessa.
    La montagna l’ho pagata, per il suo tenermi addosso, in moneta di fatica e fiato che si fa breve, come la pausa dopo il punto che non va a capo.
    Mi ha pagata lei con un senso di cuore che s’allarga e sterno che si apre, quando, alla fine di certe salite, si stendono orizzonti in dissolvenza, dopo lo strapiombo.

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  • Versione Coppia vs. Versione Family

    On: 3 febbraio 2014
    In: la mia vita e io, viaggi
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    versione family

     

    L’anno scorso ho regalato a Federico tre giorni in Valsesia, noi due soli. È stato un gran bel week and, rilassante al punto giusto. Ma visto che devo aver pronunciato più di una volta la fatidica frase Peccato, però, non aver portato i bambini, Federico quest’anno ha contraccambiato con tre giorni a Cervinia, pacchetto all inclusive. Ovvero: io, te e i due tornado.
    Ho così potuto prendere nota delle differenze.

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  • Quando la neve

    On: 27 gennaio 2014
    In: viaggi
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    cervinia
    Uno dei miei desideri /propositi per il nuovo anno è quello di vedere il mondo dal più gran numero di finestre possibili. La prima del progetto è stata quella spalancata sul Cervino.
    Tre giorni intensi, di fortunato sole in un inverno che fino a ora è quasi solo sul calendario. Un’aria mite, bella da sentire sulla pelle quando ti metti con il muso all’insù, stravaccato su una distesa bianca di neve.

     

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  • Ma vedrà, tra qualche anno andrà meglio

    On: 31 agosto 2013
    In: la mia vita e io, viaggi
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    bimbi che giocano

    Siamo appena tornati dalla vacanza in montagna: possiamo dire di avercela fatta.
    Con i dovuti aiuti, si intende.  Ed è stato bello, questo momento per noi tre. Riposante no, quello non me lo sentirete dire. E probabilmente sarà così per le vacanze dei prossimi quindici anni, stando a quello che raccontano genitori più rodati e con più anzianità di servizio (incoraggiamenti mai, eh). (altro…)

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  • Schiaccia “pause”. A Folgaria

    On: 1 agosto 2013
    In: viaggi
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    folgariaPremio ritirato: lo scorso fine settimana, gita di gruppo a Folgaria, in Trentino.
    La partenza, per la verità, non lasciava presagire nulla di buono: siamo quasi entrati nel guinness dei primati impiegando circa 10 ore per percorrere 400 chilometri. Autostrada deviata e coda, non se ne usciva. Non scenderò in dettagli raccapriccianti, vi basti pensare ai due monelli immobilizzati nei loro seggiolini nel pomeriggio più torrido dell’estate. Ecco.
    Poi, però, siamo stati ampiamente ripagati della fatica: dopo un sonno rigenerante siamo partiti alla scoperta di quel posto da cartolina.
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  • La dea bendata ha lo zaino in spalla

    On: 10 luglio 2013
    In: ospiti
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    alpen hotel eghelHo più dubbi che certezze nella vita, ma una cosa l’ho intuita, a questo punto del mio cammino: se c’è un concorso con qualche cosa in palio, in genere chi si mette il premio in tasca non sono io.
    “Ritenta, sarai più fortunato” è una delle frasi che mi sono sentita ripetere più spesso, dalle estrazioni ai banchi di beneficenza del mio paese, ai cioccolatini Boero, passando per i vari concorsi a premi tentati qui e là.
    Ma la dea bendata, che così spesso mi ha bellamente snobbata, ha deciso di cambiare rotta e sdebitarsi in gran stile.
    Guardate un po’ dove verrò ospitata per un week end, con prole e moroso a seguito:
    Alpen Hotel Eghel.
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  • Gita per due

    On: 21 gennaio 2013
    In: viaggi
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    cieloErano passati più di due anni dall’ultima volta che mi ero allontanata da casa senza i nani. Ovvero, non era più accaduto da dopo la loro nascita. Invece la settimana scorsa Federico e io abbiamo piazzato i bimbi uno per nucleo di nonni e siamo fuggiti in montagna per ben 3 giorni e 2 notti.
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  • Scatto di un momento perfetto

    On: 28 giugno 2012
    In: viaggi
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    Campogrosso

    In che mondo che semo arrivai, ciò, ghe le tase, le spese. Zè dificile.
    Sento questo vocio di sottofondo, mentre me ne sto sdraiata al sole del tardo pomeriggio davanti a una malga sul confine tra Trentino e Veneto. Accanto a me c’è Eliandro che traffica e borbotta, devo solo stare attenta che non si mangi l’erba (è decisamente onnivoro in questa fase, sì). Poco più in là Lemuele e Federico inseguono farfalle.

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