3 luglio 2025
Ciao Ermerita. Grazie per aver fatto da nonna un po’ anche a me.
Ciao Ermerita. Grazie per aver fatto da nonna un po’ anche a me.
Grazie per tutto ciò che hai insegnato a Federico e aver contribuito a farlo diventare la persona che è.
Non dimentico il calore con cui mi hai accolta nella tua famiglia e lo sguardo amorevole che riservavi ai miei figli e tutti i tuoi nipoti.
Saremo in tanti ad avere una stanza del cuore riservata a te. E ogni volta che sentiremo nostalgia, infileremo le mani nelle tasche per ritrovarci i bombi e i pocket coffee di cui ci riempivi le mani ogni volta che venivamo a trovarti.
Sentiremo sempre quel sapore dolce, ripensandoti.
22 luglio 2025
Sono notti che dormo male. Le zanzare che riescono a superare la barriera delle zanzariere mi fischiano intorno alle orecchie e prima dell’alba organizzano agguati. Faccio molti sogni e li ricordo poco e a spezzoni. Leggo troppi libri in contemporanea e prendo treni semideserti, comunque in ritardo, con un microclima glaciale determinato dall’uso insensato dell’aria condizionata.
In questi giorni è tutta una corsa, un sali-scendi dai giorni, un accendi-spegni del computer, uno zigzagare tra impegni e promesse.
Poi, sparsi a casaccio, momenti di vuoto. Dove si sente un rimbombo, un risucchio maggiore. Dove la Vita ci chiama attraverso un imbuto e fa sconquasso e paura.
E mi copro le orecchie, alle volte. Non voglio sentire. Poi mi siedo a gambe incrociate, sul pavimento della stanza, e provo a restare.
Respiro. Di vuoto in vuoto provo a cedere le abitudini, il bozzolo che mi contiene. Lasciare la forma e trovarne una nuova, più scomoda al principio, inusuale. Più mia.
Nel cuore dell’estate mi siedo e ascolto. Tra le infinite corse di andata e ritorno c’è un posto oltre i binari, acquattato come un animale selvatico nel fitto del sottobosco. Mi aspetta ogni volta che trovo il coraggio di camminare fin là.






