Giochiamoci il Jolly: Blog di Fioly Bocca

  • Istanti rubati a #maggio2015

    On: 28 maggio 2015
    In: istanti rubati
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    villamiroglio (AL)Quanta pioggia, a maggio. Ci è voluto coraggio per non tenere l’ombrello permanente in borsa, per incoraggiare quello scampolo di fiducia in dodici ore filate di sole.
    Dopo ogni acquazzone, però: luce bagnata, umida d’azzurro come il mattino in montagna. Allora vale la pena d’inzupparsi un’ora prima alla fermata del tram? Quasi sempre, sì.

    bambino a cavallobambino a cavallobambino a cavallobambino a cavalloin gitain gitaOsservare i miei bambini. Come crescono. In fretta. Ho promesso a me stessa che non pronuncerò mai quella frase che già odiavo da bambina: Loro crescono e noi invecchiano, signora mia. Con un sguardo di mesta rassegnazione. Non la voglio dire e, credo per questo, lei ostinata mi sale alla lingua, ogni volta che qualcuno mi chiede di loro. Ma resisto e la ricaccio in gola.
    Intanto però Lemuele sta imparando a guidare il suo cavallo, redini in mano, e ha fatto la prima gita con l’asilo (la prima seria, perché due anni fa la sua classe aveva fatto tappa da noi, a vedere gli equini). Non l’ho potuto accompagnare al pullman, ma mi sono fatta promettere da Federico che lo avrebbe immortalato, seppur controvoglia, con un gesto tipico di quelle mamme (un po’) piagnucol sentimentali.
    E sì, lo so che probabilmente tra qualche anno i miei figli si nasconderanno sotto un tombino piuttosto che farsi ritrarre con me in una Foto Ricordo del Momento Topico. (altro…)

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  • Ci sono giorni e canzoni che pungono

    On: 30 aprile 2015
    In: sproloqui
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    mare

     

    Ci sono giorni e canzoni che pungono.

    Ci sono canzoni che dentro certe ore graffiano.
    Sono musiche che riportano indietro. Quando non eri donna ma zampettavi dietro la vita come un cane dietro il padrone. Aspettando bocconi. Certa che quelli migliori fossero ancora là in alto, in cima sulla credenza. Che adesso -gambe corte- non ci arrivi.

    Ma dopo. Dopo: vedrete!

     

    Indietro. Quando volevi entrare nelle tasche di tuo padre per non restare indietro.
    Negli occhi di tua madre, per non restare sola.

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  • Istanti rubati a #febbraio2015

    On: 26 febbraio 2015
    In: foto, istanti rubati, la mia vita e io
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    serata

     

    Febbraio è stato un mese per certi versi perfino simpatico. Per esempio, una sera, ci siamo inventati il carnevale. Per recuperare le feste che i bambini hanno saltato causa influenza, ci siamo travestiti, noi quattro e alcuni amici, e ce ne siamo andati in giro così.
    Orgogliosi della nostra sfilata handmade improvvisata.

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  • L’alba a Demnate

    On: 16 febbraio 2015
    In: viaggi
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    demnate, marocco

    Svegliarsi e attraversare una città straniera a ridosso dell’alba è comunque e sempre un’emozione.
    E sta tutta lì, in quel primo caffè consumato in piedi contro il bancone, mentre fuori il cielo comincia a schiarire a est, oltre le mura ocra e centenarie della kasbah.

     

    Dalla piazza di spandono grida, arrotate da folate di vento caldo, insieme a odore di frutta, insieme a odore di brace, insieme a odore di mimosa. Fiorita e piena in novembre.
    Uomini si radunano con lunghi bastoni, in attesa del furgone che li carichi per andare a lavoro, a battere gli ulivi. Per la strada s’affacciano donne con la tunica e il velo, sfrecciano taxi come auto della polizia. In alto, enormi nidi di cicogne accovacciati sulle cime dei minareti. Nessuno straniero in giro, né quel mattino né i giorni a venire: solo gente del posto disabituata alle mode d’oltremare.

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  • Un anno per dare

    On: 31 dicembre 2014
    In: la mia vita e io, sproloqui
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    un anno per dare

     

    Del tanto che ho vorrei dare qualcosa.
    Vorrei che il desiderio per il nuovo anno, per una volta, fosse un’offerta.
    Sarebbe bello lo facessimo in tanti. Regalare un’ora di ascolto a qualcuno che abbia voglia di parlare.
    Un giorno di lavoro a un progetto da cui non guadagneremo nulla, per il gusto di regalo.
    Dare la mano a qualcuno che ancora non ce l’ha tesa.

    Vorrei regalare a un vecchio la risata di mio figlio, a mio figlio la saggezza rugosa di un vecchio.

    Se tornasse a questo mondo mia nonna, le farei ingrandire quella foto in bianco e nero di quando aveva vent’anni e tutti i capelli nerissimi e generosi.
    Se tornasse a questo mondo mia nonno, vorrei riportarlo al bosco dove andava bambino a giocare, a piedi nudi e sogni scalzi e interi.
    Peccato, averci pensato solo adesso.

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  • Un lento Natale

    On: 23 dicembre 2014
    In: la mia vita e io, lettera
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    decorazioni

     

    Fermo immagine. Luci intermittenti sull’albero, candele accese, profumo di incenso, musica lenta. Fuoco nel camino, tepore. Tisana calda.
    Intorno, penombra.
    Dall’altra stanza: le voci dei miei figli che giocano.
    Fuori: notte e neve.

     

    Mi basta così. Questo Natale, mi basta fermare il tempo. Rompere le corse, gli affanni. Conservare.
    Trattenere tra le mani il bagliore di un giorno immobile. Perfetto come se si potesse incorniciare.
    Fare gesti piccoli: sfogliare una rivista o preparare un caffè in attesa di una visita. Incartare un pensiero e scrivere due righe.
    Gesti lenti, finalmente. Una nenia, un pomeriggio sul divano a raccontare storie. O ascoltarle, se qualcuno me ne volesse regalare.
    Aprire e chiudere una parentesi, e in mezzo, soltanto  silenzio.

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  • Lettera ai miei figli su un viaggio in Marocco

    On: 9 dicembre 2014
    In: lettera, viaggi
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    essaouira

     

    Succedono viaggi in cui capitano molte cose. Che ti rubino il telefono, di stare una settimana (beatamente) off line, di prendere tre multe.
    Che ti accompagnino a fare una ricarica come se ti fossi persa nel bosco, che ti offrano ospitalità.
    Succede di vedere una luce bambina (l’infanzia della luce) dalla terrazza in cui fai colazione. Capita di trovare un caldo secco e ventoso in una città enigmatica di mezza montagna, e sull’Oceano un tempo di sole e piogge, veloce come fosse Copenaghen.
    Di fare un pezzo di viaggio insieme a tua sorella, che era un bel po’ che non si calcava insieme lo stesso pezzetto di mondo, ed è bello.

     

    E di spiare vicoli e stupirti di come certi angoli di mondo siano esattamente, come te li aspettavi. Uomini a dorso d’asino impigliati in qualche ragnatela che intesse il tempo per fregare il calendario e la sua presuntuosa progressione numerica. Donne avvolte in veli che sputano fuori a malapena gli occhi, ma occhi che lasciano una scia di colla quando si muovono.
    E bambini così spettinati e belli che ti viene voglia di passargli le dita tra i capelli, per una carezza piccola. Poi li senti ridere – è una cascata di vetri rotti- e capisci che così sono belli: stupiti. E spettinati.

     

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  • Istanti rubati a #settembre

    On: 3 ottobre 2014
    In: foto, la mia vita e io
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    staccionata
    Bello questo settembre, che ci ha regalato qualche giorno di estate, forse per risarcirci, a suo modo, di tutti i giorni di pioggia battente.
    Però, adesso, lo vedi l’autunno: sta lì in agguato, appollaiato appena oltre la staccionata, con mani di pittore e cuore incendiario.

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  • La prima volta che…

    On: 23 luglio 2014
    In: ospiti
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    la prima volta

    Questo post ce lo regala la mia amica Barbara Lamhita Motolese* (grazie!)

     

    La vita dei bambini è piena di prime volte, forse è per questo che sono pieni di entusiasmo.
    C’è una seggiovia a Prali che sale fino a 2000 metri, una seggiovia come tante, che per noi per un giorno è stata LA seggiovia, quella della prima volta sulla seggiovia, la prima volta che i tuoi figli volano su un seggiolino piccolo e li tieni stretti perchè la vita non ti è mai sembrata così piena di pericoli come da quando sei diventato un genitore. Un’altra prima volta, un altro momento di entusiasmo vissuto insieme, tra non molto comincerà a viverle da solo le grandi emozioni ma per ora è ancora tuo il viso che cerca spalancando gli occhi per dirti quanto è alta questa seggiovia, quanto è bello quell’albero, quanti fiori ci sono su quel prato.

     

    Un’altra prima volta, una delle tante.
    A 3 giorni di vita ha sentito l’aria sulla pelle per la prima volta, dormiva ma ha avuto un leggero tremito, avra’ freddo?
    Ad un mese ha riso per la prima volta, non sapeva cos’era, ma gli è piaciuto, tutto ad un tratto emetteva questi buffi suoni e tutti si giravano a guardarlo sorridendo.

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  • Lo senti questo rumore di mondo che si spacca?

    On: 21 luglio 2014
    In: sproloqui
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    temporale in arrivo

     

    -Lo senti questo rumore di mondo che si spacca?
    -Sì, lo sento.
    -È il temporale. Da tanto non ne venivano di così forti. Ci sono lampi che illuminano la stanza come se arrivasse di colpo il mattino. E i tuoni sono cavalli al galoppo in soffitta.
    -Non ho paura.
    -Meglio così. Perché, vedi, ogni temporale è una storia. Basta poco per starla ad ascoltare. Basta spegnere la televisione e tutte le luci. Può restare accesa un candela, se vuoi, ma lontana dalla finestra. Poi scostiamo le tende e ci sediamo qui per terra. Vicini. E stiamo zitti. Guardiamo le forme che fa la pioggia.
    -Sembrano tanti fili sottili…

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