Istanti rubati a #febbraio2015

By 26 febbraio 2015 foto, la mia vita e io
serata

Febbraio è stato un mese per certi versi perfino simpatico. Per esempio, una sera, ci siamo inventati il carnevale. Per recuperare le feste che i bambini hanno saltato causa influenza, ci siamo travestiti, noi quattro e alcuni amici, e ce ne siamo andati in giro così.
Orgogliosi della nostra sfilata handmade improvvisata.

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Lezioni di viaggio #1 – Due buoni compagni di viaggio non dovrebbero lasciarsi mai (cit.)

By 23 febbraio 2015 foto, viaggi
laguna di oualida, marocco

 

Ho quasi 40 anni e pochissime certezze. Ma di una cosa sono sicura: ci sono periodi della vita in cui si impara di più, più in fretta. Molto spesso, questi momenti particolari coincidono con un viaggio, con il fatto di chiudere la valigia e uscire, anche per poco, dalla propria zona comfort.
E anche le due settimane in Marocco mi hanno insegnato -o mi hanno aiutata a ripassare – un po’ di cose.
Qui le prime tre.

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Cuanta pasión

By 19 febbraio 2015 sproloqui
marzia civitillo foto

La donna con lo scialle camminava come a scansare formiche. Un passetto in avanti, un passetto di lato. Evitava briciole. Aveva un affanno che le rendeva il respiro un soffio.

L’uomo con la pipa le andava incontro, guardava un po’ su e un po’ giù, non poteva fissare gli occhi di lei, fatti come mandorle. Si incontrarono in mezzo alla pista mentre il grammofono cantava il valzer di Musetta. Read More

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L’alba a Demnate

By 16 febbraio 2015 viaggi
demnate, marocco

Svegliarsi e attraversare una città straniera a ridosso dell’alba è comunque e sempre un’emozione.
E sta tutta lì, in quel primo caffè consumato in piedi contro il bancone, mentre fuori il cielo comincia a schiarire a est, oltre le mura ocra e centenarie della kasbah.

 

Dalla piazza di spandono grida, arrotate da folate di vento caldo, insieme a odore di frutta, insieme a odore di brace, insieme a odore di mimosa. Fiorita e piena in novembre.
Uomini si radunano con lunghi bastoni, in attesa del furgone che li carichi per andare a lavoro, a battere gli ulivi. Per la strada s’affacciano donne con la tunica e il velo, sfrecciano taxi come auto della polizia. In alto, enormi nidi di cicogne accovacciati sulle cime dei minareti. Nessuno straniero in giro, né quel mattino né i giorni a venire: solo gente del posto disabituata alle mode d’oltremare.

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Pensieri d’inverno

By 12 febbraio 2015 sproloqui
neve alla finestra

La tenacia del fuoco a disfare la legna.
La schiena del gatto contro il vetro alla finestra.
Neve pesa sui rami, luce diafana scandisce il cielo.

 

Ascolto il mondo che rimbomba nel petto e covo pensieri che a primavera bucheranno la terra. Spulcio ricordi e li specchio nelle fiamme gentili del camino, mentre fuori tutto si muove con la stessa illusoria lentezza.

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Istanti rubati a #gennaio2015

By 9 febbraio 2015 foto, la mia vita e io
abbraccio di bimbi

 

Gennaio è un mese adatto all’abbraccio. Scaccia via il freddo, illumina i giorni tirchi di luce.  A gennaio si sta senza distanze tra i corpi, in un appiccichio di pelle, per prendere esempio dalle bestiole nella tana, in letargo.
È sempre buona cosa prendere esempio dalla natura.

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Perché vorrei essere (e non fare lo) scrittore

By 5 febbraio 2015 sproloqui
laguna di oualidia

 

Scrivere significa tenere insieme il mondo dopo che lo hai fatto a pezzi
(A. Baricco)

 

Lo scrittore è scultore: da un blocco di marmo che è la realtà, scava e lima fino a dare forma al fulcro. Nel defalco si disegna la storia.
Lo scrittore dipinge e fotografa: una strada, un secolo, un saluto. Con pennello e luce aggiunge dettagli, rimodella ombre, affina illusioni.

 

Lo scrittore è ventriloquo: può parlare con la voce di chiunque.
È fioraio e deve conoscere l’ikebana delle parole per inventare giardini.

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Emilio

By 26 gennaio 2015 la mia vita e io, viaggi
emilio e federico

 

Mattino di gennaio in montagna. Un gennaio un po’ anomalo, a dirla tutta, che come clima ricorda più un marzo clemente. Dopo una buona colazione, Federico e io ci avviamo a scoprire i dintorni di Chamois. Sfidiamo una strada lastricata di ghiaccio, io batto un paio di culate,  nonostante il mio sangue montagnino, per via di stivaletti non proprio adatti a una spedizione antartica e l’amica Nikon che mi pencola al collo.

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Operatori di call center: tipi psicologici

By 22 gennaio 2015 scienza&fantascienza
gabiano, ALVivere in campagna e isolati è bello (per chi piace) ma, come tutto, ha il rovescio della medaglia.
Una delle controindicazioni è la difficoltà di mantenere una costante (basterebbe anche qualcosa in più che occasionale) connessione internet e telefonica. Insomma, a volte sei proprio tagliato fuori, soprattutto in inverno dopo piogge abbondanti o -il cielo non voglia- una nevicata. I guasti si sprecano e siccome la densità di popolazione è superata da quella degli equini, le varie compagnie telefoniche delle mie accorate proteste se ne strafott non si curano granché.
Per questo ho un filo diretto (ma non privilegiato) con gli addetti al call center e ho potuto, in anni di fedeli frequentazioni, tratteggiare alcuni tipi psicologici dominanti.

 

Il timido. Non parla, sussurra. Sperando che a voce bassa le informazioni si disperadano nell’etere prima di suscitare la rabbia profonda del cliente frustrato.

 

L’intimista. Per impietosirti e stemperare il nervosismo dopo l’ottava chiamata, di tanto in tanto, butta lì alcune vicende di vita vissuta. Anche a me è capitato, signora, dopo la nevicata di due inverni fa sono stata senza connessione per giorni, e pure senza luce. E avevo pure il gatto malato, si figuri.
Mi figuro, mi figuro.

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Chamois: un regalo fatto di passi e incontri

By 19 gennaio 2015 la mia vita e io, viaggi
chamois, valle d'aosta

 

Ci abbiamo preso gusto, Federico e io, a regalarci gite. Che sia Natale, un compleanno o una ricorrenza inventata, uno dei due impacchetta un biglietto, lo mette sull’albero, o lo nasconde in una scatola piena di carta. Quel biglietto dice: tempo insieme, da passare là. Questa volta, tempo erano un paio di giorni per noi due soli e era Chamois.

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