Giochiamoci il Jolly: Blog di Fioly Bocca

  • Facciamoci crescere le ali

    On: 23 giugno 2015
    In: sproloqui
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    cascate di ouzud, maroccoDobbiamo costantemente buttarci giù dagli strapiombi e farci crescere le ali mentre precipitiamo.
    Kurt Vonnegut

    Ci sono frasi che aprono un mondo e questa è una.
    E mi dico, prova a vivere così: prendi un treno, un mattino, che va nella direzione opposta a quella consueta. Prova a vedere cosa succede se smetti di voler tutto sotto controllo. Molla i freni, improvvisa, metti via google maps e trova la strada annusandola. Sceglila non per la brevità o il poco traffico ma per la bellezza di uno scorcio, per il modo in cui ti fa sentire percorrerla, per come riesci ad accarezzare una curva.

    Incontra una sera gli amici e balla fino a notte fonda senza pensare alla sveglia del mattino, lascia la casa in disordine e vai a camminare in un bosco, sentiti libero, e spaventato, ma libero, come poteva esserlo il primo uomo sulla terra.

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  • Impariamo a corteggiare i sogni (e un libro)

    On: 21 maggio 2015
    In: ospiti, scienza&fantascienza
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    disegniamo i nostri sogni senza sosta sulle pareti dell'immaginazione

     

    Sognai talmente forte che mi uscì il sangue dal naso. (F. De Andrè)

     

    Innamorati della vita che vuoi e desiderala con ogni cellula del tuo corpo: è uno dei consigli più belli avuti in dono di recente.
    Ed è quello che voglio fare. Come quando, desiderando un uomo – anzi no: L’uomo – aprivo gli occhi il mattino pensando a lui, e andavo a letto pensando a lui, con la quasi certezza di incontrarlo in sogno (non che io sia particolarmente originale: Apro gli occhi e ti penso… Ed ho in mente te…).

     

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  • Storia di una pubblicazione e grazie sparsi

    On: 12 maggio 2015
    In: il progetto, la mia vita e io, ovunque tu sarai
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    ovunque tu saraiGrazie. Sei lettere che ultimamente sto usando come un mantra.
    Questo libro mi sta restituendo infinitamente più di quanto non avessi pensato.
    Allora, dal momento che non l’ho fatto tra le pagine del romanzo, voglio dire qui due parole a chi mi ha accompagnata durante il viaggio.

    Per cominciare, le persone che hanno assistito la costruzione, mattone dopo mattone, della storia che è diventata “Ovunque tu sarai“. Tra loro, la motivatrice Silvia-Mathilda Stillday -e le belle donne del gruppo- che mi ha detto, semplicemente: Se quello che ti piace fare è scrivere, perché non lo stai facendo?

    Poi grazie agli amici, primi lettori, che mi hanno imprestato le loro certezze quando le mie latitavano: Roberta, Cristiana, Danila, Erika, Karen, Giusy, Stefania, Tex, Fabrizio, Laura, Betta, Enza, Maurizio, Marco, Alessandra, Robert, Barbara (tutte le foto decenti della sottoscritta sono sue, tipo qulla qui sopra). Con santa pazienza hanno letto, corretto, immaginato. Via mail, al telefono, alle macchinette del caffè in ufficio (eh sì, sono stata parecchio impegnativa). Ma, più di tutto, mi hanno incoraggiato. Perché ciò di cui avevo bisogno sopra ogni cosa era pensare che fosse possibile.
    Grazie a Devis Bellucci che, come nei suoi libri, dispensa saggezza con generosità: senza conoscermi né chiedermi nulla in cambio mi ha aiutata a costruire una sinossi funzionante.

    Qui, nella storia della storia, arriva Barbara, che con il suo entusiasmo contagioso mi convince che il file word a cui stavo lavorando non deve restare chiuso nel cartella sul pc (succedanea del più noto cassetto). Così il manoscritto passa nelle mani di Andrea e poi di Sergio Calderale, a cui devo il primo editing e soprattutto l’ardire di cominciare a crederci.
    Grazie a lui, il lavoro approda al sicuro, tra mani di professionisti che meglio di così non mi poteva capitare: la Walkabout Literary Agency di Fiammetta Biancatelli, Ombretta Borgia e Paolo Valentini. Mi hanno accolta non solo con professionalità impeccabile, ma anche e soprattutto con una dose di umanità, empatia e partecipazione che me li rende da subito insostituibili.
    Da lì a Giunti il passo è stato breve. E’ stato in una telefonata di inizio estate di Paolo che mi dice: Ho delle notizie per te. Sei seduta? E io, sul balcone di casa affacciato sui prati, che penso Sono in piedi, ma ho gambe allenate.
    Il passo è stato in un paio di gite a Firenze, alla sede storica di Giunti, insieme a Fiammetta. Mi sono trovata seduta a una grande scrivania, a parlare con un certa incredulità di personaggi inventati da me. Con un certo imbarazzo, anche, perché mi pareva di essere presa un po’ troppo sul serio, e ogni poche parole mi veniva voglia di dire, No ma è finto, l’ho pensato io, è solo un gioco.
    Invece Donatella e Annalisa mi hanno presa sul serio. Mi hanno insegnato, guidato, ascoltato con pazienza e disponibilità. Così i loro colleghi, durante e dopo l’uscita: Alessandra, Daniela, Martina, Francesco, Alida.

    Nel frattempo, a casa hanno avuto gran sopportazione. Mio padre a suo modo, con l’ironia che nasconde l’orgoglio per questa figlia che passa il tempo libero a mettere in fila parole. Mia sorella che c’è sempre, senza bisogno di dircelo. Federico che non è soltanto l’uomo che ho scelto per la vita, ma il mio primo e accanito sostenitore (e non è da tutti). La sua famiglia, sua mamma e Carola soprattutto, che insieme ai miei impareggiabili zii, mi regalano tempo e spazio per coltivare le mie passioni, facendo i baby sitter quando serve. I miei bambini, che hanno a volte pazienza, e a volte anche no, ma sono loro che mi danno l’energia per tutto.
    Grazie alla mia mamma, ovunque sia, madre anche del mio amore per la scrittura.

    Poi è arrivato IL giorno e lì, se dovessi elencare tutti quelli che mi hanno stordita di calore e tifo, non mi basterebbe un pomeriggio. Ho avuto così tanto entusiasmo intorno che ho finito per crederci anche io: un bel sogno è diventato vero.
    Per farlo, ha scelto una strada sua, mi è bastato incoraggiarlo ai bivi, spronarlo in salita. Ha saputo scegliere mani generose che lo hanno modellato come fosse di creta, cuori fertili dove lasciare un segno piccolissimo.
    A tutti quelli che hanno avuto voglia di sorridergli: grazie.

     Il jolly: ha sei lettere.

    (Questo post è anche la risposta a chi mi ha chiesto perché non ho inserito i ringraziamenti in fondo al libro: sarebbero stati più lunghi del romanzo).

    NB Se qualcuno si trovasse il zona, giovedì 14 maggio, ci vediamo alle 17.30 alla Biblioteca di Chivasso, nell’ambito delle iniziative del Salone del Libro (Salone Off)

    chivasso - 14 maggio - Salone off
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  • Il mantra della donna che insegue i sogni

    On: 12 marzo 2015
    In: sproloqui
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    sogni

    Grazie per le nostalgie che sempre verranno
    e come nuvole a coprire il sole
    ci daranno la gioia improvvisa,
    dopo un colpo di vento,
    di ritrovare luce.

     

    Grazie perché una donna vince l’uomo
    in forza di volontà
    e io -donna- resto solida
    sui passi che ho segnati davanti
    -impronte di terra-
    come la fantasia li traccia
    e li combina,
    districandoli e riconoscendoli nella matassa perenne
    di possibilità.

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  • Istanti rubati a #settembre

    On: 3 ottobre 2014
    In: foto, la mia vita e io
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    staccionata
    Bello questo settembre, che ci ha regalato qualche giorno di estate, forse per risarcirci, a suo modo, di tutti i giorni di pioggia battente.
    Però, adesso, lo vedi l’autunno: sta lì in agguato, appollaiato appena oltre la staccionata, con mani di pittore e cuore incendiario.

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  • Liberiamo un sogno (che ci costa?)

    On: 29 settembre 2014
    In: scienza&fantascienza
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    liberiamo un sogno

     

    Dicono che se desideri qualcosa con ogni cellula che abita il tuo corpo, quella cosa, gira e rigira, l’acchiappi.
    Dicono che se ogni parte di te – comprese le bistrattate doppie punte e le trascurate pellicine intorno alle unghie minori –  se ogni parte di te, dicevo, si muove in una direzione, alla fine la tua orma su quella spiaggia di sogno la lasci. Dicono.

     

    Ho letto che devi stare attento a quello che sogni, perché finisce che i sogni s’avverano e se sei stato meno che attento o poco preciso, nell’esprimere un desiderio, il Genio della Lampada senza volere ti fa un dispetto.

     

    Tocca concentrarsi, allora, non basta scovare un quadrifoglio nel prato. Il mio sogno più grande è sempre stato di avere una famiglia. Ne ho una bellissima, più bella di come io l’abbia mai immaginata. Ora, oltre a coltivarla ogni giorno per mantenerla così splendidamente splendente, capita che mi si sia liberato un posticino, nel giardino di desideri, e ne siano sbocciati un paio, che se ne stanno lì tremuli, incerti e – spero – germoglianti.
    Li vedete anche voi?

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  • Da cavallo si cade

    On: 10 marzo 2014
    In: la mia vita e io
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    pom granin

     

    Staccionata, lato lungo: visione d’insieme.
    Si avvicina.
    Ancora.
    Ancora, prendendo velocità.
    Paletto della staccionata: dettagli.
    Vite sul paletto della staccionata.
    Verde del prato sullo sfondo.
    Fili d’erba.
    Naso per terra e erba sulla fronte.
    Questa è la moviola di ciò che ho registrato con la vista durante l’ultima caduta da cavallo.

     

    O almeno così mi pare di ricordare. Quello che ho pensato durante, è perso.
    Quello che ho pensato dopo no: vacca maiala. Più o meno.
    Dopo essermi spiaccicata contro la staccionata al galoppo sono risalita. Con le gambe tremanti e molli come polpa di granchio.
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  • Sogni in barattolo

    On: 6 gennaio 2014
    In: scienza&fantascienza
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    sogni in barattoloEh niente.
    La compilazione di liste di intenti, desideri e buoni propositi mi tenta più del cioccolatino dopo il caffè. Allora inutile tentare di opporre resistenza, ecco quello che mi auguro /propongo per il 2014.
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  • Viaggi, un libro, un percorso di segni

    On: 2 gennaio 2014
    In: la mia vita e io, viaggi
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    paulo coelho, citazioneEsiste il libro giusto al momento giusto? Secondo me sì, senza dubbio. Non è magari quello del tuo autore preferito, o che entrerà nella top ten dei migliori letti. È piuttosto quel libro che, più di ogni altro, in quel momento specifico della tua vita ha un messaggio preciso proprio per te. 
    È stato il caso de Il cammino di Santiago di Paulo Coelho, che mi ha tenuto compagnia durante il viaggio a Fuerteventura.

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  • Lasciamoci ispirare #5 – La strada verso te

    On: 4 novembre 2013
    In: ospiti, sproloqui
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    bbodo_strada_Se impari a leggere gli indizi
    della caccia al tesoro che la vita ha organizzato per te,
    nessuna cosa è troppo lontana.

    Se sei sulla tua strada non misuri
    le distanze. Le superi surfando.
    Se sei sulla tua strada, a ogni angolo,
    ogni pochi passi,
    trovi messaggi in codice solo per te.

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