Giochiamoci il Jolly: Blog di Fioly Bocca

  • Impariamo a corteggiare i sogni (e un libro)

    On: 21 maggio 2015
    In: ospiti, scienza&fantascienza
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    disegniamo i nostri sogni senza sosta sulle pareti dell'immaginazione

     

    Sognai talmente forte che mi uscì il sangue dal naso. (F. De Andrè)

     

    Innamorati della vita che vuoi e desiderala con ogni cellula del tuo corpo: è uno dei consigli più belli avuti in dono di recente.
    Ed è quello che voglio fare. Come quando, desiderando un uomo – anzi no: L’uomo – aprivo gli occhi il mattino pensando a lui, e andavo a letto pensando a lui, con la quasi certezza di incontrarlo in sogno (non che io sia particolarmente originale: Apro gli occhi e ti penso… Ed ho in mente te…).

     

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  • Lo scrittore visionario e consapevole. Tra Vulcano e Mercurio (tre cose)

    On: 15 dicembre 2014
    In: ospiti
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    Il sogno di scrivere, Roberto CotroneoPer scrivere, dovete avere una ragione autentica, un bisogno, e dovete essere un po’ folli.

     

    Roberto Cotroneo ha realizzato “Il sogno di scrivere” partendo da una prospettiva originale: tutti hanno diritto alla scrittura, a prescindere dalla preparazione letteraria e culturale.

     

    Tre cose di questo saggio:
    1) Quando si scrive un romanzo, è bene partire da un fulcro, un’idea. Più che seguire schemi e tracce, è bene farsi guidare dalla logica della storia.
    Opinione analoga quella di Elena Varvello, che sostiene che nella scrittura occorre farsi condurre per mano dalle immagini che ci colpiscono profondamente. (Vi consiglio le sue lezioni di scrittura, che potete recuperare sul sito Ho un libro in testa. L’elenco completo lo trovate su L’imbrattacarte.

     

    E del resto, anche l’autorevole genio di Orhan Pamuk parla, in modo analogo, di centro segreto del romanzo.

     

    2) Ciò che fa di un romanzo un BUON romanzo è la consapevolezza. Quel (sesto?) senso dello scrittore che lo guida, rendendogli palesi le ragioni profonde di ciò che sta narrando, anche da un punto di vista estetico.

     

    Solo chi sa, chi conosce la propria voce può pensare di scrivere

     

    3) Cotroneo riprende Italo Calvino e spiega che uno scrittore deve avere in sé Mercurio e Vulcano; il primo è il dio del fuoco e rappresenta non solo la fatica della scrittura, ma anche “la discesa verticale in territori oscuri e profondi, luoghi dove la vita diventa prima un magma indistinto, un qualcosa di indefinibile, perde le forme che conosciamo e ne prende altre”.
    Mercurio è il dio dell’eloquenza, raffigurato con le ali ai piedi. È lui che ci aiuta a mettere su carta le profonde emozioni evocate da Vulcano.

     

    Il jolly è: seguire alcuni consigli spiccioli dell’autore.  Ad esempio:

    • provare ad ascoltare jazz mentre si scrive
    • tenere a mente che “Più a voi non piaceranno i critici, più piacerete ai critici”
    E naturalmente, seguire il suo blog: http://robertocotroneo.me/

     

    Altri preziosi suggerimenti letterari al Venerdì del Libro di Homemademamma

     

     

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  • Conoscere e non dimenticare

    On: 15 ottobre 2014
    In: ospiti
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    luna

     

    “Fantasmi” è una raccolta di scritti di Tiziano Terzani sulla guerra indocinese degli anni Settanta. Sono articoli che il giornalista ha scritto per alcune testate italiane e tedesche, messe insieme dalla moglie Angela Staude, che gli è sopravvissuta.
    Nonostante la scrittura di Terzani sia molto chiara e scorrevole, ho trovato difficile state dietro alla dinamica degli eventi. Questo perché si è trattato di un conflitto complesso, controverso, con molti interessi e schieramenti in campo.

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  • Per lettori e scrittori ingenui e sentimentali

    On: 18 giugno 2014
    In: ospiti
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    romanzieri ingenui e sentimentali

     

    Non è un manuale e non dispensa consigli su come scrivere un romanzo. Secondo le intenzioni dell’autore, “Romanzieri ingenui e sentimentali” ha l’obiettivo di indagare sul modo di operare degli scrittori e sugli effetti che i libri hanno sui lettori.

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  • Se tu ti perderai, io ti troverò

    On: 5 giugno 2014
    In: ospiti
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    Iole. La balena mangiaparole

     

    Ho letto ai miei bambini “Iole. La balena mangiaparole” di Gioia Marchegiani.
    E’ la storia di una balena che mangia le parole che arrivano giù, in fondo al mare, e poi le intreccia per farne racconti e fiabe con cui intrattenere il pubblico pinnato dei fondali.
    La balena ruba le parole a un poeta che recita versi al mare, spargendoli dalla sua barchetta come semi fecondi.Alla fine, un gioco da fare insieme: Inventa una fiaba anche tu, ho detto a Lemuele.

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  • Il mestiere dello scrittore. E quello dell’insegnante

    On: 29 maggio 2014
    In: ospiti
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    Il mestiere di scrivereSpunti illuminanti, briciole di saggezza e spiragli da cui si intravedono mondi: è quanto ho trovato nel saggio breve “Il mestiere di scrivere” di Raymond Carver.
    Ho preso nota, come facevo sui banchi di scuola, un po’ per condividerli con voi, un po’ per fissarli nella memoria, labile e inaffidabile.

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  • Johnny, la Resistenza, la scrittura

    On: 14 maggio 2014
    In: ospiti
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    partigiano jhonny
    Ha ragione. Che diamine faremo il prossimo inverno, senza più la pelle da salvare, senza più fascisti con cui avere a che fare? – e nel vacuo interrogativo correva un alto brivido.

     

    Così si domandava il partigiano Johnny. La vita appesa a un filo e il sogno della libertà in tasca, si chiede cosa resti. Dopo.
    Dopo la fuga, gli scontri, la lotta per la pelle su quelle colline langarole che sono una nave oscura dentro un mare senza punti di riferimento, una mappa del terrore, ogni angolo a nascondere un’insidia possibile. Dopo le privazioni e un inverno allo sbando, dopo la fame, i sogni a occhi aperti di una minestra e un bagno caldo. Dopo la guerra.
    Si può sentire il vuoto, dopo la guerra?

     

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  • Creatività: dove nasce e come allenarla

    On: 7 maggio 2014
    In: ospiti
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    minuti scritti

    La scrittura è il classico problema con infinite soluzioni, ognuna delle quali è suscettibile di infiniti miglioramenti.

    Siete pronti a impugnare la penna, armarvi di fantasia e dedicare alcuni minuti al giorno a migliorare creatività e scrittura?
    Se la risposta è sì, procuratevi “Minuti scritti” di Annamaria Testa e cominciate subito.

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  • Sopravvivere al baby shock: il manuale

    On: 28 aprile 2014
    In: ospiti
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    I papà vengono da Marte, le mamme da Venere

     

    Baby shock: solo l’espressione fa paura ed è quella con cui si apre “I papà vengono da marte le mamme da venere, manuale per i genitori a uso terrestre“.
    Gli autori sono una coppia di genitori, Barabara Tamborini e Alberto Pellai: psicopedagogista e autrice lei, medico e psicoterapeuta dell’età evolutiva lui, sono sposati e hanno quattro figli (quattro! perciò mi fido).

     

    Dicevamo, baby shock: nel testo viene descritta come quella fase destabilizzante in cui si trova catapultata una coppia alla nascita del figlio. Chi ci è passato lo sa: è quel periodo in cui non dormi come prima, non mangi come prima, non ti riposi come prima, non ti rilassi come prima, non fai all’amore come prima, non ti lavi nemmeno, come prima. L’elenco potrebbe continuare all’infinito.
    L’aspetto ancora più crudele è che non si tratta di un momento veloce: pare che per uscire dal tunnel ci vogliano tre anni. E tre anni possono mettere alla prova anche la coppia più collaudata.

     

    Questo manuale ha l’obiettivo di aiutare mamma e papà ad affrontare i mesi complicati del post partum senza mettere a rischio la solidità della coppia (cosa per nulla scontata, stando alle statistiche). Per questo racconta i momenti topici della nascita di un figlio dal punto di vista femminile a maschile.
    Sì perché differenze ce ne sono, eccome. Sono strutturali, determinate dalla conformazione cerebrale, dalla secrezione di ormoni, da secoli di evoluzione e  tradizioni.

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  • Perdersi tra i ghiacci

    On: 28 marzo 2014
    In: ospiti
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    copenaghen

     

    Per me la solitudine è come per altri la benedizione della chiesa. È la luce della grazia. Non chiudo mai la porta alle mie spalle senza la coscienza di compiere un gesto misericordioso nei miei confronti.

     

    Io col genere giallo ho seri problemi. Mi perdo. Dopo le prime 20 pagine annaspo. Ovviamente non risolvo mai il caso, ma non basta: mi ingarbuglio, inciampo, perdo la capacità di associare volti a nomi. Un disastro.
    E so che succede così, ma ogni tanto ci riprovo. L’ultimo esperimento è stato “Il senso di Smilla per la neve” di Peter Hoeg.
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