Ci sono giorni e canzoni che pungono.
Ci sono canzoni che dentro certe ore graffiano.
Sono musiche che riportano indietro. Quando non eri donna ma zampettavi dietro la vita come un cane dietro il padrone. Aspettando bocconi. Certa che quelli migliori fossero ancora là in alto, in cima sulla credenza. Che adesso -gambe corte- non ci arrivi.
Sono musiche che riportano indietro. Quando non eri donna ma zampettavi dietro la vita come un cane dietro il padrone. Aspettando bocconi. Certa che quelli migliori fossero ancora là in alto, in cima sulla credenza. Che adesso -gambe corte- non ci arrivi.
Ma dopo. Dopo: vedrete!
Indietro. Quando volevi entrare nelle tasche di tuo padre per non restare indietro.
Negli occhi di tua madre, per non restare sola.
Negli occhi di tua madre, per non restare sola.
Certe canzoni te le ha cantate un fidanzato di allora, una notte di molto vino e scie ubriacate di luce. Ciucche dure per camminare barcollanti verso un orizzonte che a pensarci adesso chissà da che parte è rimasto. Se la vita è come il sole, deve essersi perso da qualche parte a Est.
Pomeriggi d’università sulla canna di un bicicletta, zigzagare per la città come un paio d’occhi senza sonno – e per lacrime le lacrime che fa piangere il vento quando gli vai dentro veloce.
Pomeriggi d’università sulla canna di un bicicletta, zigzagare per la città come un paio d’occhi senza sonno – e per lacrime le lacrime che fa piangere il vento quando gli vai dentro veloce.
Pomeriggi d’autunno con un cielo scoperchiato dove arrendere i pensieri, pomeriggi di nebbia bassa a Torino, tu e un’amica che a forza di parole non sai più dove finisci tu e dove lei comincia.
Quanto è stato, quanto poco.
Se ciò che resta è un altro battito d’ali lungo giri su giri di stagioni, non basteranno foto e pagine di diario a estorcere dettagli.
Non basteranno canzoni a dilatare istanti e riconsegnarteli nuovi.
Se ciò che resta è un altro battito d’ali lungo giri su giri di stagioni, non basteranno foto e pagine di diario a estorcere dettagli.
Non basteranno canzoni a dilatare istanti e riconsegnarteli nuovi.
Ci sono giorni e canzoni che pungono. Nella pelle che brucia c’è tutto di te – nudo di pioggia e diafano.
Carne esposta come polpa di granchio.
Irrimediabilmente scoperto.
Vivo.
Carne esposta come polpa di granchio.
Irrimediabilmente scoperto.
Vivo.
Tags: canzoni, diario, emozioni, parole, sentimenti
Ci sono anche post che pungono, come questo. E il farsi pungere in questo caso è una dolce sensazione. Grazie
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grazie a te. e un abbraccio!