Giochiamoci il Jolly: Blog di Fioly Bocca

  • Istanti rubati a #luglio2016 (tra cavalli imbizzarriti e plancton)

    On: 9 Agosto 2016
    In: istanti rubati, la mia vita e io
    Views: 2659
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    cavalliAvete presente un cavallo che corre dentro un recinto senza una meta precisa? Scalcia, scalpita, scarta, cambia direzione in aria. Nitrisce, va verso destra, poi ci ripensa, prima di arrivare in fondo, frena bruscamente e vira a sinistra. Rischia di rompersi, di scivolare.

    S’affanna, si stanca, butta fuori aria dalle froge, si spazientisce. Soprattutto si sfianca. Ho voglia di correre, di sudare sui fianchi tesi e lucidati per lo sforzo. Ha energia da spendere ma non sa da che parte andare. Si sente in gabbia. Non sa se saltare la staccionata e affrontare la prateria, o aspettare che qualcuno gli indichi la strada. Si sfianca.

    Ecco, a luglio sono stata quel cavallo. Confusa, impacciata, sconclusionata.
    Ora forse, un po’ alla volta, si delineano prospettive, scie luminose come la fosforescenza marina dei plancton, di notte intorno alla barca. La chiamano bioluminescenza: serve per confondere i predatori o come segnale di corteggiamento.
    Che sia per salvare la pelle, o per amore, tocca trovare una luce e seguire la scia.
    Tremula e ancora timida, mi pare di vedere la mia.

    Nel frattempo rallento la corsa e conto i giorni che mancano a staccare la spina, diminuire il passo, sganciarmi dal chiodo del giorno e dell’ora.
    Sedermi e guardare la prossima scia.
    Intanto, buona estate a chi passa di qua, un’estate capace di convertire energia in luce: un’estate bioluminescente!

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  • Ricetta: liberarsi dallo stess

    On: 18 Maggio 2015
    In: scienza&fantascienza
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    cade la terra di Carmen PellegrinoIngredienti:

    • scarpe comode
    • una bottiglietta d’acqua

    Facoltativi:

    • una giornata di sole
    • un libro
    • carta e penna.

    Allacciate con doppio nodo le scarpe da ginnastica e partite. Scegliete un percorso possibilmente in mezzo alla natura, lontano dal traffico e dal rumore. Se siete veri duri, lasciate a casa il telefonino. Nelle nostre zone non sono mai state avvistate tigri e se pure ne incontraste  una con cattive intenzioni, non vi basterà una telefonata per salvarvi la pelle. Se non vi sentite tanto arditi, portatevelo dietro per chiamate d’emergenza e qualche foto, ma in modalità off.

    Camminate. Esplorate. Stupitevi a ogni stradina che non conoscevate, arrivate a vedere cosa c’è oltre la curva, oltre il bosco, oltre il promontorio. Come ogni buon montanaro (ma vale pure per i motociclisti) salutate le persone che incrociate: il sorriso restituito vi darà energia nelle salite.
    Ascoltate il corpo, il potere ineguagliabile di averlo in forma e funzionante. La bellezza di gambe affidabili che vi portano dove volete è cosa da non barattare con nulla.

    (altro…)

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