Giochiamoci il Jolly: Blog di Fioly Bocca

  • Un’app per giocare

    On: 17 Aprile 2014
    In: ospiti
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    Ogni genitore sa che andare in giro coi bambini non è sempre facile.
    Viaggiare,  visitare posti nuovi con loro è entusiasmante, ma i piccoli hanno interessi diversi dai nostri, naturalmente. Allora, dopo una mattinata a esplorare musei (mattinata? quanto sono ottimista!) è bene sapere dove trovare qualcosa, nei dintorni, che possa far divertire anche i nostri giovani accompagnatori.
    Ad esempio… un parcogiochi!
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  • La guerra quando finisce la guerra

    On: 11 Aprile 2014
    In: la mia vita e io
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    guerraCapita, a volte, che si impari più da una chiacchierata inattesa con uno sconosciuto sul tram, che da tanti libri di storia.
    Mi è successo qualche tempo fa, quando finito il lavoro sono salita,  come sempre, sul tram che attraversa Torino. Stranamente ho trovato un posto libero e mi sono seduta, pronta a estrarre il romanzo dalla borsa e immergermi nella lettura. Ma prima che lo facessi l’anziano signore seduto di fronte a me si è scusato, con una gentilezza d’altri tempi, per il molto spazio occupato dalle sue gambe stese e la stampella.
    “Signora, sa, è colpa del congelamento, non posso più muoverle come voglio”.
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  • È un fatto non di clima ma di voglie (quasi cit.)

    On: 9 Aprile 2014
    In: sproloqui
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    bimbo triste

     

    Io -che molto raramente sono triste- quando sono triste divento insopportabile.
    Me ne vado in giro spossatamente, trincerata dietro un no comment o, alla meglio, a un sorriso di circostanza. Perché  non mi so rassegnare alla tristezza immotivata.

     

    Quindi alle giornate che nascono storte si aggiunge la paranoia: cosa c’è che non mi va? Ripasso le ultime ore: avrò dormito troppo poco (ma quello capita all’incirca sempre), avrò visto un film senza lieto fine (ma quando mai ci arrivo alla fine di un film con sveglia alle sei?) il treno era in ritardo (diciamo pure che se mi intristissi per quello, la mia vita sarebbe peggio che in un girone infernale), e via di seguito.
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  • Vojo te

    On: 7 Aprile 2014
    In: la mia vita e io
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    voyo te

    Voglio te.
    L’ho sentito in mille canzoni, ritornelli tritaneuroni che ti si insinuano in uno spazio imprecisato tra lobo frontale e lobo parietale, e non si lasciano ignorare. Naturalmente declinati in tutte le lingue/dialetti/idiomi del mondo.

     

    Voglio te.
    Me lo ha detto un compagno di classe alle elementari, senza troppa convinzione, al momento di costituire la squadra di pallavolo nell’ora di ginnastica.

    (altro…)

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  • Dal sogno al cambiamento

    On: 4 Aprile 2014
    In: lettera
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    panorama_gabiano (AL)

    C’è un attimo, dentro ai sogni che si fanno di notte, che una parte di te prende il sopravvento sul resto e decide il salto. Da un ponte, forse da una nuvola, a volte fuori dal letto o dentro un bacio.
    Lí si apre una strada -e franano le altre. Lì ciò che sei si reinventa, quello che non scegli di essere muore.

     

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  • Le mie ultime due settimane: svenata. In ogni senso

    On: 2 Aprile 2014
    In: la mia vita e io
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    aria di primaveraDiciamo pure che queste ultime non sono state le due settimane più fortunate dell’anno.
    A cominciare da un tranquillo pomeriggio di inizio primavera, quando mi arriva una email di Amazon che mi avvisa che non è possibile pagare il mio ordine. Nulla di grave – i libri da leggere non mi mancano, anche se una guerra atomica dovesse relegarmi nel bunker: posso aspettare.
    Se non fosse che controllando gli ultimi movimenti della PostePay scopro che i casi sono due: o negli ultimi giorni sono stata posseduta dall’anima di uno scommettitore incallito, tornato dall’aldilà per sfidare la sorte con Sisal e Matchpoint, o la carta è stata clonata.
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  • Perdersi tra i ghiacci

    On: 28 Marzo 2014
    In: ospiti
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    copenaghen

     

    Per me la solitudine è come per altri la benedizione della chiesa. È la luce della grazia. Non chiudo mai la porta alle mie spalle senza la coscienza di compiere un gesto misericordioso nei miei confronti.

     

    Io col genere giallo ho seri problemi. Mi perdo. Dopo le prime 20 pagine annaspo. Ovviamente non risolvo mai il caso, ma non basta: mi ingarbuglio, inciampo, perdo la capacità di associare volti a nomi. Un disastro.
    E so che succede così, ma ogni tanto ci riprovo. L’ultimo esperimento è stato “Il senso di Smilla per la neve” di Peter Hoeg.
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  • Di fratelli, sorelle e sparring partner

    On: 18 Marzo 2014
    In: la mia vita e io, sproloqui
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    fuerteventura, dune

     

    Grotta del sale, qualche giorno fa.
    I bambini e io ci stavamo infilando le giacche per tornare a casa. Insieme a noi c’era un altro duenne con la sua mamma. Probabilmente per attirare l’attenzione, il bimbetto si è messo a fare piccoli dispettucci a Eliandro: un pizzichino, un buffetto, una tirata di maglia.
    Piccole cose fastidiose che i bimbi si scambiano con tanta generosità.
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  • Il gioco delle emozioni

    On: 14 Marzo 2014
    In: la mia vita e io
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    bimbo con il Didò

     

    Stiamo impastando il Didò, Lemuele e io, in un pomeriggio dopo l’asilo. Lo faccio chiacchierare a ruota libera. Lui scantona senza limiti, come tutti i bambini della sua età. Esce dal seminato, inventa, mi stupisce, canta, ridacchia, dice cose sceme per farmi ridere. Come tutte le volte che ci mettiamo a chiacchierare a tu per tu.

     

    Io lo seguo: invento, improvviso. A un certo punto gli domando:
    Lemuele, da dove viene la felicità?
    “Dal baule. Sta lì e urla”
    “E la tristezza?”
    “Anche lei dal baule”
    “E cosa fa?”
    “La tristezza sgrida”
    “E che mi dici dell’allegria?”
    Risata. “L’allegria è dentro la bottiglia che gioca” (ehm, eppure non dovrebbe avermi mai vista su di giri dopo un paio di bicchieri di vino…).
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  • Da cavallo si cade

    On: 10 Marzo 2014
    In: la mia vita e io
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    pom granin

     

    Staccionata, lato lungo: visione d’insieme.
    Si avvicina.
    Ancora.
    Ancora, prendendo velocità.
    Paletto della staccionata: dettagli.
    Vite sul paletto della staccionata.
    Verde del prato sullo sfondo.
    Fili d’erba.
    Naso per terra e erba sulla fronte.
    Questa è la moviola di ciò che ho registrato con la vista durante l’ultima caduta da cavallo.

     

    O almeno così mi pare di ricordare. Quello che ho pensato durante, è perso.
    Quello che ho pensato dopo no: vacca maiala. Più o meno.
    Dopo essermi spiaccicata contro la staccionata al galoppo sono risalita. Con le gambe tremanti e molli come polpa di granchio.
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