In primavera ci sono nata, poco dopo la metà d’un aprile e un paio di settimane prima della data presunta –che fretta, ho avuto sempre, di inghirlandarmi la capoccia di fiori nuovi e di sporcarmi le mani di terriccio durante la semina.
Così la primavera è sempre stato un momento dolce, con quell’odore nell’aria di ferraglia umida e di panni stesi a mezzogiorno (lo sento solo io?).














