Dei miei due parti ricordo ogni minimo dettaglio. Del primo, ho precisamente in mente la corsa in ospedale dopo la rottura delle acque: quel misto, mai provato prima, di emozione-curiosità-timore-commozione. E certo la paura non era all’ultimo posto, non sapendo che cosa mi aspettasse alla fine del corridoio del reparto maternità, dentro quella stanza misteriosa che è la sala parto. (altro…)
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Concedi un’occasione al tuo cuore, con Amref (post sponsorizzato)
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Il lupo nero e un regalo di Natale
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Alla nascita dei miei figli ho imposto una regola a tutta la famiglia allargata, una delle poche per cui non ammetto deroghe: il lupo nero non esiste e non sta in agguato nelle stanze buie ad aspettare i bambini disobbedienti.
Mi sembra una cosa saggia, non voglio che i miei figli crescano con inutili paure. Ma arriverà il giorno in cui dovrò invece spiegargli che il babau c’è, ma non punisce i disubbidienti. Colpisce a caso, senza regola, e questo lo rende molto più terrificante.
Può avere molte facce. Una delle più raccapriccianti è quella delle malattie infantili. -
Tony Pagoda ha ragione
“Carissimo, tra me e il mondo c’è una patina di equivoci”Ho sempre pensato che trovare un BEL libro è un gran regalo che si fa a se stessi, oltre che una considerevole botta di culo.
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Intendo uno di quelli che leggi tutto bello concentrato, anche quando stai in piedi in tram all’ora di punta e con l’autista che pare uscito, ubriaco, da un incontro motivazionale di piloti rellisti. Lo stesso stai lì, assorbito e fagocitato dal tuo mondo di carta e parole, in totale balia dell’autore, a leggere e rileggere una stessa frase perché ti pare una roba intelligente di quelle che vorresti tanto aver pensato tu. -
Picci, provato e piaciuto
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Per AGIRE
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È anche colpa mia. Non la guerra in Siria, certo, non sono così importante. Sono colpevole di disinformazione, di conoscere soltanto a grandi linee le cause di questo sterminio di massa. Di questo come altri mille conflitti nel mondo.
Certo non potrei farci molto, la mia preparazione in materia non è utile a nessuno. Ma non è un buon motivo per disinteressarsene. E non valgono le solite banali scuse, ibambini- lacasa-illavoro. La retorica del chiamarsi fuori offre un’infinità di spunti, è facile come spostare lo sguardo se alla tv le immagini sono troppo cruente. O scomode. -
Azzerare le distanze (con lo shopping on line)
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La notizia è di nemmeno un mese fa: nel villaggio di Asara, in Uttar Pardesh (India, my obsession) è stato vietato alle (giovanissime) sotto i 40 anni di uscire a fare shopping, oltre che sposarsi per amore e usare il cellulare.
Ora, il cellulare che fa, siamo vissuti secoli senza e non eravamo certo più stupidi di adesso. I matrimoni d’amore sono di molto sopravvalutati, si sa. Lo shopping, però, quello dovrebbe far parte della carta dei diritti umani riconosciuti dall’Onu. -
Seggiolone, a noi due!
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PRIMA PREMESSA Non so da quanto tempo è che tutti mi facevano presente che sfamare i pupi su un seggiolone senza sopra un asciugamano che gli evitasse di liquefarsi nella calura estiva non era proprio una grande espressione di cura materna. Perché noi in estate mangiamo all’aperto e il tessuto plasticoso delle loro seggiole non è il massimo, in effetti. Poi ovviamente è tutto da lavare a ogni passaggio di pargolo, visto che ogni volta pare bombardato da un frullatore impazzito.
Così ho provato mille volte a sistemare alla bene e meglio variegati tessuti che i miei due giovani vandali riuscivano ad appallottolare e gettare in terra a brandelli nell’arco di pochi minuti, forse sfidandosi per primeggiare in un segreto torneo. -
Sei uno spendaccione? Fila in tv!
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“Amore, fanno una nuova trasmissione in tv, su sky. Mi hanno scritto spiegando il format, non è niente male… Due esperti indagherebbero sul nostro bilancio economico e ci aiuterebbero a risparmiare. Mica male, no? Pensa che carino, una troupe televisiva in giro per casa… Ti piace l’idea?”
“Manco morto. Non voglio comparire nemmeno nei filmini di Natale, secondo te mi va di andare in tv?”. -
Tra Oriente e poesia
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Ci siamo. Eccoci qui, ad aprire il primo bigliettino di questa rocambolesca caccia al tesoro organizzata da Mamma Felice. L’ho trovato, era ben nascosto, e ora lo srotolo: “Raccontaci di un blog di viaggio che ti piace”.
Quello che presenterò è un blog che conosco da poco, ma che mi ha rapita. Non è che proprio parla di viaggi, è che è tutto un viaggio bellissimo di immagini e parole, con dentro molti echi della mia passione/ossessione: l’India. -
Caccia al tesoro: comincia il gioco
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C’è questa iniziativa carinissima, promossa da Mamma Felice: lo scopo è in breve quello di allargare il cerchio delle conoscenze tra blogger. Un po’ come andare al bar in qualche occasione speciale, quando tutti sono invitati a portare gli amici, per farsi una chiacchierata “allargata”. Si fanno le presentazioni, scattano simpatie (e antipatie, perché no), si scoprono interessi comuni e passioni nuove. Bello, no?






