Domanda ricorrente dell’ultimo periodo: come è andato il rientro in ufficio?
Risposta altrettanto ricorrente, indicando un paio di occhiaie diversamente sfumate fino sopra le guance: Non si vede?
No in realtà poi a pensarci bene mi sorprendo sempre a rispondere che è andata molto meglio di come me l’ero immaginato (a parte la sveglia antelucana, quella proprio non mi va giù, che vi devo dire).
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Come è andato il rientro?
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Cappuccetto Rosso da Moncestino
Sembrava una roba facile, una missione da pivelli, e invece.Premessa: dopo qualche notte insonne, tre per la precisione, anche allacciarsi le scarpe diventa un’operazione di concetto. E io ero appunto reduce dalla terza nottata trascorsa a vegliare Eliandro, e più precisamente la nascita del suo incisivo numero due (mi si permetta un irriverente appunto a Madre Natura: se ‘sti benedetti denti fanno tribolare quando li metti, quando li devi mantenere e quando li perdi, non sarebbe opportuno qualche piccolo aggiustamento? In che modo non saprei, magari si può studiare un’app che riproduca una dentiera, ad esempio. Poi Madre Natura sei tu, fatte venire un idea, ecco).
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Prove di volo
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Metti una notte nel bosco
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Un falò nella radura al limite del bosco, tende sistemate in giro, una grigliata pronta sul fuoco. Gruppi di amici sparpagliati qua e là; chi è arrivato in auto, chi col quad, chi a cavallo. Queste sono le notti che piacciono a me.
Sono arrivata con i pupi e Federico era lì, tutto intento a cucinare la carne e a controllare che i cavalli ricevessero cibo e acqua a sufficienza. Tutto intorno era un brulicare di luci veloci, quelle delle pile, e di passi a calpestare foglie secche e rami. -
Riassunti di viaggio
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Compiti per il rientro a casa: scrivere tre cose che ho imparato dalle vacanze in Trentino.
1 – due bambini con una mamma è l’armageddon. Tre bambini con due mamme è l’armageddon con un’impennata di entropia (e buonumore). -
Casalinghitudine. E grostoli a carnevale
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È sempre molto difficile descriversi, raccontare se stessi con pregi e difetti. Siamo materia in evoluzione e per quanto di vada a fondo nell’autoanalisi, ci sono alcuni barriere difficili da superare. Una zona di penombra che illuminare è molto faticoso.
Per esempio, quando vengono richiesti i maggiori difetti, il 90% degli esseri umani in grado di intendere e volere include nella propria top ten “ostinato” o “cocciuto”, tuttalpiù “scorbutico”. Quasi nessuno dirà mai “sono stronzo fino al midollo” o “sono falso come la chioma di Berlusconi”. -
Radici che abbracciano il mondo
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C’è qualcosa di perenne, nei monti. Forse per questo li amo tanto. Per quella loro anima dura e nascosta, per quella loro forza di pazienza inossidabile. Forse li amo per questo, o forse perché ci sono cresciuta, tra i monti del Trentino, in questa valle riservata e pudica che è la Vallarsa.
In verità qui ci è crescita mia madre, e io solo un pezzetto ogni anno, appena la scuola chiudeva quel poco che bastava per scappare quassù. Però mi ha insegnato a conoscerla con così tanta passione, mia madre, questa terra, che è MIA più di quanto non lo sia qualunque altro posto al mondo. -
Come cambia la musica
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C’era una volta una giovane donna che trascorreva buona parte delle proprie estati nella casa di famiglia in montagna. Le giornate passavano liete e ancor più le notti: tra giri in valle, passeggiate nei boschi con gli amici (stile Carpe Diem), serate in piola a forza di canti e di grappa, lunghissimi pomeriggi assolati a girare di casa in casa per quattro chiacchiere e una partita a carte, una scarpinata al rifugio, un bagno al lago. -
Canta che ti passa
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Ecco, ci sono ‘ste giornate così che nascono storte.
Forse sei sceso dal letto col piede sbagliato, poi ti sei inciampato tra la culla e un paio di scarpe che hai lasciato in giro la sera prima. Magari hai fatto qualche incubo che nemmeno ti ricordi, tipo che i tuoi figli si sono svegliati tre volte a turno facendoti sobbalzare ogni volta. A no, quello NON era un sogno. -
Il mio posto speciale
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Ognuno di noi ha un spazio speciale, in cui si sente a proprio agio, al sicuro. Un luogo che dà buone vibrazioni, energia positiva, vitale. Quello in cui si corre quando si ha bisogno di ricaricarsi, o rasserenarsi.
Il mio posto speciale è nella mia casa in Trentino, quella che non abito abitualmente ma che è più mia di ogni altro luogo al mondo. In realtà è appena fuori, dalla casa, all’aperto.






