Giochiamoci il Jolly: Blog di Fioly Bocca

  • E se non capitasse mai che tu mi chiami amore

    On: 15 Luglio 2015
    In: lettera, sproloqui
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    in spiaggiaE se non capitasse mai che tu mi chiami amore
    mi accontenterò di immaginare la tua bocca che lo fa:
    la a larga della virata di un Airone sul lago,
    la emme morbida di una Maglia di lana
    in inverno,
    della Mano che mi dorme sulla pancia, distratta,
    la o profonda di un’Ora con le tue gambe
    che mi stringono i fianchi
    -che sia fuga o che sia resa-,
    la erre arrotata del Raso di pelle abbronzata
    sotto il tuo sguardo nascosto.

    La e, che sia sempre e solo
    E così sia.

    Ma se sentirò la tua bocca
    dirmi amore
    scorderò vocali e consonanti
    e conserverò
    il bisbiglio tra le dita,
    il soffio sulle ciglia,
    il brivido alla base del collo.

    E la e di E così sia.

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  • Se fossi uomo, mi innamorerei di una donna così

    On: 6 Luglio 2015
    In: sproloqui
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    donna coi capelli lunghi

     

    Se fossi un uomo, mi innamorerei di una donna che legge.
    Una donna che se ne va sempre con un libro -o due, o tre- sotto il braccio o nella borsa. Pesante non per i rossetti e gli ombretti, ma per i trucchi dell’anima.

     

    Se fossi un uomo, mi innamorerei di una donna che viaggia.
    Che non mi chiede a Natale un vestito, un bracciale o un paio di scarpe, ma un biglietto con destinazione a sorpresa.
    Il mio regalo per lei sarebbe lo scenario dei suoi prossimi sogni.

     

    Se fossi un uomo, mi innamorerei di una donna che dubita.
    Non mi stancherebbe di troppe certezze impagliate: imparerei a vedere la stessa cosa con i suoi mille occhi affamati.

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  • Facciamoci crescere le ali

    On: 23 Giugno 2015
    In: sproloqui
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    cascate di ouzud, maroccoDobbiamo costantemente buttarci giù dagli strapiombi e farci crescere le ali mentre precipitiamo.
    Kurt Vonnegut

    Ci sono frasi che aprono un mondo e questa è una.
    E mi dico, prova a vivere così: prendi un treno, un mattino, che va nella direzione opposta a quella consueta. Prova a vedere cosa succede se smetti di voler tutto sotto controllo. Molla i freni, improvvisa, metti via google maps e trova la strada annusandola. Sceglila non per la brevità o il poco traffico ma per la bellezza di uno scorcio, per il modo in cui ti fa sentire percorrerla, per come riesci ad accarezzare una curva.

    Incontra una sera gli amici e balla fino a notte fonda senza pensare alla sveglia del mattino, lascia la casa in disordine e vai a camminare in un bosco, sentiti libero, e spaventato, ma libero, come poteva esserlo il primo uomo sulla terra.

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  • Fioriture

    On: 16 Giugno 2015
    In: sproloqui
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    fioritureForse verranno giorni che sarà facile piantare un rosmarino, o un fiore, e sedergli a fianco per vederlo sbocciare.

    Forse ci vorrà impegno a infilare le scarpe e a sopportare il silenzio di un pomeriggio spiato dall’angolo di una tenda tirata, o dalla panca solitaria vicino al muro scrostato di casa.

    Forse mancherà il vociare intorno, quello che adesso ti stanca, la corsa dietro un treno che inciampa in tutte le stazioni, arrivare a sera stanchi, con borse gonfie e agende ingombranti.

    Forse delle notti la malinconia ruggirà come il lupo da cui un tempo proteggevi i pensieri dei figli, facendo delle tue braccia un nido, delle parole un porto.
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  • Le cose, vedile da dopo

    On: 25 Maggio 2015
    In: sproloqui
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    rami e fioriLe cose, vedile da dentro.
    Troppo facile girarci intorno, guardarle da lontano,
    sciorinare dettagli mandati a memoria
    esibire nozioni che son ciarpame
    che si spaccia per storia.

    Se parli di albero,
    sii la linfa che irrora il tronco,
    dell’ammalato impara la ferita.
    se parli di donna, sii il suo grembo
    quando è semina di vita.

    Non parlare di guerra come fosse cosa che sai,
    nominando terre armi divise,
    ragion di stato,
    se una volta non sei stato un corpo
    lasciato indietro
    e poi dimenticato.

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  • Ci sono giorni e canzoni che pungono

    On: 30 Aprile 2015
    In: sproloqui
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    mare

     

    Ci sono giorni e canzoni che pungono.

    Ci sono canzoni che dentro certe ore graffiano.
    Sono musiche che riportano indietro. Quando non eri donna ma zampettavi dietro la vita come un cane dietro il padrone. Aspettando bocconi. Certa che quelli migliori fossero ancora là in alto, in cima sulla credenza. Che adesso -gambe corte- non ci arrivi.

    Ma dopo. Dopo: vedrete!

     

    Indietro. Quando volevi entrare nelle tasche di tuo padre per non restare indietro.
    Negli occhi di tua madre, per non restare sola.

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  • Futura

    On: 23 Aprile 2015
    In: sproloqui
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    meduseMi sveglio da un lungo sonno. Dopo mesi sdraiata in spiaggia, mi bucano la pelle per riassemblare le ossa. Riparano le più malandate, mi riverniciano la pancia. Sento solletico. Sul fianco scrivono, con la vernice blu, Futura. Martellano, piallano, tamponano. Ci mettono giorni, forse settimane.
    Poi, una sensazione che credevo di aver dimenticato: l’acqua che solleva, mi culla, lascia strisce saporite di alghe e di sale. Galleggio e sorrido in uno scricchiolio di assi di legno.

    Ma dura poco: subito sento passi calpestarmi la schiena. Persone. Uno, due, tre, dieci, undici, dodici, trenta, cinquanta, settanta. Perdo il conto. Sono uomini, donne, bambini. Scalpitano, si pestano, mi pestano, si stringono, urlano, si spintonano. Non ho mai portato tutte queste persone insieme: è uno scherzo.
    Invece mi guidano lontano dalla spiaggia pietrosa d’Africa, a forza di strattoni sono in mare aperto con il mio carico umano: piedi, dita, capelli, bocche, ginocchia. La luce arriva dritta, e taglio l’acqua a prua con una mossa precisa. L’Equatore mi si disfa alle spalle, davanti la terra è un bisbiglio in un’altra lingua, più che all’approdo somiglia a una promessa.

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  • Da cosa ho capito l’amore

    On: 16 Marzo 2015
    In: lettera, sproloqui
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    sussurri

     

    Ho cercato ragione dell’amore nella mappa dei tuoi nei. Ti ho scoperto mentre dormivi e li ho uniti come fossero stelle di Cassiopea, a spasso per i cieli boreali. Li ho sommati ai miei e ho guardato in controluce se ne veniva un miraggio convincente.

     

    Per capire se è amore ho guardato dentro i tuoi occhi. Più a fondo, sono arrivata all’iride. Più a fondo, alle pagliuzze di luce che danno movimento al volto. Le ho contate per capire se bastano a salvarmi dal buio.
    Poi ho messo la mano sopra la tua, aperta, come in preghiera, per trovare se combaciano le strade del destino che avremo.

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  • Il mantra della donna che insegue i sogni

    On: 12 Marzo 2015
    In: sproloqui
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    sogni

    Grazie per le nostalgie che sempre verranno
    e come nuvole a coprire il sole
    ci daranno la gioia improvvisa,
    dopo un colpo di vento,
    di ritrovare luce.

     

    Grazie perché una donna vince l’uomo
    in forza di volontà
    e io -donna- resto solida
    sui passi che ho segnati davanti
    -impronte di terra-
    come la fantasia li traccia
    e li combina,
    districandoli e riconoscendoli nella matassa perenne
    di possibilità.

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  • Cuanta pasión

    On: 19 Febbraio 2015
    In: sproloqui
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    marzia civitillo foto

    La donna con lo scialle camminava come a scansare formiche. Un passetto in avanti, un passetto di lato. Evitava briciole. Aveva un affanno che le rendeva il respiro un soffio.

    L’uomo con la pipa le andava incontro, guardava un po’ su e un po’ giù, non poteva fissare gli occhi di lei, fatti come mandorle. Si incontrarono in mezzo alla pista mentre il grammofono cantava il valzer di Musetta. (altro…)
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