Cose da mettere in valigia: occhiali da sole per i bambini

By 16 novembre 2014 la mia vita e io, ospiti, pupi, viaggi
Organizzare la valigia per un viaggio in Marocco con due bambini non è semplice, soprattutto se il tour passa tra città, mare, montagna e cenni di deserto. Insomma, ero certa che qualcosa avremmo dimenticato, e non ho tardato a scoprirlo: eravamo sbarcati da poche ore che, attraversando la piazza più grande di Marrakech, mio figlio si è coperto gli occhi con le mani: “Mamma, qui c’é troppo sole…” Chiaro: e gli occhiali? Chissà cosa succederà quando saremo tra le dune. Dunque è deciso: al ritorno mi attrezzo con gli occhiali da sole United Colors of Benetton. Infatti il brand ha ideato una nuovissima collezione di montature vista bambino davvero belle e al passo con i tempi. Mi è capitato di dare un’occhiata alla nuova collezione e li ho trovati interessanti perché mettono insieme l’estetica e l’affidabilità dei materiali. In particolare due modelli super-tecnici, uno da bambina e l’altro per i maschietti, sono un il perfetto connubio tra performance ed estetica. Il bi-iniettato, con cui sono realizzati i frontali, ha due densità diverse, rigido all’interno e morbido all’esterno, per garantire più comfort e stabilità. Le aste possono essere comodamente registrate, grazie all’anima in metallo, e i terminali sono in iniettato con una morbido inserto in gomma antiscivolo.

Per proteggere i miei bambini dal sole, che non li tieni fermi nemmeno con la camicia di forza, ho scelto i modelli da sole unisex ispirati ai modelli per gli adulti degli anni ’80; un corposo iniettato nei colori pieni del fucsia, azzurro, nero, con una grintosa barra sul ciliare in colori a contrasto, confidando che l’occhiale antiscivolo sopravviverà alle loro corse rocambolesche. Tra l’altro, in questi giorni Lemuele compie quattro anni e la scelta del regalo è bella e fatta.
Ed è un regalo anche per la mamma, visto che un occhiale United Colors of Benetton della linea bambino dà diritto a un buono sconto del 20% da utilizzare per gli acquisti sul sito benetton.com.
Poi, non resta che programmare il prossimo viaggio, naturalmente in un luogo pieno di sole! Il jolly è: partire attrezzati.
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Destinazione Marrakech

By 13 novembre 2014 viaggi
marocco

 

I luoghi sono come le persone: al momento giusto ti chiamano, e si fanno trovare.
Certo, sei tu che scegli la meta, cerchi il volo o disegni il percorso, analizzi variabili – prezzi, clima, difficoltà. Ma c’è una parte di magia imponderabile, che viene prima della scelta o del caso, che ti porta sopra una certa terra, dentro una certa luce.

 

A volte scopri, a volte ritorni. Nella maggior parte dei casi, entrambe le cose.
Fare un viaggio, per me, è aprire una mappa e guardare un disegno astratto che si traduce in istanti, profumi nell’aria, sapore d’un cibo, ruvidezza di un tessuto, imprevedibilità di uno sguardo.
Un sistema intricato di segni si trasforma in strada, fatta prima di immagini dentro la testa, dopo di sassi sotto le scarpe.

 

C’è sempre un momento, se ci vado in aereo, che la traccia diventa reale: è quando la città si disegna sotto il finestrino, e intravedo i profili confusi dei quartieri, le traiettorie oblique delle strade. E’ lì che mi sembra di sfiorare l’essenza del viaggio, di carezzare con lo sguardo -in quel momento esatto- la meraviglia stupefatta di ogni nuova partenza.
Quando tutto è possibile.

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Il mio treno è differente (istruzioni per l’uso)

By 10 novembre 2014 la mia vita e io, scienza&fantascienza
stazione di crescentino

 

È un mondo difficile, quello del pendolare. Un mondo che si divide in due, irreversibilmente dicotomico come bianco e il nero, lo ying e lo yang. Il nostro mondo è formato dal Bene (ovvero variopinte Frecce et similia) e dal Male (ovvero tutto il resto). La mia posizione logisticamente decentrata (ovvero buchinculata) mi lega indissolubilmente ai passeggeri di serie b, alla vile materia.
Ecco cosa contraddistingue il nostro bistrattato servizio:

 

  • Il nostro treno non ha MAI la precedenza. Neppure rispetto a una Freccia che partirà il giorno dopo. Se un treno deve aspettare, quello è inequivocabilmente il nostro. È la regola numero uno sul regolamento che ogni dipendente Trenitalia deve conoscere a memoria al momento dell’assunzione. Spesso ottengono la precedenza anche treni immaginari: per un errore nella comunicazione si sosta mezz’ora in mezzo al nulla della campagna.
  • Ogni anno, a dicembre, cambiano gli orari: i nostri devono essere peggiorativi. In maniera costante e cumulativa. Possono togliere treni, sminchiare le coincidenze, ridurne capienza, vagoni e percorrenza. Mai e poi mai migliorarne l’efficienza.
  • I nostri treni sono soggetti a una realtà spazio temporale dilatata. Di settimana in settimana aumenta il tempo impiegato per arrivare dal punto A al punto B. Certamente qualcuno avrà cominciato a studiarne la fenomenologia per arrivare a scoprire la natura dei buchi neri che si annidano nella pianura piemontese.
    A titolo esemplificativo: fino allo scorso novembre partivo di casa alle 6.40 e arrivavo a lavoro verso le 8.30. Ora parto alle 6.25 e arrivo verso le 8.30.

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Pietre per stare bene

By 6 novembre 2014 la mia vita e io
sul fiume

 

“Mamma, da grande vorrei fare il meccanico, per aggiustare macchine, moto e anche le bici. Però, se facessi il medico, per aggiustare le persone, vorrei curare i bambini. Gli darei medicine e molta acqua da bere, per stare bene. E gli darei anche tante pietre da buttare nell’acqua.”

 

Me lo ha detto Lemuele qualche giorno fa, un mattino che siamo andati sul fiume solo lui e io. Abbiamo pestato erba umida e poi siamo scesi a due passi dal Po, per una strada ripida dove lui mi diceva Vieni mamma, ti aiuto io. Ci siamo fermati accanto a un albero con le radici “grosse come serpenti”. Io cercavo pietre, lui le tuffava in acqua. Guardava i cerchi piccoli che inghiottono il sasso.
Ogni tanto disturbavo il gioco per farlo mettere in posa.

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Come ti ammazzo la malinconoia tagliando colletti

By 3 novembre 2014 la mia vita e io
scarpe da donna

 

Ci sono quelle giornate un po’ così, che già dal momento in cui apri gli occhi vorresti soltanto girarti dall’altra parte e sprofondare la testa sotto il piumone (anche in estate, peraltro). Quei giorni che sarà l’inedia, sarà la routine, sarà la stanchezza. Ma che proprio la sola cosa che ti viene in mente è la canzone di Marco Masini: malinconoia. Il che la dice lunga, sul tuo stato di salute mentale.

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Istanti rubati a #ottobre

By 30 ottobre 2014 foto, la mia vita e io
poldo

 

Il protagonista di ottobre, insieme all’Autunno è lui: mister Poldo. Tutto ricci e occhi lucidi color nocciola. Benvenuto.

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Inno alla diversità

By 28 ottobre 2014 sproloqui
essaouiraBeate le cose dispari, diverse, scheggiate.
È il giorno evaso dal calendario che resta in mente.
È l’oggetto difettato
escluso dalla catena di montaggio
che guadagna il privilegio di uscire
dalla serie.

 

Beate le pieghe, le increspature,
la voce grommosa del corvo,
gli eccessi del cuore.
E i versi stonati di un ubriaco
al culmine della baldoria.

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Esco scalza attraverso l’autunno

By 23 ottobre 2014 sproloqui
bosco in autunno

Esco scalza attraverso questo autunno che mi crocchia sotto i piedi. È un autunno nuovo, come nuova è la consapevolezza che mi serve concime per pensieri e una bussola che dia indicazioni di massima -là nasce il sole, là galleggia l’equatore- e non un rosario sgranato di nomi di strade, nomi di piazze, nomi di santi e di navigatori.

Nuovo è il correttore per travestire le occhiaie da segni d’espressione, quelli che non t’invecchiano ma ti rendono interessante, nuova è la Lonely Planet che sta nella borsa e mi promette che parto presto, che c’è ancora tempo per immaginare, prima di salpare, c’è ancora tempo per costruire un’idea che anticipa il viaggio, ma che è già viaggio anche lei.

È nuova, ma non più così tanto, questa soddisfazione quieta che mi sveglia il mattino e mi accompagna sul treno, dopo che ho lasciato un nido di corpi piccoli addormentati e gorgoglianti di sogni e attorcigliati tra le coperte e piume di cuscini e un braccio ancora allungato dove è rimasta la traccia della mia sagoma sprofondata sotto il lenzuolo.

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hamato
Ha amato da impazzire, il mio cuore. Ha amato tanto da andare fuori giri permanente. Da non sapere smettere di tremare.

 

Voglio che si dica, quanto ha amato. Perché se oggi mi difendo, se oggi tengo gli occhi e i brividi sotto coperta è solo perché il mio cuore straborda. E trema.

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Confessioni di una mamma con il cuore di budino

By 20 ottobre 2014 la mia vita e io, sproloqui
bambino arrabbiato

 

Un amichetto che non vuole giocare, dopo che tu lo hai aspettato -caparbio- per ore.
Ecco che cosa mi fa tremare un poco il cuore.
Una bambina più grande con cui ti trovi a camminare per strada una sera, tu che allunghi la mano per farti accompagnare per un pezzo di buio e lei che dice No, e corre più in là.

 

Io sono dietro e ti guardo e vorrei correrti accanto e darti la mia, di mano. Ma so che sarebbe la consolazione sciocca per un bimbo piccolo, e non la pacca di incoraggiamento all’ometto drande che stai diventando.

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