Sbadata sono sbadata, lo so.Ma talvolta raggiungo livelli di
Sbadata sono sbadata, lo so.
C’era una volta il Natale. Quello delle buone intenzioni, degli occhi luccicanti, del ceppo più grosso dentro il cammino per scaldare la mezzanotte, quello dell’attesa che diventa festa.
Poi ho scoperto che Babbo Natale non esiste (così dicono), che i doni li impacchettano negozianti frettolosi dentro centri commerciali iper affollati, che il rumore dei campanelli delle renne che sentivo la notte del 24 dicembre era tutto dentro i miei sogni impazienti.
Questo il mio personalissimo contributo a Mommypedia, il dizionario delle mamme e dei papà, creato da Prènatal per essere vicino ai neo genitori, per accompagnarli in una fase tanto speciale della loro esistenza, quella in cui si preparano ad accogliere una nuova piccola vita. E, perché no, per strappar loro una risata, in un periodo faticoso in cui tutto si modifica. Ma proprio tutto.
Qualche giorno fa ho chiesto a Lemuele che cosa volesse da Babbo Natale.
La risposta, testuale, è stata: pesce di peluche, vojo, per Meme e per Dado.
Curiosamente, mio figlio ha chiesto per sé e per l’ignaro fratello un peluche a forma di pesce. Curiosamente, perché non ha mai mostrato interesse né per i pupazzi né per gli animali acquatici (ma del resto di che mi stupisco, visto che per il compleanno ha preteso un’aspirapolvere finta!).
Comunque oggi ho letto dell’iniziativa WWF Natale 2012, che ti permette di regalare l’adozione di un animale, e la sua richiesta ha assunto tutto un altro valore. (altro…)
Dei miei due parti ricordo ogni minimo dettaglio. Del primo, ho precisamente in mente la corsa in ospedale dopo la rottura delle acque: quel misto, mai provato prima, di emozione-curiosità-timore-commozione. E certo la paura non era all’ultimo posto, non sapendo che cosa mi aspettasse alla fine del corridoio del reparto maternità, dentro quella stanza misteriosa che è la sala parto. (altro…)
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Metà novembre e il mondo intorno pullula di richiami al Natale. Già dal pre Halloween si vedevano in giro zucche e fantasmi affiancati da panciuti omoni vestiti di rosso.
Ora. Io sono tutt’altro che un Grinch ma tutto ciò mi pare un pochino eccessivo. Avanti di questo passo mi aspetto di trovare le renne con le slitte accanto all’invito per il pranzo di ferragosto.
Però ormai ci siamo: tra meno di un mese, dall’8 dicembre, come tradizione vuole, aprirò anche io le porte di casa al Natale. (Il poveraccio, probabilmente, ci troverà un tale disordine che farà un passo indietro per non aumentare l’entropia. Ma questo è un altro discorso).