Giochiamoci il Jolly: Blog di Fioly Bocca

  • Troppe finestre spalancate, certe sere

    On: 19 Agosto 2014
    In: sproloqui
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    cervo, liguria

     

    Non s’allunga il tempo, non stride il freno della corsa sui binari.
    Pesano certe assenze, posti vuoti occupati da nessuno. Ma i fili ci sono, e legano. Nonostante l’evidenza di un quotidiano che ha scolorito le vecchie consuetudini, che avanza riflessi nel pozzo della memoria. Calo un secchio. Ma è così pieno di istanti che non ho braccia abbastanza per tirarlo vicino. Che restino lì. Drappi di amori confusi, inservibili come monete fuori corso, ma luccicanti come pance di lucciole nei prati umidi di notte e d’estate.
    Del resto, le lucciole accendono luci prima dell’amore.

     

    I ricordi scavano solchi dove il cuore si spaura. S’addensano e come arterie inspessite ostacolano l’andata e il ritorno dal cuore. Conto gli anni sulle dita, come bastasse per antidoto alla morte. Addiziono, sottraggo, applico formule che non salvano dal dubbio e dalla nostalgia.
    (Ma se m’appoggio al muro quando fumo sono ancora bella).

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  • Tra le stagioni

    On: 14 Agosto 2014
    In: sproloqui
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    montagne del trentino

     

    Fine luglio.

     

    S’accavallano i mesi
    come le gambe scoperte
    delle donne,
    in questa estate coltivata a terrazze -a tentoni- a maggese.

     

    Sfumerà in pochi respiri
    l’arsura zingara di agosto,
    e brancolando cieca tra le alture
    sbiadirà prati e zittirà cicale.

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  • Cuore di pane

    On: 11 Agosto 2014
    In: lettera, sproloqui
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    cuore di pane
    Ho cucinato per te.
    Non capita spesso, ma quando lo faccio, lo faccio con cura.
    Doso gli ingredienti con pazienza, come se ogni grammo di troppo dovesse pesarti sul cuore.
    Come se ogni grammo di meno ti togliesse energia per arrivare al tuo sogno migliore.

     

    Ho cucinato con cura.
    Con mani di grano e pensieri di farina.
    Ho usato il burro per sciogliere i passi che ti condurranno a me,
    il sale per portarti al mare.
    Lievito per farti grande nei miei pensieri,
    uova per evocare la perfezione curva della rinascita.

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  • Estate balorda

    On: 8 Agosto 2014
    In: sproloqui
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    obra di vallarsa (TN)

    Mi sa che l’estate si è stancata di essere accaldata. Ne ha diritto, probabilmente, dopo secoli e secoli trascorsi a sudare. Probabilmente ha pensato basta, quest’anno mi voglio rinfrescare un poco anche io. Così ha chiesto alle amiche nuvole di scontrarsi più spesso per chiamare temporali. E vento e lampi fulmini e saette.

    Magari se ne va in giro travestita da ragazza sotto un grande ombrello, gustando il fresco che le alza le sottane e i capelli sparsi all’aria, anziché tutti sudati e appiccicati addosso.
    Magari ci ha pure sentiti, l’abbiamo incrociata per strada proprio mentre ci stavamo lamentando di questa estate balorda, di questi scrosci improvvisi, di questo grigio umido che pare infilarsi sottopelle. Delle giacche indossate fuoristagione e i bikini stipati in valigia. Per una volta che non ho scordato di portare i solari, dico io.

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  • Lo senti questo rumore di mondo che si spacca?

    On: 21 Luglio 2014
    In: sproloqui
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    temporale in arrivo

     

    -Lo senti questo rumore di mondo che si spacca?
    -Sì, lo sento.
    -È il temporale. Da tanto non ne venivano di così forti. Ci sono lampi che illuminano la stanza come se arrivasse di colpo il mattino. E i tuoni sono cavalli al galoppo in soffitta.
    -Non ho paura.
    -Meglio così. Perché, vedi, ogni temporale è una storia. Basta poco per starla ad ascoltare. Basta spegnere la televisione e tutte le luci. Può restare accesa un candela, se vuoi, ma lontana dalla finestra. Poi scostiamo le tende e ci sediamo qui per terra. Vicini. E stiamo zitti. Guardiamo le forme che fa la pioggia.
    -Sembrano tanti fili sottili…

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  • Ennesimo inutile sproloquio sulla guerra

    On: 16 Luglio 2014
    In: sproloqui
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    tramonto

     

    È un’estate strana, più fredda e umida che mai, un paradiso per zanzare e pinguini, mi vien da pensare. Federico è indietro con il lavoro di campi e di trattori, penso che impazzirei a fare un mestieri per cui si deve ogni giorno scendere a patti con il tempo meteorologico.
    È un’estate insolita, ma non era male -i bambini sempre affamati di attenzioni, le ore passate insieme, i treni che vanno e non vanno- ma non era per niente male, insomma, era vita.

     

    Poi, da qualche giorno, questo vento di morte. Lontano, sì. Ma nemmeno poi tanto. Si insinua dalla tv lasciata accesa, dalle pagine di tutti i giornali (ma comunque mai abbastanza, dovrebbe urlare più forte); persino dalle bacheche di facebook, dal flusso perpetuo di tweet.
    Dappertutto, ma soprattutto, non abbastanza. (Spesso le notizie stanno dopo la cronaca dei Mondiali, o dopo le news sul maltempo. Essenziali per chi non sa cosa mettere in valigia o chi tifare alle semifinali, per carità).

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  • Scordando che poi infine tutti avremo due metri di terreno (cit.)

    On: 9 Luglio 2014
    In: sproloqui
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    mareLi vedi, certi vecchi, che ti guardano ma sono lontani. Ti guardano ma non ti mettono a fuoco, sorridono ad altro. Perché i sensi si ritirano. Lentamente, un po’ alla volta. Come un esercito che perda posizioni contro il nemico, ma piano. 
    I sensi se ne vanno scivolando via e svelano altro. Qualcosa che non si può più raccontare, ma solo intravedere a mezzo sogno, dentro la luce che entra sguincia dalla serranda abbassata.

     

    Allora non gli importa più, degli oggetti collezionati, dei beni inventariati; gli importa solo del tempo perso in facezie e di quello ben speso: in passioni. Il tempo cairologico delle occasioni agguantate. Degli amori ritrovati, degli amici mantenuti.

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  • Se mi scrivessi una lettera

    On: 3 Giugno 2014
    In: sproloqui
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    semiscrivessiSe mi scrivessi una lettera comincerebbe così: è da tanto che non ci sentiamo.
    Se mi scrivessi una lettera vorrei sapere come sto, esattamente. Dietro i giorni a correre dietro ad appuntamenti, a riempire le strade di passi, a depennare voci da elenchi di cose da fare. 

    Mi chiederei cosa sogno la notte, quali colori ritrovo al mattino quando spalanco la porta di casa, quale viaggio sto tratteggiando sulla mappa segreta che tengo nella tasca del giaccone.

    Mi chiederei quale canzone mi saltella in testa mentre sovrappensiero salgo sul treno in stazione, quale paio di scarpe vorrei comprare per andare a prendere a calci un cattivo pensiero che la notte mi viene a svegliare.
    Mi chiederei come mi pettinerò per andare a ballare sulla vita, una sera di queste che non ho nulla da fare.

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  • La bellezza dei punti elenco (post delirante, agitare prima dell’uso)

    On: 22 Maggio 2014
    In: sproloqui
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    libellula
    • Bombardare il pensiero di positività.
    • Sviluppare la parte del cervello preposta alla creatività.
    • Appaiare i calzini prima di buttarli a lavare, per evitare di doverne comperare un paio nuovo a settimana (problema di molto ridotto col trucco della scatola: butto ogni calzino single in uscita dalla lavatrice in una scatola dedicata che funge da sala d’aspetto/dimenticatoio in attesa del coniuge disperso: prima o poi ritorna. Forse).
    • Iniziare la ricerca del regali di natale all’epoca dei saldi estivi (pazienza se qualcuno si troverà sotto l’albero un colorato bikini)
    • Non disperdere la concentrazione, magari utilizzando la tecnica dell pomodoro.
    • Allenare il muscolo della preveggenza e irrorare la vena visionaria.

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