Giochiamoci il Jolly: Blog di Fioly Bocca

  • Imparare dall’orto (Istanti rubati a #luglio2022)

    On: 3 Agosto 2022
    In: istanti rubati
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    Il mattino molto presto, un bel po’ prima di cominciare a lavorare, o la sera dopo cena, vado a bagnare l’orto e il campo di zucchine. Incredibile a dirsi: è un momento che mi piace davvero. Controllo che le foglie siano verdi, controllo se ci sono nuovi fiori.
    Più facile che trovare parole da scrivere è annaffiare le piantine una per una una: mi pare quasi di vederle respirare, mentre lo faccio.
    Più facile che immaginare quello che verrà in autunno -la pandemia, la guerra, la crisi- è controllare che le foglie siano verdi, non arse dal sole come quelle di molti alberi che stanno soffrendo la siccità.
    Mi sembra persino di imparare delle cose che servano alla mia vita. Per esempio, vedo che le erbacce, se bagni al piede, crescono proprio lì vicinissimo alla pianta: allo stesso modo, mi sembra, quando metti le tue energie in un progetto a cui tieni, quello diviene rigoglioso ma devi stare attento alle paure infestanti che crescono con lui e cercano di soffocarlo.Se vuoi godere dei frutti devi prenderti cura di entrambi – erbacce e piante. Ansia di fallimento e desiderio di riuscita.
    Ma più di tutto, quello che sto imparando, un pezzo alla volta, è non pensarci troppo e godermi l’aria meno afosa del mattino e della sera, i colori morbidi del cielo e del silenzio e la bellezza della cura che viene da lontano – la cura di sé attraverso la cura del mondo.

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  • Una finestra

    On: 3 Agosto 2022
    In: la mia vita e io, quasi poesia
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    Mille volte sono passata davanti a questa finestra, durante le mie camminate. Solo ieri mattina la ho vista, tra i fiori e le foglie del cappero. Una poesia tra le crepe del muro.
    Luce che entra in un stanza abbandonata chissà quando, chissà da chi.
    Prego di riconoscere la bellezza ogni volta che la incontro. Prego i miei occhi di non trascurare la grazia silenziosa delle cose dimenticate.
    Tutto torna a vivere, quando viene visto.

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  • Palate di oggi

    On: 3 Agosto 2022
    In: quasi poesia
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    Ahavere anni che si contano sulle dita di una mano
    dito più dito meno
    giorni e giorni e giorni senza scuola
    vestiti a caso
    amici
    campi e alberi e strade
    più progetti che ricordi
    forse un cavallo
    un cane
    sonno senza sforzo
    mattine senza sveglia
    e domani
    chi se ne infischia
    di domani
    noi che c’abbiamo
    palate e palatedi oggi.

    (e io che dicevodi non essere invidiosa)

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  • Grazie per (Istanti rubati a #giugno2022)

    On: 3 Agosto 2022
    In: istanti rubati, Senza categoria
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    Sono passati più di sei anni dall’open day della scuola elementare di Verrua. Durante la presentazione, le insegnanti avevano proiettato un video con alcune immagini di un intero ciclo di studi. Erano naturalmente bambini che non avevo mai visto prima. Bene, al minuto numero due e qualcosa ero sciolta in una maschera di lacrime che tentavo goffamente di nascondere agli sguardi attoniti di chi mi sedeva accanto. (Probabilmente, qualcuno avrà riconsiderato l’idea di mandare il proprio bambino tra figli di genitori tanto emotivamente instabili…).

    Oggi è l’ultimo giorno di quinta elementare. L’ultimo giorno del mio figlio più piccolo. Non credo di dover aggiungere altro per spiegare come mi sento, mentre vedo scorrere i titoli di coda.Per una malata cronica di malinconia, ogni ciclo che si chiude è un cerchio stretto intorno al collo che per qualche giorno fa respirare a fatica. Un po’ ho fatto pace con questa parte di me, un po’ ancora no.Ho però deciso che oggi è la gratitudine che deve prevalere. Per questa piccola scuola circondata dal verde, per gli impareggiabili compagni di viaggio che sono diventati amici veri (“Sarà impossibile, mamma, trovarne altri così”). Per le incredibili insegnanti (di entrambi i miei figli) che hanno affrontato insieme ai bambini anni tanto difficili e impegnativi. Per il modo in cui li hanno tenuti per mano – che è mica facile tenersi per mano: sapere quando mollare un po’ la presa, quando invece bisogna stringere forte. Sapere quanto conta quel tocco e riuscire a guardare loro guardando la strada, senza perdere nessuno lungo il percorso. Per questo, per averlo saputo fare: grazie.

    Per tutte le volte che Eliandro si è svegliato felice di andare a scuola, che è rientrato ridendo, trascinandosi quello zaino più grande di lui. Per i piccoli scoramenti superati, per ogni emozione che lo ha e ci ha travolti. Per i giorni di nuvole fitte, che anche quelli vengono a insegnare qualcosa. Per la fatica, e la distensione dopo l’arranco. Per i barattoli di buonumore sistemati in dispensa.

    Per i bisticci tra compagni e la pace fatta, per le biro perse, i quaderni scarabocchiati, le gomme sbocconcellate, le matite spuntate, le dita macchiate d’inchiostro, i fiocchi di tempera sparpagliati ovunque.Per le bidelle con una parola allegra in tasca, per il buon cibo della mensa.Per le cose imparate e quelle già dimenticate, per tutta la vita sciabordata via tra i banchi e il cortile, tra scoppi di risa e incazzature.

    Per tutti i Non ce la faccio che sono diventati Ci riesco.

    Per quello che passa e quello che invece resta.Grazie, allora. Per quello che, al fondo di questo capitolo lungo, resiste al setaccio del tempo e brilla, brilla. Perchè tanto io lo so che non smette di brillare.

    (Nella foto, Eliandro prepara un souvenir -molto- artigianale per i compagni e le maestre. Ha passato giorni a segare canne di bambù: anche questo è amore)

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  • Quel filo (Istanti rubati a #maggio2022)

    On: 3 Agosto 2022
    In: istanti rubati
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    Non so perché e non so se sia capitato solo a me, ma, da quando sono diventata madre, ho la sensazione si sentirmi più “figlia”. 

    Non è razionale, no. È come avvertire più teso quel filo che sempre tiene legato un figlio o una figlia a colei che lo ha generato. 

    Sento, di mia madre, più vicine le scelte, le paure, le emozioni. La solitudine. Sento la sua voce dentro la mia. Quella che urla di riordinare la stanza, quella che elenca le cose da fare. Quella della sera, che dice Ci sono io, con te. Sempre.

    Eliandro, a scuola, ha fatto un compito: doveva elencare le frasi che ripeto di più. Mi ha sorpreso, ma mica troppo, realizzare che sono per la gran parte quelle che tu dicevi a me.
    Una matrioska di voci, mamma. 
    Una matrioska di cuori.

    Ci sono io, con te. Sempre. 

    Me lo ripetevi spesso e io, a mia volta, lo ripeto ai bambini.
    E mentre lo dici lo senti tutto, il peso di quelle parole. 

    Perché quel Sempre è una promessa che pare impossibile e invece no: invece è l’unica capace di travalicare il tempo e lo spazio.

    Ciao, ma’. 
    Auguri a noi

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  • Doppiofondo (Istanti rubati ad #aprile2022)

    On: 12 Maggio 2022
    In: istanti rubati
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    Ci deve essere un doppiofondo del dolore. Un posto dove infilarlo perché non ingombri.
    Altrimenti sarebbe impossibile, in giorni come questi, ascoltare le notizie e poi continuare, come niente fosse. Mi rendo conto che, per la maggior parte del tempo, non le immagino DAVVERO le cose che succedono (e sì che le foto e i video aiutano). Le vedo piccole, lontane. Creature mute sul fondo del lago. Tolgo l’audio perché non mi tolgano il fiato.
    Poi, in certi momenti, esplodono. A volte lo fanno in modo subdolo, senza che io capisca subito che si tratta di loro – quelle facce, quei corpi, quelle voci senza voce compressi lì sotto.
    Ma per lo più le tengo a una distanza emotiva che mi permetta di fare tutto come sempre. Così posso leggere un giornale e poi, persino, fare colazione.
    Sperando che il doppiofondo tenga, che il dolore non dilaghi e se ne resti il più possibile seduto lì, buono e zitto dove l’ho messo.

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  • Primavera (Istanti rubati a #marzo2022)

    On: 21 Aprile 2022
    In: istanti rubati, quasi poesia
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    Primavera, quest’anno, sembra tardare.
    Forse si chiede che ci viene a fare:
    tutto questo lavoro immaneper aprire bulbi, semi, tane
    allargare cieli
    far volare rondine e airone
    rinverdire prati- se poi alla fine non cambia mai niente:
    se stagione dopo stagione
    restano sigillati
    gli occhi della gente.

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  • I luoghi che mi piacciono (Istanti rubati a #febbraio2022)

    On: 9 Marzo 2022
    In: Senza categoria
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    I luoghi che mi piacciono somigliano alle persone che mi piacciono. 

    – non si trovano sulla strada principale. Devi cercarli.Gudagnarteli. Magari c’è da arrampicare parecchio ma una volta lì, il paesaggio ti illumina.

    – non ostentano. Non mostrano tutto subito. Non scintillano di vetrine per turisti. Ma dopo stretti vicoli s’apre una piazza che commuove. E ci trovi un panificio che offre briciole agli uccelli, una biblioteca piena di libri da scrivere, un’osteria dove il vino lo regalano e una chitarra suona sempre nelle tue notti insonni.

    – non hanno paura di invecchiare: non coprono con lo stucco i segni del tempo e tra le loro crepe crescono sassifraghe.

    I luoghi che mi piacciono sono come le persone: ti aspettano, quando vai e quando torni.
    E mai, mai, si lasciano dimenticare.

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  • Diario di un viaggio in camper #gotosouth (Istanti rubati a #dicembre2021 e #gennaio2022)

    On: 9 Marzo 2022
    In: la mia vita e io
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    28 dicembre 2021
    Per settimane abbiamo alimentato sogni di Grande Nord.Individuato strade e traghetti, scelto attrezzature, letto libri, guardato documentari. Qualche giorno fa abbiamo piegato i sogni alla fiamma viva dell’evidenza: vista la situazione internazionale, uscire dai confini italiani non ci è sembrato prudente. L’itinerario è diventato un viaggio a sud, con programma in divenire.Ammetto di faticare un po’ a sostituire quel che avevo già davanti agli occhi, se è vero che ogni viaggio nasce dall’incubazione che lo precede, un seme che si fa strada nell’ovatta. Così: mare invece di neve, lunghe spiagge invece di rocce a strapiombo, morbida luce ovattata invece della lunga notte polare. Sarà bello lo stesso. E forse questo devo fare: continuare ad affinare lo spirito di adattamento che questi tempi sdruccioli richiedono.Forse il messaggio è tutti qui: smetti di programmare il viaggio e lascia che sia il viaggio a riprogrammare il tuo modo di vedere il mondo.
    Quindi, saluti dal Conero. (Intanto, al secondo giorno in camper posso già dire di essere perdutamente innamorata di questo modo di andare)

    29 dicembre 2021
    Tra Marche e Abruzzo, camminiamo sulle strade di porfido dei miei amati borghi.Parcheggiamo il camper e infiliamo le scarpe da ginnastica.Le pochissime persone che incrociamo ci presentano i loro cani, si chiamano l’un l’altra alla finestra. Una chiede di un’amica. È a farsi i capelli, le rispondono.E io penso già, è vero, in un amen è capodanno. Pure qui, dove sono, che quasi non so dove sono – e come è buono l’odore di legna che brucia e del mare.

    30 dicembre 2021
    Tra Gran Sasso e Majella.Tra una sosta e l’altra leggo Ultimo parallelo di Filippo Tuena.Immagino bianchi labirinti di ghiaccio e mi infilo tra stretti labirinti di pietra. Mai come in viaggio quello che leggi diventa parte di quello che vivi. O almeno, così mi sembra.Le cose viste e lette dette scritte immaginate formano un’amalgama, una materia viva con cui si plasma, un passo alla volta, il grande plastico su cui ci muoviamo – infinitamente minuscoli. “Sono un verso che ti è rimasto in mente. Un verso che ti è piaciuto leggere altrove”. Siamo tutti un crocicchio di storie che prendono le forme che abbiamo nel cuore.

    31 dicembre 2021
    Il camper insegna l’essenzialità.Ogni cosa deve avere un suo posto e mantenerlo, se non vuoi che ti rotoli in testa. E non puoi tenere più di quel che ti serve.Questo, per una disordinata cronica e accumulatrice involontaria come me, è un prezioso insegnamento. Fanne tesoro, mi dico, per l’anno nuovo. Impara bene dove sta quel che conta, e tienilo stretto. Persone, progetti, emozioni. Il resto, sfronda. Abbandona le zavorre: ego, vanagloria, inutili sproloqui, sterili polemiche e paranoie sparse: via! Via tutto quello che non serve a crescere. Il punto è: fare spazio. Spogliare. Spogliarsi. Ossigenare. Fare silenzio. Guardarsi per capire cosa tenere e cosa no, in una salvifica potatura – decluttering dell’anima. Me lo auguro, ce lo auguro: di annaffiare con cura quello che ha davvero valore. Lì dove metti attenzione, il seme germoglia e fiorisce. Poi, come sempre, un po’ di culo non guasta. Felicità!

    1 gennaio 2022
    Scegli con cura le parole: sono le prime dell’anno.Che siano esatte, opportune, precise. Evocative. Scegli con cura i gesti, anche se non ti vede nessuno. Siano gentili le tue mani, gentili gli sguardi e la voce – anche quando parli a te stesso.Scegli con cura i pensieri. Sceglili benevoli, levigati come sassi che rimbalzano sull’acqua, pervasi dalla luce dei giorni di neve.Scegli ogni cosa con cura: comincia l’anno nuovo. E fai che ogni giorno, alba, ora, istante, sia: ricominciare.

    3 gennaio 2022
    Drive&walk. È la formula di questo viaggio.Evitiamo i luoghi chiusi e trascorriamo il tempo spostandoci con il camper e camminando per borghi e paesi. A parte sparute eccezioni, la gente in giro è poca e i rari locali aperti sono semideserti. Provo a immaginare: come sarà stato qui, prima del covid. Non ho mai visto tante persone corrucciate, arrabbiate, scazzate. E in certi momenti mi sembra di sentirlo tutto, questo senso di frustrazione, di incertezza – questo tastare il futuro come si fa con l’alluce in una vasca di acqua troppo fredda. Cerco il disegno, ma il filo è un gomitolo con cui sta giocando il gatto.Stasera ci fermiamo in riva al mare. Buio. Silenzio. Lontano qualcosa si muove. Son luci, mi dico. Chissà dove, son luci.

    5 gennaio 2022
    (Nata per essere nomade)Notte a Gallipoli. La risalita è cominciata. Abbiamo comprato due tazze per la tisana: stanno perfette nel vano sotto il cruscotto.Il mattino metto la moka sul fuoco. Mentre il caffè sale, ascolto i rumori – piazza spiaggia porto pineta.Oggi, all’ora di pranzo, ci siamo fatti una pasta e piazzati davanti al finestrino come fosse il cinema: di fronte a noi una trentina di kite-surfisti facevano le loro acrobazie sul mare battuto da un vento potente. La sera leggo, come a casa. E prima di crollare nel sonno, spengo la luce e provo a immaginare lo spicchio di sconosciuto mondo che ci sussurra intorno. So che domani infilerò le scarpe, andrò a vedere.Quello che invece non so, è come farò a tornare alla vita stanziale.

    6 gennaio 2022
    Siamo usciti per Matera all’alba, quando i negozi avevano ancora la saracinesca abbassata e in giro c’era solo qualcuno che portava a spasso il cane.Dopo qualche caffè e svariate migliaia di passi e un vortice di oh! di meraviglia, mi han portata via di peso e con qualche sasso nelle tasche.Io non lo so se è vera quella storia dei posti dove abbiamo già vissuto, ma ogni tanto credo che sì.

    7 gennaio 2022
    Dentro ogni viaggio ci sono quelli già fatti.Risorgono da uno scorcio, tornano alla mente come la strofa di una canzone che pensavi di aver dimenticato.Ci sono le persone che continui a portarti a spasso – non sono poi molte, nell’arco di una vita. Ti aspettano sedute accanto al pescatore che prepara la lenza, all’ombra di un ulivo secolare, al tavolo della taverna dove ti fermi a riposare i piedi.Anche tu qui?, ti chiedono. E poi: Ti ricordi, quella volta…In ogni viaggio, ci sono i viaggi che verranno. A volte è l’impressione di un attimo, una noce di burro sotto il sole. A volte è un presagio, una mappa letta nei fondi di caffé, una cartolina dal futuro. Ogni viaggio che si rispetti porta in tasca una domanda. Possono servire mille ritorni e ripartenze per trovare una risposta.Ma non è mica poi così importante…

    9 gennaio 2022
    (Se una vita non basta)In questa seconda parte di viaggio sto leggendo “Le stelle si spengono all’alba” di Richard Wagamese (grazie a @ugogoy per la dritta).Cammino tra i Sassi di Matera, scintillanti alla prima luce del giorno, ma sono anche nei tenebrosi bassifondi di una città,  in una casa decrepita che pende verso la riva del fiume.Percorro la costiera amalfitana a bordo di un camper, ma allo stesso tempo sobbalzo su un sentiero che attraversa le selvagge foreste del Canada, insieme a un vecchio che vuole essere sepolto come un guerriero Ojibwe, un ragazzo e la sua cavalla.Questa mattina, tra le mura di Montepulciano, incantevole cittadina medievale, galleggiavamo nella nebbia e dopo è venuta la neve. A sera faceva fresco, mentre il sole spariva dietro le torri di San Giminiano. Di là, invece, da poche righe è primavera, con la sua luce paglierina e i cavalli che eccitati sbuffano nuvole di vapore.Viaggiare, leggere, qualche volta scrivere: non è che io sappia tanti altri modi per vivere molte vite.

    10 gennaio 2022
    Noi quattro dentro un guscio mobile.Non è che mi serva molto di più. Perciò grazie.




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  • Inverno è una terra (Istanti rubati a #dicembre2021)

    On: 9 Marzo 2022
    In: istanti rubati, quasi poesia
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    È una terra misteriosa, l’inverno.
    Si svela la geografia segreta di luoghi che credevi di conoscere. Tutto è intimo, raccolto.
    Per quanto ci guardi, per quanto ogni cosa appaia nuda ed evidente, ti accorgi che c’è un altro strato. Una dimensione a cui -ancora- non hai accesso.
    Inverno è un paesaggio che sta dietro gli occhi, un cannocchiale puntato al cuore.

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