Giochiamoci il Jolly: Blog di Fioly Bocca

Ciao Albero (istanti rubati a #ottobre2025)

On: 10 Febbraio 2026
In: istanti rubati
Views: 70
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23 ottobre 2025

Quando vado a camminare e passo sotto un albero mi avvicino ai rami bassi fino a farmi carezzare la fronte e i capelli.
Ciao Albero, dico.
Ora che è autunno, poi, socchiudo gli occhi e lascio che i colori facciano ribollire la mia immaginazione di tinte fluide, brumose.
Sul sentiero dietro casa, quando vado a correre, i rami bassi mi aspettano e si allungano e mi toccano un braccio, una spalla, mi bussano al cuore.
Guardaci, intonano.
Le foglie vermiglio e gialline si scuotono tutte per farsi notare.
C’è una bacca rossissima che pende giusto alla mia altezza è ogni volta mi schiocca un bacio al centro della testa.
Chiunque si senta solo dovrebbe fare un giro nel bosco – la penso così.
E dico alle foglie Peccato, peccato che presto cadrete. Loro non smettono di agitarsi con grazia e brillare e mi strizzano l’occhio: ma come, non vedi? Liberiamo spazio alla luce.
(E io penso che dove c’è un albero lì è il campo base per ogni spedizione alla ricerca di me).
30 ottobre 2025
Quando una settimana fa abbiamo deciso di accendere la caldaia, ci siamo accorti che non funzionava. Un mattino la temperatura è scesa sotto zero – al risveglio, le auto in cortile erano bianche.
Unica fonte di riscaldamento, il camino in cucina. Ed è lì che ho trascorso le mie ore casalinghe. A lavorare, a leggere (Strout, Capra), a meditare, a scrivere, a fare uncinetto, a guardare la tv. Sempre a un passo dal calore delle fiamme.
Questo mi ha reso più esperta nel non lasciar spegnere il fuoco e ad accenderlo (dà un certo potere, accendere fuochi).
Quando posso, esco in balcone o scendo a camminare. Lascio che il tepore del sole e quello dei colori d’autunno mi sazino fino a farmi sentire impavida e resistente alle intemperie. Il gatto Messner mi segue fedele tra i paddock e foglie ci nevicano intorno come in un cartone animato giapponese.
La notte, nei sogni, sono spesso in partenza. Ferma nella notte aspetto pullman che sono isole luminose nel buio, come fantascientifiche astronavi. Chiedo a chatgpt di interpretare: sono sulla soglia di una trasformazione, dice.
Dice che c’è una città misteriosa in cui una versione da me ha già apparecchiato la tavola; ha acceso una candela nella stanza giusta e sta ballando una musica lenta.
Ieri hanno aggiustato la caldaia. Finalmente. Tornare a casa da una pratica di yoga e trovare tepore rende la sera più soffice.
Me lo appunto un’altra volta, qui: ringrazia ogni volta che il tuo mondo è morbido, che puoi accendere un fuoco con i tuoi gesti, che qualcuno ti aspetta in una stanza scaldata a dovere.
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