Giochiamoci il Jolly: Blog di Fioly Bocca

  • La notizia, quella vera

    On: 30 marzo 2015
    In: la mia vita e io, lettera, ovunque tu sarai
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    il mio cuore è una stanza dove si brinda

     

    Succede che hai un desiderio. Anzi, veramente ne hai tanti, ma uno salta fuori con slancio ogni volta che apri il cassetto.
    Succede che ‘sto desiderio, un bel giorno, corteggialo oggi e domani, diventa reale. Di carne, di terra. In questo caso, di carta.

     

    Diventa un libro che si chiama “Ovunque tu sarai” ed è già un bel traguardo per te, che ti sarebbe bastato anche meno per essere contenta. Meno di una copertina sgargiante, di professionisti serissimi che ci lavorano su, che se lo prendono a cuore, che parlano dei personaggi inventati da te come fossero veri; meno di un Editore che manco nei vagheggiamenti notturni. Meno del tuo nome scritto in rosso.
    Che da sempre, si sa, è il tuo colore preferito.
    Dicevo, era già molto bello così.

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  • Le cose che vorrebbe dirti il tuo bambino

    On: 26 marzo 2015
    In: scienza&fantascienza
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    bambini

     

    1. Non arrabbiarti ogni volta che lascio in disordine i giochi. Insegnami a mettere a posto, ma ricorda che per me, gli animaletti della fattoria e i lego sono bellissimi mischiati sul pavimento.

     

    2. Se dico che voglio fare l’aviatore e dieci minuti dopo il supereroe, alla nonna il pompiere e allo zio il pittore, lascia fare: sono bambino e ho la vita tutta intera da inventare.

     

    3. Se voglio dormirti abbracciato, goditi il momento e fai bei sogni, come me. Se non ne hai di belli abbastanza, ti impresto i miei.

     

    4. Non ti innervosire se hai qualcosa di importante da fare e io non ti do tregua, se ti voglio accanto subito: per me non c’è niente più importante di te.

     

    5. Se dico qualche piccola bugia, non mi fraintendere: non è per mentire, ma perché la mia immaginazione non è ancora atrofizzata come quella dei grandi. Non è menzogna: quella che nasce nei miei desideri, è la verità più profonda che so.

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  • Lezioni di viaggio #3 – Del gusto, della gentilezza e della lentezza

    On: 23 marzo 2015
    In: foto, viaggi
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    essaouira, marocco

     

    Viaggio in Marocco, altre tre cose.  Le ultime.
    7 Come in ogni viaggio, abbiano fatto alcune interessanti scoperte culinarie. Per esempio,  una sorta di grissini dolci a Demnate.  Ho adorato, a Marrakech,  il succo di avocado, che fatto a quel modo non avevo mai assaggiato prima.
    I bambini si sono appassionati al grande classico marocchino: il tè alla menta.

    essaouira, marocco

     

    8 Una cosa che mi porterò nel cuore di questo viaggio è la gentilezza delle persone. Non tutte,  naturalmente, ma la stragrande maggioranza e in particolar modo con i bambini. Li vezzeggiano,  li ascoltano, li coccolano.  Ma, soprattutto,  ed è un modo di fare che dalle nostre parti sembra smarrito,  gli dedicano davvero attenzione. Invitano i genitori a essere indulgenti se i piccoli fanno inavvertitamente cadere qualcosa in un negozio, a essere pazienti se per strada si incaponiscono a voler osservare qualcosa. Li trattano da persone, insomma, e non come capita spesso di vedere nel nostro Paese, come bestioline da trascinare in giro.
    Abbiamo conosciuto parecchie persone, indigene e non. Un paio di donne di superata mezza età che viaggiavano sole. Diverse persone del luogo. Tutte hanno regalato uno spicchio di luce al nostro viaggio.

     

    Gli atti di gentilezza pesano quanto tutti i comandamenti. (Talmud)

     

    dintorni essaouira, marocco
    dintorni essaouira, marocco
    demnate, marocco
    marocco
    demnate, marocco
    essaouira, marocco
    marocco
    essaouira, marocco
    marocco

     

    9 Strettamente legato al punto precedente, ecco un'ultima cosa,  forse la più importante. Si riassume in una parola: piano.
    I marocchini la ripetono spesso, come un mantra o un ritornello. Piano. Quando turisti frettolosi attraversano un suq come fossero sempre sul punto di perdere un volo.  Quando (vedi sopra) strattonano i figli incantati davanti a qualche diavoleria. Quando si nota, nei movimenti più innocui, un'abitudine alla corsa che non si riesce a lasciare indietro nemmeno in vacanza.  Loro sono più rilassati, un modo diverso di affrontare le cose. Non quando sono al volante di un mezzo qualunque, fosse pure una cariola, questo va detto. Ma per il resto, mi sono ripetuta spesso, c'è da imparare: rallenta. La vita non è una staffetta.  Piuttosto, una tazza di tè alla menta da gustare come fosse un rito. Len-to.

     

    essaouira, marocco
    essaouira, marocco
    essaouira, marocco

     

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  • Tratta le idee come fossero gatti (tre cose)

    On: 19 marzo 2015
    In: ospiti
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    tratta

     

    Quel che facciamo è noi. Per ciò siamo venuti.

     

    Tra i tanti saggi sulla scrittura, “Lo Zen nell’arte della scrittura” di Ray Bradbury è uno di quelli che più invoglia a scrivere. Non solo per quello che esprime, ma per come, lo esprime. Con voce entusiasta, pulsante ed evocativa.

     

    Tre cose che questo testo mi ha insegnato.
    1 Scrivere è provare gioia e piacere. Senza essere accompagnato da queste emozioni, resta un gesto sterile che non porta a nulla di veramente buono

     

    Solo questo: senza piacere, senza gusto, senza amore, senza divertimento, sei solo un mezzo scrittore. Significa che sei così occupato a tenere d’occhio il mercato o a prestare orecchio il mercato o a prestare orecchio al versante avanguardistico, che non sei te stesso. Non conosci neanche te stesso. Prima di tutto uno scrittore dev’essere, è, agitato. Dev’essere una cosa di febbri ed entusiasmi.

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  • Da cosa ho capito l’amore

    On: 16 marzo 2015
    In: lettera, sproloqui
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    sussurri

     

    Ho cercato ragione dell’amore nella mappa dei tuoi nei. Ti ho scoperto mentre dormivi e li ho uniti come fossero stelle di Cassiopea, a spasso per i cieli boreali. Li ho sommati ai miei e ho guardato in controluce se ne veniva un miraggio convincente.

     

    Per capire se è amore ho guardato dentro i tuoi occhi. Più a fondo, sono arrivata all’iride. Più a fondo, alle pagliuzze di luce che danno movimento al volto. Le ho contate per capire se bastano a salvarmi dal buio.
    Poi ho messo la mano sopra la tua, aperta, come in preghiera, per trovare se combaciano le strade del destino che avremo.

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  • Il mantra della donna che insegue i sogni

    On: 12 marzo 2015
    In: sproloqui
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    sogni

    Grazie per le nostalgie che sempre verranno
    e come nuvole a coprire il sole
    ci daranno la gioia improvvisa,
    dopo un colpo di vento,
    di ritrovare luce.

     

    Grazie perché una donna vince l’uomo
    in forza di volontà
    e io -donna- resto solida
    sui passi che ho segnati davanti
    -impronte di terra-
    come la fantasia li traccia
    e li combina,
    districandoli e riconoscendoli nella matassa perenne
    di possibilità.

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  • Lezioni di viaggio #2 – Uno stile di vita alternativo e lo stupore dei bambini

    On: 9 marzo 2015
    In: foto, viaggi
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    dintorni di essaouira, marocco

     

    4 Uno dei luoghi che proprio mi affascina del Marocco, e della fetta di mondo che ho visto, sono i villaggi berberi.
    Abbiamo visitato quelli che si abbarbicano nelle valli in torno a Demnate. Li abbiamo attraversati in auto fiutando la direzione perché i segnali sono pochi e quasi incomprensibili; siamo andati avanti e avanti, fino a quando non abbiamo trovato la strada interrotta per lavori. In quei due giorni mi è sembrato di essere sospesa in un luogo fuori dal tempo.
    Mi dà una strana sensazone pensare a quanti modi diversi ci sono di vivere. Come tra queste case di terra che si confondono con il paesaggio, che devi forzare l’occhio per metterle a fuoco in lontananza. Dove la gente vive senza agi, spostandosi a dorso di mulo. Dove le persone che incroci per strada, vecchi, adulti e bambini, non ti negano uno sguardo e un sorriso.

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  • Un po’ di sogni e uno che s’avvera

    On: 2 marzo 2015
    In: il progetto, la mia vita e io, ovunque tu sarai
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    ovunque tu saraiNella vita fin qui ho avuto parecchi sogni. Un po’ come  tutti, credo.
    Eccone alcuni in ordine sparso:

     

    • sposare Fonzie. Avevo circa cinque anni quando ho costretto mia nonna a scrivergli un’appassionata lettera d’amore sotto dettatura, dove lo pregavo di aspettare che crescessi per poter salire all’altare insieme. Sull’indirizzo ho messo Per il signor Fonzie, America.
      Mia nonna mi ha poi confessato di aver lanciato la missiva sopra l’alta credenza in cucina. Sospetto stia ancora là.
      Incredibile a dirsi, non ho mai ricevuto risposta.

     

    • avere tanti figli e una famiglia. Questo lo desidero da che ho memoria e non mi posso proprio lamentare del risultato. Non sono riuscita a emulare, per numero di componenti, la famiglia Bradford, ma anche in quattro facciamo un bel casino lo stesso.

     

    • ballare insieme a Heater Parisi. La sola cosa che avrei potuto fare insieme a lei è la spaccata. Per il resto, nonostante una dozzina di anni di danza classica e moderna, sono l’esempio vivente del fatto che il senso del ritmo NON è innato. Sfido ad analizzare il mio caso chiunque sostenga che si possa educare.

     

    • fare la rock star. Il problema di cui sopra mi ha un po’ frenata anche qui. Sono stonata in modo imbarazzante anche quando fischietto sotto la doccia. Ho provato per un po’ a suonare la chitarra, ma quando mi mettevo a fare gli esercizi impazziva pure il metronomo e si suicidava lanciandosi dal tavolo.
      Peccato, sono certa che sarei stata un perfetto animale da palco. (Sì, ptrobabilmente scimmia urlatrice).

     

    • girare il mondo. Sono indietro con il piano (sembrava più piccolo visto sull’atlante a scuola) ma forse sono ancora in tempo per recuperare un po’.

     

    • pubblicare un libro. Questo era un sogno tanto grande che per molto tempo non ci ho nemmeno provato (a cantare invece sì, per la gioia dei vicini di casa). Ma proprio perché era così grande, a un certo punto dentro il cassetto non ci è stato più. Forse con il tempo è lievitato come la pasta madre e si è preso uno spazio che non ho saputo più contenere. Così ho dovuto tirarlo fuori e guardarlo bene in faccia: ci siamo piaciuti e ha fatto tutto lui. O quasi.
    Perché il libro l’ho scritto io, ma poi il sogno si è trovato una strada sua, se volete vi racconterò. Quello che conta è che ad aprile sarà nelle librerie (con Giunti Editore) e sarebbe bellissimo se arrivasse pure a casa di qualcuno di voi (anche tanti, non m’offendo).
    Magari è la volta buona che si accorgono che sono la sosia perfetta di Mick Jagger e mi chiamano pure a fare Pechino Express.

     

    Ah, si chiama Ovunque tu sarai, il libro.

     

    Il jolly è: leggetelo, dai!
    Lo trovate qui.

     

    e se ci chiudono la porta dei sogni siamo già morti (cit.)
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  • Istanti rubati a #febbraio2015

    On: 26 febbraio 2015
    In: foto, la mia vita e io
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    serata

    Febbraio è stato un mese per certi versi perfino simpatico. Per esempio, una sera, ci siamo inventati il carnevale. Per recuperare le feste che i bambini hanno saltato causa influenza, ci siamo travestiti, noi quattro e alcuni amici, e ce ne siamo andati in giro così.
    Orgogliosi della nostra sfilata handmade improvvisata.

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  • Lezioni di viaggio #1 – Due buoni compagni di viaggio non dovrebbero lasciarsi mai (cit.)

    On: 23 febbraio 2015
    In: foto, viaggi
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    laguna di oualida, marocco

     

    Ho quasi 40 anni e pochissime certezze. Ma di una cosa sono sicura: ci sono periodi della vita in cui si impara di più, più in fretta. Molto spesso, questi momenti particolari coincidono con un viaggio, con il fatto di chiudere la valigia e uscire, anche per poco, dalla propria zona comfort.
    E anche le due settimane in Marocco mi hanno insegnato -o mi hanno aiutata a ripassare – un po’ di cose.
    Qui le prime tre.

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