Se mi scrivessi una lettera comincerebbe così: è da tanto che non ci sentiamo.Se mi scrivessi una lettera vorrei sapere come sto, esattamente. Dietro i giorni a correre dietro ad appuntamenti, a riempire le strade di passi, a depennare voci da elenchi di cose da fare.
Mi chiederei cosa sogno la notte, quali colori ritrovo al mattino quando spalanco la porta di casa, quale viaggio sto tratteggiando sulla mappa segreta che tengo nella tasca del giaccone.
Mi chiederei quale canzone mi saltella in testa mentre sovrappensiero salgo sul treno in stazione, quale paio di scarpe vorrei comprare per andare a prendere a calci un cattivo pensiero che la notte mi viene a svegliare.
Mi chiederei come mi pettinerò per andare a ballare sulla vita, una sera di queste che non ho nulla da fare.
Se mi scrivessi una lettera mi racconterei che i giorni scivolano via leggeri e qualcuno pesante. Che una bella luce esce quasi sempre dalla borsa che mi porto appresso.
Che l’amore lambisce la mia terra con uno sciabordio che mi fa riposare serena, lascia indietro ricordi e grovigli, e poi se li viene a riprendere, come un cane fedele. Che sciacqua via le macerie di giornate troppo strette e lascia nell’aria un odore di buono e respiri di bimbo.
Che lascia messaggi annodati a promesse, dentro bottiglie d’annata.





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