Liberiamo un sogno (che ci costa?)

By 29 settembre 2014 scienza&fantascienza
liberiamo un sogno

 

Dicono che se desideri qualcosa con ogni cellula che abita il tuo corpo, quella cosa, gira e rigira, l’acchiappi.
Dicono che se ogni parte di te – comprese le bistrattate doppie punte e le trascurate pellicine intorno alle unghie minori –  se ogni parte di te, dicevo, si muove in una direzione, alla fine la tua orma su quella spiaggia di sogno la lasci. Dicono.

 

Ho letto che devi stare attento a quello che sogni, perché finisce che i sogni s’avverano e se sei stato meno che attento o poco preciso, nell’esprimere un desiderio, il Genio della Lampada senza volere ti fa un dispetto.

 

Tocca concentrarsi, allora, non basta scovare un quadrifoglio nel prato. Il mio sogno più grande è sempre stato di avere una famiglia. Ne ho una bellissima, più bella di come io l’abbia mai immaginata. Ora, oltre a coltivarla ogni giorno per mantenerla così splendidamente splendente, capita che mi si sia liberato un posticino, nel giardino di desideri, e ne siano sbocciati un paio, che se ne stanno lì tremuli, incerti e – spero – germoglianti.
Li vedete anche voi?

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12 modi + 1 per favorire la creatività

By 22 settembre 2014 scienza&fantascienza
creativitàPoche cose, per me, sono salvifiche quanto la creatività.
Creare è la misura dell’essere umani, un’attitudine che ci eleva e rende la mente più libera e rilassata. E’ una forma di meditazione, alle volte una preghiera. E’ imparare a sentirsi, a cercare dentro e allo stesso tempo a guardarci intorno.
Insomma, per me, la salvezza.
Si può creare in mille modi diversi, quello che mi è più congeniale è la scrittura, ma vanno bene anche i lavoretti coi bambini.
Fatto sta che alle volte la vena creativa si ostruisce e il flusso pare bloccato. Come fare per liberarci dei grumi e riprendere a fluire?
Ecco qualche suggerimento.

 

1) Ascoltare una bella musica. Magari ballarci su. In genere aiuta parecchio. (Io mentre scrivo sto ascoltando una raccolta di Lucio Dalla). Oppure, per i più romantici, qui è possibile lasciarsi ispirare dal rumore della pioggia: http://www.rainymood.com/

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Crisi d’abbandono

By 19 settembre 2014 la mia vita e io
primo giorno di asiloSettimana prima dell’inizio dell’asilo, pensieri

 

Anche quest’anno i bambini hanno ricominciato l’asilo. Primo anno di materna per Eliandro, secondo per Lemuele. È vero, nessuno dei due deve fare l’inserimento perché Eliandro lo scorso anno ha frequentato la sezione Primavera: stesso istituto, stessi compagni, stessa atmosfera. Dunque, al primo giorno di scuola li accompagnerà il papà, questa volta.
Certo che però.
È  pur sempre un primo giorno. Metti che piangano. Metti che vogliano la mamma.
Ma no, dai, sono degli ometti. E poi io sono appena tornata dalle ferie, devo andare in ufficio.

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L’avventura vera è a Borghetto Santo Spirito

By 17 settembre 2014 foto, la mia vita e io, viaggi
borghetto santo spirito

 

Negli allenamenti per i marines io proporrei di includere almeno un paio di settimane al mare con bambini dai quattro anni in giù. Fortificano il corpo, lo spirito e -se ne esci intatto- la psiche.
Se poi almeno uno terremoti è in fase spannolinamento, sei pronto per la promozione.

 

Noi il nostro addestramento lo abbiamo fatto nella ridente Riviera ligure, in un appartamento tra Borghetto Santo Spirito e Loano, suddividendo coscienziosamente le giornate tra casa e spiaggia. E giostre.
Arrivavo al letto, certe sere -naturalmente invaso dai due monelli disposti a tetris- che non ero nemmeno più sicura di come mi chiamassi.

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Un cavallo per amico

By 14 settembre 2014 lettera
champy

 

Ho avuto un cavallo per amico. Che veramente era una cavalla.
Quando frequentavo il maneggio parecchi anni fa, molto prima di fidanzarmi con il suo proprietario, vederla vagabondare libera intorno a casa, è stata una delle cose che mi ha fatta innamorare di quello che poi sarebbe diventato il luogo che abito.
Potevi arrivare a qualsiasi ora del giorno e della notte e la trovavi lì, intenta a brucare nel prato accanto al portico. Tranquilla e placida, come un cane fedele che ti aspetta a ogni ritorno.

 

Perché lei, a differenza degli altri quadrupedi residenti al Pom Granin, aveva i privilegi che vengono dalla vecchiaia e da anni di onorato servizio. Ne aveva portati a centinaia, di grandi e piccini sulla sua groppa.
Così, negli ultimi anni, poteva girare dove voleva, ficcanasare dappertutto, e capitava spesso che si sgranocchiasse le pagnotte -servendosi direttamente dal pacchetto- che avevi distrattamente dimenticato sul tavolo in cortile.

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Istanti rubati ad #agosto

By 10 settembre 2014 foto, la mia vita e io
moleto

 

Agosto è stato un mese fermo, come sospeso. Un gigante buono addormentato sulla schiena di una collina.
Sono venuti temporali a frotte, ma anche giornate clementi. Dove dal balcone era bello guardare il va e vieni dei corvi, delle nubi e dei torvi.

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Hanno ragione loro

By 8 settembre 2014 scienza&fantascienza
sai che domani ho giocato al pirata?

Capita che i miei figli – come credo tutti i bambini – dicano cose all’apparenza sconclusionate. Poi, spesso, ci rifletto su e mi dico Ma vuoi vedere che hanno ragione loro?
Ad esempio:

La sera bisogna giocare alla lotta.
Perché vuoi tanto male alla mamma, mi viene da dire, la tua mamma che ti vuole così bene. E invece no: siamo tutto il giorno lontani? E allora la sera si deve giocare a quello che piace a loro. Se trovano irresistibile l’idea di saltare sulle mie rotule e usare i miei capelli come liane, devo solo insegnargli un modo più civile (e meno invalidante) di farlo.

Mamma, il buio fa paura.
Da neonati avrei potuto abbandonarli nel bosco di notte che non avrebbero fatto una piega. Non si rendevano conto di nulla, è vero, ma non sarà che li contagiamo con l’ansia di avere tutto sotto controllo? E ciò che non si vede, si sa, non si governa.

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Se mi scrivesse mia madre

By 24 agosto 2014 lettera
spiaggia corralejo

 

Se mi scrivesse mia madre comincerebbe come sempre: Bambina mia.

 

Se mi scrivesse mia madre
sarebbe lei più giovane di me,
nell’età incerta che non ha più bisogno
di calendari.

 

Mi direbbe che ho fatto cose buone,
che anche gli errori lo sono,
perché segnano la strada
marcando lo strapiombo.
Mi direbbe di non temere
le lacrime
che sciacquano il sale
dalle ferite.

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Troppe finestre spalancate, certe sere

By 19 agosto 2014 sproloqui
cervo, liguria

 

Non s’allunga il tempo, non stride il freno della corsa sui binari.
Pesano certe assenze, posti vuoti occupati da nessuno. Ma i fili ci sono, e legano. Nonostante l’evidenza di un quotidiano che ha scolorito le vecchie consuetudini, che avanza riflessi nel pozzo della memoria. Calo un secchio. Ma è così pieno di istanti che non ho braccia abbastanza per tirarlo vicino. Che restino lì. Drappi di amori confusi, inservibili come monete fuori corso, ma luccicanti come pance di lucciole nei prati umidi di notte e d’estate.
Del resto, le lucciole accendono luci prima dell’amore.

 

I ricordi scavano solchi dove il cuore si spaura. S’addensano e come arterie inspessite ostacolano l’andata e il ritorno dal cuore. Conto gli anni sulle dita, come bastasse per antidoto alla morte. Addiziono, sottraggo, applico formule che non salvano dal dubbio e dalla nostalgia.
(Ma se m’appoggio al muro quando fumo sono ancora bella).

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