Giochiamoci il Jolly: Blog di Fioly Bocca

  • Istanti rubati a ottobre2016 (ma fedeli alla geografia dell’anima)

    On: 24 novembre 2016
    In: istanti rubati, la mia vita e io, lettera
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    ottobre 2016Ci sono posti, e giorni, che oggi sfavillano sotto un sole d’autunno misericordiosamente caldo, mentre noi li percorriamo tenendoci saldamente per mano, nella presunta normalità di un qualunque sabato mattina di ottobre.

    Sono questi stessi posti e giorni che domani, nella memoria, saranno strappo, vento, e incendio. Non più aderenti alla verità nuda del terreno e delle cose, ma fedeli alla geografia dell’anima.

    Ci terremo forse ancora la mano, guardando a quelle bolle di tempo fragili nel ricordo e scintillanti, ma senza più stringere la presa: sapremo allora, con l’evidenza dei fatti, che avevamo una vita intera per smettere di tenerci, e non l’abbiamo fatto.

    Avremo visto cambiare la luce alla finestra così tante volte da finire per credere di aver vissuto sempre.
    E forse. Forse.

    ottobre 2016ottobre 2016
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  • Istanti rubati a #settembre2016 (Ma poi, se tutto torna sempre: non dovremmo tornare anche noi?)

    On: 19 ottobre 2016
    In: foto, istanti rubati, la mia vita e io
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    tramonto nel bosco - monferratoLo sanno tutti: albe e tramonti sono porte, passaggi che conducono ad altri luoghi. (O forse lo sanno soltanto i bambini).
    Anche settembre è una porta. Resta socchiusa per un po’, sbirci attraverso i gialli e i rossi d’autunno, poi una folata di vento la spalanca e ci sei dentro.
    I tramonti di settembre, e poi di ottobre, sono cerniere. Il buio arriva veloce, ha meno premure delle notti d’estate; il buio sale dalla terra, e la luce sta tutta compressa nel coperchio di latte che fa da cappello al mondo.

    Qualche settimana fa abbiamo riempito un vecchio cestino da pik nik -uno di quelli che in certi film stanno sopra le tovaglie a quadri rossi stese sul prato- e siamo partiti.
    C’è questa radura nel bosco che è un’atra porta. Sopra è appeso un cielo a cupola, lontano stanno i paesi, avvinghiati ai fianchi flosci della collina, intorno pareti di foglie e intrecci di rami. I bambini parlano agli spiriti del bosco. Senza accorgercene lo facciamo anche noi; la differenza è che loro stanno poi ad ascoltare le risposte.

    Federico ha insegnato a Eliandro e Lemuele a cercare la legna e accendere il fuoco, abbiamo abbrustolito pannocchie che nessuno ha mangiato. Poldo scodinzolava fissando i panini, ho fatto qualche foto, abbiamo bevuto una birra; il calore del fuoco faceva somigliare l’aria intorno a un fiume che sale. Cose normali così.
    Intanto, intorno, succedeva che: l’estate scivolava in una versione di sé meno semplice e più raffinata. La sera si scioglieva, colava giù come una lingua molle, come tanti veli di tulle. Dopo, la notte s’è fatta notte per davvero, e il fuoco da trasparente è diventato rosso.

    Succede ogni volta così. Ogni giorno fa un passetto avanti, verso la prossima stagione, e la luce s’affievolisce e si inabissa. Per un po’. Mentre consumiamo i nostri piccoli riti quotidiani tutto si trasforma. E lo sappiamo.

    Ma non guardiamo (quasi) mai.

    (Ma poi, se tutto torna sempre: non dovremmo tornare anche noi?)

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  • Tra vino e caffé, l’autunno che vorrei

    On: 8 settembre 2016
    In: la mia vita e io
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    caffèSettembre è Capodanno morale, è il mese dei ripensamenti, è la fatica scalza di chi raccoglie l’uva, accatasta cassette, si macchia le dita in attesa del vino -l’estasi con cui Dio consola gli uomini di buona volontà (semicit.).
    Prometto schiena curva tra i filari, ma che alzando gli occhi possa dissetarmi guardando il mare, svegliarmi il viso nei ruscelli freddi, trovare fiato carezzando con lo sguardo la schiena dritta delle montagne azzurre.
    Prometto sforzo e domando luce, che cada a grandine tra le foglie fitte e diventi zucchero, chiedo la tenacia dell’edera che scala senza fretta le pareti, e amici.
    Amici che alla fine della stagione dividano il vino, che vengano a grappoli con il pane da tagliare in tavola, con bocche da macchiare di viola, la voglia di cantare un po’, di stringersi intorno alle brocche sulla tovaglia a quadri e a una chitarra, la voglia di stare vicini, i bambini che corrono intorno, rincorrono un gatto, pedalano in giro.
    Mentre il portico oscilla di tende bianche alla brezza d’autunno sarebbe bello ridere insieme della levataccia di domani, essere felici del nostro riflesso sul vetro, per vederci insieme, e vivi. E le bocche macchiate di viola.

    Il mio anno nuovo comincia così: un caffè nero, un bel libro, le poesie di Baudelaire, il giornale che si acquista il mattino che comincia un viaggio.

    Il jolly è: Di vino, di poesia o di virtù: come vi pare. Ma ubriacatevi. Charles Baudelaire

     

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  • Istanti rubati a #ottobre2015

    On: 5 novembre 2015
    In: istanti rubati, la mia vita e io, viaggi
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    ottobre in campagnaOttobre in campagne esibisce l’opulenza di due tondi che sono lune piene, bastoni nudi che reggevano pomodori, una pergola azzurra sotto cui sdraiarsi per veder nevicare gli alberi.
    Ottobre in campagna è rumore di zoccoli sul battuto davanti alla stalla, fischi di corvi e tosse di bambini infagottati nelle prime giacche pesanti.
    Sono chiome d’acero esplose di rosso in un mazzo di ore, come se nella notte le avesse accese una fiamma.

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  • Tra malva e arancione

    On: 29 settembre 2015
    In: sproloqui
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    alba sul mareA volte mi manca la carta. A volte le idee. Altre le parole. Qualche volta persino il tempo. Capita pure che manchi la voglia.

    A volte, c’è troppo di tutto.
    Poi allungo il collo, supero scrivanie con lo sguardo. Oppure il tavolo della cucina o il sedile di quello seduto di fianco sul treno. Tuffo gli occhi nella luce. Per scrivere, meglio fioca. Meglio cieli gonfi di neve, nuvole di caffelatte dove inzuppare il pane.

    Il cielo oggi è quello d’un’estate pallida. Ma tanto pallida che lo capisci, che ormai è già via.

    Dopo, mi guardo le dita. Mi guardo sempre le mani per scegliere le parole. Per questo, da un po’ di tempo in qua, metto lo smalto.
    Sembra che i pensieri vengano giù più spediti, con lo smalto colorato sulle unghie. Mi piace color malva, di più. O mattone. Il color mattone apre il chakra dell’immaginazione. Secondo me.
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  • Istanti rubati a #ottobre

    On: 30 ottobre 2014
    In: foto, la mia vita e io
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    poldo

     

    Il protagonista di ottobre, insieme all’Autunno è lui: mister Poldo. Tutto ricci e occhi lucidi color nocciola. Benvenuto.

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  • Esco scalza attraverso l’autunno

    On: 23 ottobre 2014
    In: sproloqui
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    bosco in autunno

    Esco scalza attraverso questo autunno che mi crocchia sotto i piedi. È un autunno nuovo, come nuova è la consapevolezza che mi serve concime per pensieri e una bussola che dia indicazioni di massima -là nasce il sole, là galleggia l’equatore- e non un rosario sgranato di nomi di strade, nomi di piazze, nomi di santi e di navigatori.

    Nuovo è il correttore per travestire le occhiaie da segni d’espressione, quelli che non t’invecchiano ma ti rendono interessante, nuova è la Lonely Planet che sta nella borsa e mi promette che parto presto, che c’è ancora tempo per immaginare, prima di salpare, c’è ancora tempo per costruire un’idea che anticipa il viaggio, ma che è già viaggio anche lei.

    È nuova, ma non più così tanto, questa soddisfazione quieta che mi sveglia il mattino e mi accompagna sul treno, dopo che ho lasciato un nido di corpi piccoli addormentati e gorgoglianti di sogni e attorcigliati tra le coperte e piume di cuscini e un braccio ancora allungato dove è rimasta la traccia della mia sagoma sprofondata sotto il lenzuolo.

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  • Istanti rubati a #settembre

    On: 3 ottobre 2014
    In: foto, la mia vita e io
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    staccionata
    Bello questo settembre, che ci ha regalato qualche giorno di estate, forse per risarcirci, a suo modo, di tutti i giorni di pioggia battente.
    Però, adesso, lo vedi l’autunno: sta lì in agguato, appollaiato appena oltre la staccionata, con mani di pittore e cuore incendiario.

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  • Tra le stagioni

    On: 14 agosto 2014
    In: sproloqui
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    montagne del trentino

     

    Fine luglio.

     

    S’accavallano i mesi
    come le gambe scoperte
    delle donne,
    in questa estate coltivata a terrazze -a tentoni- a maggese.

     

    Sfumerà in pochi respiri
    l’arsura zingara di agosto,
    e brancolando cieca tra le alture
    sbiadirà prati e zittirà cicale.

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  • L’autunno mi sfoglia i pensieri

    On: 15 ottobre 2012
    In: sproloqui
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    ederaL’autunno mi spoglia dei pensieri, come fa con le foglie dai rami. Mi lascia nuda e sfacciata, a sguazzare coi piedi dentro pozzanghere di colori, a sperare nuova Linfa.
    Resto senza parole, in autunno. Cadono una a una su un velluto d’erba. Mi preparo silenziosa al rigore dell’inverno, al letargo della mia anima evanescente e assetata di sole.

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