
Se cerchi la foglia più accesa
di rosso
se al mattino canti
sbraitando a più non posso
la canzone che hai nella testa
e nelle parole di quella canzone
trovi messaggi per te
– parole per saltare nella tempesta
e per proteggerti dall’acquazzone.
Se balli quando nessuno ti vede
se abbracci gli alberi nel prato
se agisci in buona fede
se brindi a quello che sarà
e non temi ciò che è stato.
Se quando stringi forte gli occhi
vedi le stelle
e ti sembrano belle
come quelle del planetario
se celebri ogni giorno
del calendario,
se strano per te è un complimento
se ogni istante
è buono per un nuovo
innamoramento.
Se sai trovare la magia
che ti aspetta dove nessuno la vede
– nella luce del giorno che all’alba macchia il soffito
in una preghiera a cui nessuno crede,
se non dai retta a chi ti vuole prono e zitto
allora quella magia ti spetta di diritto














Come si sopravvive a certi dolori, mi ha chiesto poco tempo fa un’amica che aveva appena perso una persona cara.



Farei una collana delle tue prime volte.












Chissà cosa vi ricorderete di questi giorni verdi, di questo caldo che nemmeno vi dà noia, impegnati come siete a fare, a sfrucugliare la vita smuovendola con le mani – dentro la terra, dentro le nuvole – a cercare il segreto della formica, il nascondiglio del ragno, a distinguere il canto della civetta, indovinare il volo della rondine che ha fatto il nido sotto il portico.










Siamo imprecisi e senza misura





