Vi prego, ditemi la verità: ma voi riuscite a essere abbastanza convincenti quando chiedete ai vostri figli di lavarsi i denti? Oppure, come i miei, si ostinano a voler fare da soli e poi vanno in giro per la casa utilizzando lo spazzolino nel mondo più inopportuno che gli salta in mente? Questo il maggiore, perché il piccolo si limita a serrare ostinatamente le mandibole, accompagnando il gesto con una litania di no.-
Dentature stellari
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Vi prego, ditemi la verità: ma voi riuscite a essere abbastanza convincenti quando chiedete ai vostri figli di lavarsi i denti? Oppure, come i miei, si ostinano a voler fare da soli e poi vanno in giro per la casa utilizzando lo spazzolino nel mondo più inopportuno che gli salta in mente? Questo il maggiore, perché il piccolo si limita a serrare ostinatamente le mandibole, accompagnando il gesto con una litania di no. -
Pagliuzza e un Cuor Pulito
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“Mamma raccontaci una storia” chiese Salterello, il più grande dei tre scoiattoli.
“Sì sì mamma, ti prego!” fecero coro i fratellini minori, Coda Folta e Nocciolino.
Mamma scoiattola sapeva bene che non aveva scampo:
“E va bene” cominciò, sospendendo i lavori di pulizia della casetta nel tronco della vecchia Quercia. -
Le fiabe che non fanno dormire
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“Bimbi, cantiamo una canzoncina? ”
L’ho proposto qualche giorno fa, non ricordo esattamente perché, probabilmente per distrarli da qualche loro attività ad alto rischio di danno casalingo.
“Dai!” È la risposta di Lemuele quando fa il propositivo. E intona una strofa truce (riportata TESTUALMENTE) di sua invenzione, su base melodica improvvisata:
“C’è una mucca nel prato. Prendo motosega e taglio il cacciatore… se no spara lupo. Pun pun! “ -
Un racconto e un dolore. Storie che si intrecciano
Read MoreL’intuizione ci rivela di continuo chi siamo. Ma restiamo insensibili alla voce degli dei, coprendola con il ticchettio dei pensieri e il frastuono delle emozioni. Preferiamo ignorarla, la verità. Per non soffrire. Per non guarire, perché altrimenti diventeremmo quello che abbiamo paura di essere. Completamente vivi.Credo non sia facile scrivere una bella autobiografia, e nemmeno trasformarla in romanzo. Massimo Gramellini con “Fai bei sogni” ci è riuscito perfettamente.
Parla con la delicatezza, l’ironia disincantata di un bambino. Con un mal dissimulato e prepotente dolore che corrompe dall’interno.Chi è stato abbandonato si considera assaggiato e sputato come una caramella cattiva. Colpevole di qualcosa d’indefinito.Così mi sentivo io. Non avevo saputo trattenerla.
Non ho capito subito che il giornalista avesse riportato in modo così fedele il proprio vissuto e quando mi sono resa conto che quella era esattamente la sua storia, mi ha molto colpita, per diversi motivi.
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Il tempo di avere tempo
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Il tempo è un concetto relativo, si sa.
Quello che è invece oggettivo, oltre che scientificamente testato, è che da quando metti al mondo il primo figlio, il tempo per te è finito.
Se poi i figli sono due a distanza ravvicinata te lo puoi scordare per parecchio. Un paio di ere geologiche, a occhio.
Non ce n’è più. Puoi raschiare sul fondo del barile, litigando con il tic tac delle lancette per recuperare qualcosa. Qualcosina, diciamo. -
Questo no, questo sì: liberare gli armadi della mente
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Dove giocano i bambini
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Mamma andiamo a giocare (…) cortile?
Questo è Lemuele, l’intrepido esploratore che al primo raggio di sole vorrebbe buttarsi in strada, seguito a ruota da Eliandro il curioso, che traballa e corre dietro al fratello maggiore urlando Meme. Perché, devo averlo già detto da qualche parte, noi viviamo in campagna, tra cavalli e galletti.
Per questo non siamo assidui frequentatori di parcogiochi o luoghi simili, perché il nostro cortile è già piuttosto popolato, fino a somigliare a una via di mezzo tra un asilo e una scuola elementare, in estate. -
Il viaggio di un desiderio
Occorre aver intrapreso un viaggio verso un figlio per capire che l’infertilità è la malattia del vuoto: l’assenza di quel bambino tanto desiderato ti lacera come un lutto e con essa perdi la proiezione di te nel futuro.Vi siete mai chiesti cosa significa cercare un figlio che non arriva? Cosa vuol dire inseguire una cicogna scema che non riesce a trovare la strada di casa? Io sì, me lo sono domandata spesso, prima di rimanere incinta, forse perché è stata una delle mie paure più profonde, da sempre. Da quando, poco più che bambina, ho sentito che diventare madre era una delle cose che avrebbe potuto dare un senso alla mia vita.
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Il mondo segreto degli Angeli








