Giochiamoci il Jolly: Blog di Fioly Bocca

  • Lettera ai miei figli su un viaggio in Marocco

    On: 9 Dicembre 2014
    In: lettera, viaggi
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    essaouira

     

    Succedono viaggi in cui capitano molte cose. Che ti rubino il telefono, di stare una settimana (beatamente) off line, di prendere tre multe.
    Che ti accompagnino a fare una ricarica come se ti fossi persa nel bosco, che ti offrano ospitalità.
    Succede di vedere una luce bambina (l’infanzia della luce) dalla terrazza in cui fai colazione. Capita di trovare un caldo secco e ventoso in una città enigmatica di mezza montagna, e sull’Oceano un tempo di sole e piogge, veloce come fosse Copenaghen.
    Di fare un pezzo di viaggio insieme a tua sorella, che era un bel po’ che non si calcava insieme lo stesso pezzetto di mondo, ed è bello.

     

    E di spiare vicoli e stupirti di come certi angoli di mondo siano esattamente, come te li aspettavi. Uomini a dorso d’asino impigliati in qualche ragnatela che intesse il tempo per fregare il calendario e la sua presuntuosa progressione numerica. Donne avvolte in veli che sputano fuori a malapena gli occhi, ma occhi che lasciano una scia di colla quando si muovono.
    E bambini così spettinati e belli che ti viene voglia di passargli le dita tra i capelli, per una carezza piccola. Poi li senti ridere – è una cascata di vetri rotti- e capisci che così sono belli: stupiti. E spettinati.

     

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  • Destinazione Marrakech

    On: 13 Novembre 2014
    In: viaggi
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    marocco

     

    I luoghi sono come le persone: al momento giusto ti chiamano, e si fanno trovare.
    Certo, sei tu che scegli la meta, cerchi il volo o disegni il percorso, analizzi variabili – prezzi, clima, difficoltà. Ma c’è una parte di magia imponderabile, che viene prima della scelta o del caso, che ti porta sopra una certa terra, dentro una certa luce.

     

    A volte scopri, a volte ritorni. Nella maggior parte dei casi, entrambe le cose.
    Fare un viaggio, per me, è aprire una mappa e guardare un disegno astratto che si traduce in istanti, profumi nell’aria, sapore d’un cibo, ruvidezza di un tessuto, imprevedibilità di uno sguardo.
    Un sistema intricato di segni si trasforma in strada, fatta prima di immagini dentro la testa, dopo di sassi sotto le scarpe.

     

    C’è sempre un momento, se ci vado in aereo, che la traccia diventa reale: è quando la città si disegna sotto il finestrino, e intravedo i profili confusi dei quartieri, le traiettorie oblique delle strade. E’ lì che mi sembra di sfiorare l’essenza del viaggio, di carezzare con lo sguardo -in quel momento esatto- la meraviglia stupefatta di ogni nuova partenza.
    Quando tutto è possibile.

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  • Il mio treno è differente (istruzioni per l’uso)

    On: 10 Novembre 2014
    In: la mia vita e io, scienza&fantascienza
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    stazione di crescentino

     

    È un mondo difficile, quello del pendolare. Un mondo che si divide in due, irreversibilmente dicotomico come bianco e il nero, lo ying e lo yang. Il nostro mondo è formato dal Bene (ovvero variopinte Frecce et similia) e dal Male (ovvero tutto il resto). La mia posizione logisticamente decentrata (ovvero buchinculata) mi lega indissolubilmente ai passeggeri di serie b, alla vile materia.
    Ecco cosa contraddistingue il nostro bistrattato servizio:

     

    • Il nostro treno non ha MAI la precedenza. Neppure rispetto a una Freccia che partirà il giorno dopo. Se un treno deve aspettare, quello è inequivocabilmente il nostro. È la regola numero uno sul regolamento che ogni dipendente Trenitalia deve conoscere a memoria al momento dell’assunzione. Spesso ottengono la precedenza anche treni immaginari: per un errore nella comunicazione si sosta mezz’ora in mezzo al nulla della campagna.
    • Ogni anno, a dicembre, cambiano gli orari: i nostri devono essere peggiorativi. In maniera costante e cumulativa. Possono togliere treni, sminchiare le coincidenze, ridurne capienza, vagoni e percorrenza. Mai e poi mai migliorarne l’efficienza.
    • I nostri treni sono soggetti a una realtà spazio temporale dilatata. Di settimana in settimana aumenta il tempo impiegato per arrivare dal punto A al punto B. Certamente qualcuno avrà cominciato a studiarne la fenomenologia per arrivare a scoprire la natura dei buchi neri che si annidano nella pianura piemontese.
      A titolo esemplificativo: fino allo scorso novembre partivo di casa alle 6.40 e arrivavo a lavoro verso le 8.30. Ora parto alle 6.25 e arrivo verso le 8.30.

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  • Pietre per stare bene

    On: 6 Novembre 2014
    In: la mia vita e io
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    sul fiume

     

    “Mamma, da grande vorrei fare il meccanico, per aggiustare macchine, moto e anche le bici. Però, se facessi il medico, per aggiustare le persone, vorrei curare i bambini. Gli darei medicine e molta acqua da bere, per stare bene. E gli darei anche tante pietre da buttare nell’acqua.”

     

    Me lo ha detto Lemuele qualche giorno fa, un mattino che siamo andati sul fiume solo lui e io. Abbiamo pestato erba umida e poi siamo scesi a due passi dal Po, per una strada ripida dove lui mi diceva Vieni mamma, ti aiuto io. Ci siamo fermati accanto a un albero con le radici “grosse come serpenti”. Io cercavo pietre, lui le tuffava in acqua. Guardava i cerchi piccoli che inghiottono il sasso.
    Ogni tanto disturbavo il gioco per farlo mettere in posa.

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  • Come ti ammazzo la malinconoia tagliando colletti

    On: 3 Novembre 2014
    In: la mia vita e io
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    scarpe da donna

     

    Ci sono quelle giornate un po’ così, che già dal momento in cui apri gli occhi vorresti soltanto girarti dall’altra parte e sprofondare la testa sotto il piumone (anche in estate, peraltro). Quei giorni che sarà l’inedia, sarà la routine, sarà la stanchezza. Ma che proprio la sola cosa che ti viene in mente è la canzone di Marco Masini: malinconoia. Il che la dice lunga, sul tuo stato di salute mentale.
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  • Confessioni di una mamma con il cuore di budino

    On: 20 Ottobre 2014
    In: la mia vita e io, sproloqui
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    bambino arrabbiato

     

    Un amichetto che non vuole giocare, dopo che tu lo hai aspettato -caparbio- per ore.
    Ecco che cosa mi fa tremare un poco il cuore.
    Una bambina più grande con cui ti trovi a camminare per strada una sera, tu che allunghi la mano per farti accompagnare per un pezzo di buio e lei che dice No, e corre più in là.

     

    Io sono dietro e ti guardo e vorrei correrti accanto e darti la mia, di mano. Ma so che sarebbe la consolazione sciocca per un bimbo piccolo, e non la pacca di incoraggiamento all’ometto drande che stai diventando.

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  • Conoscere e non dimenticare

    On: 15 Ottobre 2014
    In: ospiti
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    luna

     

    “Fantasmi” è una raccolta di scritti di Tiziano Terzani sulla guerra indocinese degli anni Settanta. Sono articoli che il giornalista ha scritto per alcune testate italiane e tedesche, messe insieme dalla moglie Angela Staude, che gli è sopravvissuta.
    Nonostante la scrittura di Terzani sia molto chiara e scorrevole, ho trovato difficile state dietro alla dinamica degli eventi. Questo perché si è trattato di un conflitto complesso, controverso, con molti interessi e schieramenti in campo.

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  • Decluttering dell’anima mia

    On: 13 Ottobre 2014
    In: scienza&fantascienza
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    mart di rovereto

    Anche la quotidianità ha bisogno di decluttering, per usare una parola che va di moda adesso.
    Dopo aver dimezzato armadi strabordanti minigonne poco indicate sopra i sedici anni e maglioni così sformati che non si userebbero nemmeno per stare in cucina il giorno che si rompe il riscaldamento; dopo aver ripulito le dispense da marmellate cristallizzate del pleistocene e avanzi di farine di grano saraceno del secolo in cui veniva macinato a braccia; dopo aver liberato le ceste dei giochi dei bambini -quasi pronti per le scuole elementari- dei sonaglini che masticavano prima dei denti da latte, allora sei pronto per quello che è necessario sul serio: per fare spazio dentro la tua testa e le tue giornate.
    E per me, l’autunno, è il periodo adatto da sempre.

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  • Nostalgia e un vecchio baule

    On: 9 Ottobre 2014
    In: la mia vita e io
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    obra di vallarsa (TN)

     

    Ci sono luoghi dove è più facile avere nostalgia.
    Io che sono una professionista del settore lo so bene. Io che prima o poi, una laurea ad honorem me la daranno, in nostalgia.
    Ci sono posti in cui la vena melanconica pulsa come una ferita nuova; e sono i posti in cui, se scavi un po’, trovi le tue radici. Possono essere quelle nebulose dell’infanzia o quelle surreali di adolescenza e prima giovinezza. Oppure, come capita a me tra i monti del Trentino, tutto questo e molto altro ancora.

     

    In quelle strade ogni pietra ha un nome, ogni sasso nasconde la traccia di una lacrima caduta in disparte, un sorriso lasciato in bilico tra l’erba e le violaciocche. Un pensiero custodito come un seme nella terra; tu hai scordato di averlo fatto, quel pensiero, tanti anni fa, ma adesso un bel girasole selvatico ti ricorda che lo avevi lasciato lì.

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  • Mamme da mare – tipi

    On: 6 Ottobre 2014
    In: scienza&fantascienza
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    mamme da spiaggia

     

    In agosto, sulle spiagge della Liguria, ci sono esemplari di mamme di tutte le tipologie. Ne ho compilato una breve casistica, per passare il tempo mentre mi smarron guardavo i bambini giocare.

     

    Fashion: gioca un po’ più in là che se no mi alzi la sabbia e mi si rovina tutta l’abbronzatura.

     

    Fantasiosa: ha appena telefonato il dottore e ha detto che per oggi non puoi più andare sull’altalena.

     

    Precisa: vieni qui che sono già trascorsi 41 minuti e 28 secondi  da che ti ho messo la copertura 50 +++ baby pelli delicate, e avevamo cominciato la prevenzione omeopatica contro le scottature solari soltanto a marzo. E non entrare in acqua per almeno quaranta minuti: hai appena mangiato due caramelle gommose.

     

    Prudente: non andare nell’acqua fino al polpaccio, hai solo braccioli e salvagente, se arriva un’onda anomala ti porta sull’isola-che-non-c’è. Fai il bravo, domani comperiamo il giubbotto di salvataggio e ti lascio bagnare anche le rotule.

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