Giochiamoci il Jolly: Blog di Fioly Bocca

  • A mio padre

    On: 3 Giugno 2013
    In: lettera
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    mio padre e mio figlioL’uomo della mia vita numero uno mi ama da prima che nascessi. Mi ha curata dentro la sua testa prima che avessi un corpo e un volto, come fa un bravo giardiniere con un fiore prezioso.
    Forse per questo ha scelto per me un nome che fa pensare a un fiore.
    L’uomo della mia vita è lì da sempre, con la sua barba folta e le braccia nodose. Con i suoi pensieri veloci e la battuta pronta, il senso di giustizia sempre acceso e l’istinto alla lotta.
    Braccia da operaio, mani da falegname e cuore rivoluzionario.
    Mani che hanno aggiustato biciclette e bambole, costruito mobili, curato ginocchia sbucciate e tolto spine, spianato ostacoli, assemblato presepi a natale, asciugato lacrime, sfogliato libri, fabbricato giocattoli.

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  • Un racconto e un dolore. Storie che si intrecciano

    On: 24 Maggio 2013
    In: il progetto, ospiti
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    "Fai bei sogni" sul cruscotto
    L’intuizione ci rivela di continuo chi siamo. Ma restiamo insensibili alla voce degli dei, coprendola con il ticchettio dei pensieri e il frastuono delle emozioni. Preferiamo ignorarla, la verità. Per non soffrire. Per non guarire, perché altrimenti diventeremmo quello che abbiamo paura di essere. Completamente vivi. 

    Credo non sia facile scrivere una bella autobiografia, e nemmeno trasformarla in romanzo. Massimo Gramellini con “Fai bei sogni” ci è riuscito perfettamente.
    Parla con la delicatezza, l’ironia disincantata di un bambino. Con un mal dissimulato e prepotente dolore che corrompe dall’interno.

    Chi è stato abbandonato si considera assaggiato e sputato come una caramella cattiva. Colpevole di qualcosa d’indefinito.Così mi sentivo io. Non avevo saputo trattenerla.

    Non ho capito subito che il giornalista avesse riportato in modo così fedele il proprio vissuto e quando mi sono resa conto che quella era esattamente la sua storia, mi ha molto colpita, per diversi motivi.

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  • Questo no, questo sì: liberare gli armadi della mente

    On: 15 Maggio 2013
    In: la mia vita e io
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    armadioNon mi piace particolarmente fate pulizie e sistemare. Anzi. Però riconosco l’indubbio valore terapeutico del liberarsi del vecchio e del superfluo.
    E per riconquistare uno spazio respirabile, dovrei andare bene a fondo, quest’anno, con le pulizie di primavera.
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  • Il mondo segreto degli Angeli

    On: 8 Maggio 2013
    In: lettera
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    albero e cieloQualche giorno fa, uscendo da casa, davanti alla foto della nonna sul comò.

    “Lemuele, mandiamo un bacino alla nonna in cielo?”
    “Sì, ciao nonna, un bacio…
    …e vai piano con quelle ali!”.
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  • Fermarsi a guardar giù

    On: 18 Marzo 2013
    In: sproloqui
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    cielo al tramontoCi sono giorni che hai voglia di buttartici dentro, nella vita che sgroppa fuori dalla tua porta, appena oltre l’ingresso. Altri giorni invece, vuoi soltanto startene in disparte, a osservare dalla finestra il flusso delle cose che vanno lente, senza che tu faccia nulla per cambiarne il corso.
    Non è che sei arresa, no. È che ti lasci cullare da quello che c’è intorno, come se quello che succede fosse semplicemente un film della cui trama non ti importa molto.
    In quelle giornate potresti startene in pantofole senza nemmeno cambiarti il pigiama. O sprofondarti in una vasca di acqua profumata e guardare le bolle che ti scoppiano tra le dita. Così. Come fossi lontana anni luce da te stessa.

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  • Ritrovarsi

    On: 25 Febbraio 2013
    In: lettera
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    cuori appesi a un ramoIn un’altra vita siamo stati amanti. Di certo mi hai rincorsa a lungo, scavalcando notti e rincorrendo intuizioni. Sei stato guerriero che uccide il drago, incantatore di serpenti che seduce i miei occhi vacui, astrologo che indovina i segni del cielo per potermi incontrare.
    Falegname, hai usato le tue mani ruvide per fabbricare parole capaci di bucarmi il cuore. Hai evaso mondi per avvicinarti al mio, sei stato prigioniero e naufrago in attesa che venissi a salvarti da giorni e giorni senza stagioni.
    Sei stato esploratore e io isola segreta.

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  • Un’ora di inverno

    On: 11 Febbraio 2013
    In: sproloqui
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    paesaggio con neveC’è aria di neve.
    Te lo leggo negli occhi, per via di quell’ombra di grigio che ti pesa sopra le ciglia.
    Ti osservo più a fondo, mentre cerco la musica giusta per sussurrarti che non c’è fretta, che ogni cosa nuova deve per forza passare di qua.
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  • Una madre lo sa. Anche quando non lo può dire

    On: 18 Gennaio 2013
    In: ospiti
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    mamma e bambinoCome quando i bambini per tornare dentro la mamma s’infilano, non potendo entrare altrove, nelle loro scarpe coi tacchi.

    Le donne e le madri raccontate da Concita de Gregorio sono ognuna diversa, ognuna fatta a suo modo, senza possibilità di etichette o facili categorizzazioni.
    Sono racconti brevi quelli che si trovano in “Una madre lo sa. Tutte le ombre dell’amore perfetto” e di ognuno si potrebbe parlare per ore.
    Perché ci sono le parole e poi quello che ci sta dietro, una valigia piena di pensieri dietro ogni virgola, un container di riflessioni in ogni spazio tra due paragrafi.
    Perché non esistono sentimenti giusti, né amori senza sfumature. Ci sono persone che collezionano errori, che siano madri o figli o mariti.
    Anche se fa paura dirlo, l’amore senza ombre è quello per chi non c’è.

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  • Di vecchi presepi e nuovo stupore

    On: 15 Novembre 2012
    In: la mia vita e io
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    bimbo e albero di NataleMetà novembre e il mondo intorno pullula di richiami al Natale. Già dal pre Halloween si vedevano in giro zucche e fantasmi affiancati da panciuti omoni vestiti di rosso.
    Ora. Io sono tutt’altro che un Grinch ma tutto ciò mi pare un pochino eccessivo. Avanti di questo passo mi aspetto di trovare le renne con le slitte accanto all’invito per il pranzo di ferragosto.
    Però ormai ci siamo: tra meno di un mese, dall’8 dicembre, come tradizione vuole, aprirò anche io le porte di casa al Natale. (Il poveraccio, probabilmente, ci troverà un tale disordine che farà un passo indietro per non aumentare l’entropia. Ma questo è un altro discorso).

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  • Flash

    On: 11 Novembre 2012
    In: la mia vita e io
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    mamma che solleva il proprio bambinoHo ripreso il lavoro dopo la seconda maternità da quasi tre mesi. Le giornate hanno accelerato i tempi, come in una giostra che cominci piano e dopo acquisti velocità, fino a stordirti in un giro tondo frenetico che ti prende la mano. Ti ritrovi assuefatta a un capogiro straniante, interrotto, con ostinata puntualità, dai fine settimana.
    Le mezze giornate in ufficio si rincorrono rapide, a furia di riunioni, chiacchiere coi colleghi, ansie da precarietà che aleggiano sempre più pesanti, tra voci e smentite che rendono tesa l’atmosfera. Poi d’un tratto, in mezzo a questa corrente alternata di pensieri e impegni, un flash.

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