Se mi scrivesse mia madre

By 24 agosto 2014 lettera
spiaggia corralejo

 

Se mi scrivesse mia madre comincerebbe come sempre: Bambina mia.

 

Se mi scrivesse mia madre
sarebbe lei più giovane di me,
nell’età incerta che non ha più bisogno
di calendari.

 

Mi direbbe che ho fatto cose buone,
che anche gli errori lo sono,
perché segnano la strada
marcando lo strapiombo.
Mi direbbe di non temere
le lacrime
che sciacquano il sale
dalle ferite.

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Troppe finestre spalancate, certe sere

By 19 agosto 2014 sproloqui
cervo, liguria

 

Non s’allunga il tempo, non stride il freno della corsa sui binari.
Pesano certe assenze, posti vuoti occupati da nessuno. Ma i fili ci sono, e legano. Nonostante l’evidenza di un quotidiano che ha scolorito le vecchie consuetudini, che avanza riflessi nel pozzo della memoria. Calo un secchio. Ma è così pieno di istanti che non ho braccia abbastanza per tirarlo vicino. Che restino lì. Drappi di amori confusi, inservibili come monete fuori corso, ma luccicanti come pance di lucciole nei prati umidi di notte e d’estate.
Del resto, le lucciole accendono luci prima dell’amore.

 

I ricordi scavano solchi dove il cuore si spaura. S’addensano e come arterie inspessite ostacolano l’andata e il ritorno dal cuore. Conto gli anni sulle dita, come bastasse per antidoto alla morte. Addiziono, sottraggo, applico formule che non salvano dal dubbio e dalla nostalgia.
(Ma se m’appoggio al muro quando fumo sono ancora bella).

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Tra le stagioni

By 14 agosto 2014 sproloqui
montagne del trentino

 

Fine luglio.

 

S’accavallano i mesi
come le gambe scoperte
delle donne,
in questa estate coltivata a terrazze -a tentoni- a maggese.

 

Sfumerà in pochi respiri
l’arsura zingara di agosto,
e brancolando cieca tra le alture
sbiadirà prati e zittirà cicale.

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Cuore di pane

By 11 agosto 2014 lettera, sproloqui
cuore di pane
Ho cucinato per te.
Non capita spesso, ma quando lo faccio, lo faccio con cura.
Doso gli ingredienti con pazienza, come se ogni grammo di troppo dovesse pesarti sul cuore.
Come se ogni grammo di meno ti togliesse energia per arrivare al tuo sogno migliore.

 

Ho cucinato con cura.
Con mani di grano e pensieri di farina.
Ho usato il burro per sciogliere i passi che ti condurranno a me,
il sale per portarti al mare.
Lievito per farti grande nei miei pensieri,
uova per evocare la perfezione curva della rinascita.

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Estate balorda

By 8 agosto 2014 sproloqui
obra di vallarsa (TN)

Mi sa che l’estate si è stancata di essere accaldata. Ne ha diritto, probabilmente, dopo secoli e secoli trascorsi a sudare. Probabilmente ha pensato basta, quest’anno mi voglio rinfrescare un poco anche io. Così ha chiesto alle amiche nuvole di scontrarsi più spesso per chiamare temporali. E vento e lampi fulmini e saette.

Magari se ne va in giro travestita da ragazza sotto un grande ombrello, gustando il fresco che le alza le sottane e i capelli sparsi all’aria, anziché tutti sudati e appiccicati addosso.
Magari ci ha pure sentiti, l’abbiamo incrociata per strada proprio mentre ci stavamo lamentando di questa estate balorda, di questi scrosci improvvisi, di questo grigio umido che pare infilarsi sottopelle. Delle giacche indossate fuoristagione e i bikini stipati in valigia. Per una volta che non ho scordato di portare i solari, dico io.

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La casa più casa (e la vacanza)

By 6 agosto 2014 foto, la mia vita e io, viaggi
obra di vallarsa (TN)

 

Mi piace stare a Obra perché è la casa più casa che ho.
Quella che nei disegni di bimba ha il tetto rossa a punta orlato di tegole e il camino che fuma. Sempre.
Perché c’è sempre, lì dentro, un posto caldo, vicino alla stufa che crocchia e al fuoco che racconta quanto è stato mentre eri lontana.

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Istanti rubati a #luglio

By 4 agosto 2014 foto, la mia vita e io
bimbo in piscina

 

Luglio = estate. In genere. Ma questa è fredda e piovosa. I bagni in piscina sono brevi e per non battere i denti ci vuole in coraggio da coccodrillo.

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Esprimi un desiderio

By 24 luglio 2014 foto, la mia vita e io
sanlo3

 

Risistemando un po’ di foto, mi è caduto lo sguardo su quelle di San Lorenzo, e ho ripensato alla serata della scorsa estate.
Siamo partiti coi bambini, i ragazzini della settimana vacanze e una manciata di amici nel tardo pomeriggio e abbiamo occupato una radura nel bosco poco lontana da casa. Arrivati tutti, grazie al servizio navetta fuoristrada, abbiamo preparato la grigliata, in attesa che le stelle cadenti, non più nascoste dalla luce del giorno, ci mostrassero le loro danze veloci attraverso il cielo.

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La prima volta che…

By 23 luglio 2014 ospiti
la prima volta

Questo post ce lo regala la mia amica Barbara Lamhita Motolese* (grazie!)

 

La vita dei bambini è piena di prime volte, forse è per questo che sono pieni di entusiasmo.
C’è una seggiovia a Prali che sale fino a 2000 metri, una seggiovia come tante, che per noi per un giorno è stata LA seggiovia, quella della prima volta sulla seggiovia, la prima volta che i tuoi figli volano su un seggiolino piccolo e li tieni stretti perchè la vita non ti è mai sembrata così piena di pericoli come da quando sei diventato un genitore. Un’altra prima volta, un altro momento di entusiasmo vissuto insieme, tra non molto comincerà a viverle da solo le grandi emozioni ma per ora è ancora tuo il viso che cerca spalancando gli occhi per dirti quanto è alta questa seggiovia, quanto è bello quell’albero, quanti fiori ci sono su quel prato.

 

Un’altra prima volta, una delle tante.
A 3 giorni di vita ha sentito l’aria sulla pelle per la prima volta, dormiva ma ha avuto un leggero tremito, avra’ freddo?
Ad un mese ha riso per la prima volta, non sapeva cos’era, ma gli è piaciuto, tutto ad un tratto emetteva questi buffi suoni e tutti si giravano a guardarlo sorridendo.

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Lo senti questo rumore di mondo che si spacca?

By 21 luglio 2014 sproloqui
temporale in arrivo

 

-Lo senti questo rumore di mondo che si spacca?
-Sì, lo sento.
-È il temporale. Da tanto non ne venivano di così forti. Ci sono lampi che illuminano la stanza come se arrivasse di colpo il mattino. E i tuoni sono cavalli al galoppo in soffitta.
-Non ho paura.
-Meglio così. Perché, vedi, ogni temporale è una storia. Basta poco per starla ad ascoltare. Basta spegnere la televisione e tutte le luci. Può restare accesa un candela, se vuoi, ma lontana dalla finestra. Poi scostiamo le tende e ci sediamo qui per terra. Vicini. E stiamo zitti. Guardiamo le forme che fa la pioggia.
-Sembrano tanti fili sottili…

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