Giochiamoci il Jolly: Blog di Fioly Bocca

  • Dichiarazioni d’amore in sillabe

    On: 19 Maggio 2014
    In: lettera
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    dichiarazioni

     

    Mam-ma do-po la nan-na si va al-la-si-lo?

     

    Sillabe messe in ordine come sentinelle, tutte sull’attenti e legate da una stretta di mano leggera: sono le frasi di Eliandro, due anni e un pugno di mesi, che già da qualche tempo si sforza in tutti i modi di farsi capire. E quanto chiacchiera!

     

    E’ decisamente avanti nella costruzione delle frasi: inventa, sperimenta, quando il vocabolario langue si aiuta con le mani, con il corpo, persino con i piedi: arriva al mimo. Ma è bravo, non si arrende, anche quando la mamma è tarda e chiede Ripeti, amore mio, ridimmi ancora, per un numero di volte che tende all’infinito.
    Lui caparbio: ripete, strizza gli occhi, disegna nell’aria il suo desiderio, lo indica con le dita, mi prende per mano e mi porta a vedere.
    Non ha una parola jolly come suo fratello, lui improvvisa.

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  • Portare i bambini all’asilo: mi insegnate come si fa?

    On: 12 Maggio 2014
    In: la mia vita e io
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    asiloPortare i bambini all’asilo: come si fa?
    Cioè, la teoria mi è chiara: li svegli bombardandoli di pizzichi e canzoncine che manco il  juke-box di Fonzie, li lavi e li vesti mentre si dimenano come triglie appena pescate, li convinci con un sapiente dosaggio di minacce velate e promesse mirabolanti a fare colazione, li issi in auto e si va.
    E fin qui.
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  • Bollettino medico e del cuore

    On: 23 Aprile 2014
    In: la mia vita e io
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    bimbo in campagna

    Ricovero ospedaliero per:  safenectomia (addio vena varicosa)

     

    Prognosi: 1 mese, contrattato con il chirurgo a 3 settimane

     

    Prescrizione medica: stare sdraiata o camminare. No seduta, no ferma in piedi, no alzare pesi.

     

    Quello che mi sono immaginata: luunghe giornate solitarie passate alternando

    1. lettura/scrittura mollemente adagiata sul divano, portatile accucciato fedele al mio fianco, libri tutti intorno
    2. lunghe passeggiate tranquille nella mia campagna, salutata dalla natura che si sveglia (un po’ Biancaneve nel bosco, per dire, con trillo di uccellini e scoiattoli che fanno il girotondo, evidentemente ubriachi).

     

    Quello che è stato nella realtà: dopo il giorno numero 1 di ritorno dall’ospedale, per le successive due settimane, bambini a casa dall’asilo: uno o tutti e due. Causa tosse e bronchite acuta, accompagnata da laringospasmo notturno. Risultato: mamma con cardiopalma, oltre che zoppa.
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  • I regali che ho avuto (e quelli che vorrei)

    On: 18 Aprile 2014
    In: la mia vita e io, lettera
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    obra di vallarsaIn paesino montanaro di cento anime non è detto che a Natale la Messa di mezzanotte sia proprio a mezzanotte. Poiché il parroco è uno solo per tutta la valle, deve girare di chiesa in chiesa, sperando che la neve non gli complichi ulteriormente la Vigilia.
    Quell’anno, la Messa nel mio paese era stata celebrata alle nove, nove e mezza o giù di lì.
    Quando è finita, lasciati alle spalle i cori di Tu scendi dalle stelle e il bagliore di tante candele, mamma mi ha fatto la proposta: perché nell’attesa di Babbo Natale non facciamo un giro con lo slittino?
    Non so quanti anni avessi, probabilmente tra cinque e otto, e non ricordo quanta incondizionata fede avessi ancora nella venuta dell’uomo vestito di rosso.
    Quello che ricordo perfettamente è il sapore di quella nottata.
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  • La guerra quando finisce la guerra

    On: 11 Aprile 2014
    In: la mia vita e io
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    guerraCapita, a volte, che si impari più da una chiacchierata inattesa con uno sconosciuto sul tram, che da tanti libri di storia.
    Mi è successo qualche tempo fa, quando finito il lavoro sono salita,  come sempre, sul tram che attraversa Torino. Stranamente ho trovato un posto libero e mi sono seduta, pronta a estrarre il romanzo dalla borsa e immergermi nella lettura. Ma prima che lo facessi l’anziano signore seduto di fronte a me si è scusato, con una gentilezza d’altri tempi, per il molto spazio occupato dalle sue gambe stese e la stampella.
    “Signora, sa, è colpa del congelamento, non posso più muoverle come voglio”.
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  • Vojo te

    On: 7 Aprile 2014
    In: la mia vita e io
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    voyo te

    Voglio te.
    L’ho sentito in mille canzoni, ritornelli tritaneuroni che ti si insinuano in uno spazio imprecisato tra lobo frontale e lobo parietale, e non si lasciano ignorare. Naturalmente declinati in tutte le lingue/dialetti/idiomi del mondo.

     

    Voglio te.
    Me lo ha detto un compagno di classe alle elementari, senza troppa convinzione, al momento di costituire la squadra di pallavolo nell’ora di ginnastica.

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  • Le ragioni piccole della felicità

    On: 25 Marzo 2014
    In: sproloqui
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    in campagna

     

    Il buonumore ha ragioni piccolissime:
    noi quattro insieme sul trattorino a preparare la terra per la semina. Che sia predisposta a  partorire pomodori rosso-sanguigno che sporcano bocche di semi, patate terrose -il segreto del prato, penduli fiori di zucca arancioni, e gramigna che prova la flessuosità delle schiene.

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  • Di fratelli, sorelle e sparring partner

    On: 18 Marzo 2014
    In: la mia vita e io, sproloqui
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    fuerteventura, dune

     

    Grotta del sale, qualche giorno fa.
    I bambini e io ci stavamo infilando le giacche per tornare a casa. Insieme a noi c’era un altro duenne con la sua mamma. Probabilmente per attirare l’attenzione, il bimbetto si è messo a fare piccoli dispettucci a Eliandro: un pizzichino, un buffetto, una tirata di maglia.
    Piccole cose fastidiose che i bimbi si scambiano con tanta generosità.
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  • Il gioco delle emozioni

    On: 14 Marzo 2014
    In: la mia vita e io
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    bimbo con il Didò

     

    Stiamo impastando il Didò, Lemuele e io, in un pomeriggio dopo l’asilo. Lo faccio chiacchierare a ruota libera. Lui scantona senza limiti, come tutti i bambini della sua età. Esce dal seminato, inventa, mi stupisce, canta, ridacchia, dice cose sceme per farmi ridere. Come tutte le volte che ci mettiamo a chiacchierare a tu per tu.

     

    Io lo seguo: invento, improvviso. A un certo punto gli domando:
    Lemuele, da dove viene la felicità?
    “Dal baule. Sta lì e urla”
    “E la tristezza?”
    “Anche lei dal baule”
    “E cosa fa?”
    “La tristezza sgrida”
    “E che mi dici dell’allegria?”
    Risata. “L’allegria è dentro la bottiglia che gioca” (ehm, eppure non dovrebbe avermi mai vista su di giri dopo un paio di bicchieri di vino…).
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  • I figli creano dipendenza

    On: 20 Febbraio 2014
    In: la mia vita e io, sproloqui
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    bimbi a nannaStare a casa una settimana con l’influenza. Succede.
    Tornare al lavoro con qualche fatica, la ripresa non è sempre veloce. Sfioriamo gli ‘anta, eh, da ‘ste parti.
    Ma il peggio non è quello. E’ quanto mancano quei due piccolini là, che per una settimana li hai avuti (quasi) sempre intorno.

    Non è possibile, mi dico, sono una madre patetica e molle come la polpa di granchio.
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