Giochiamoci il Jolly: Blog di Fioly Bocca

Prospettiva Nevskij (istanti rubati a #maggio2026)

On: 13 Ottobre 2026
In: istanti rubati
Views: 30
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14 maggio

Mi sono svegliata con il verso di una canzone ostinatamente piantato nei pensieri, anche se non lo ascoltavo da una vita. La pioggia zampettava sul tetto come un animaletto selvatico scappato alla notte e in macchina ho messo in loop la canzone che era venuta a trovarmi nei sogni.
Il mattino prima ero stesa in un prato, c’era un sole che andava e veniva e io ho chiesto un rumore che potessi riconoscere. Una richiesta strana, lo so. Mi sento sempre inopportuna, a fare queste richieste, anche se inopportuna non è la parola giusta. Eppure le faccio.
Ho chiesto: un rumore che io possa riconoscere.
Ne sono arrivati due. Il ticchettio di un vecchio pendolo che stava nella casa di montagna dei nonni. Il verso di un uccello che è nostro. Da bambina camminavamo nei prati rinverditi dalla tarda primavera e mi dicevi: lo senti?
Facevamo silenzio, un dito davanti alla bocca, l’eco tra le valli.
C’era qualcosa in arrivo, era chiaro. Bastava stare in ascolto.
Il tempo è ballerino e dal mondo arriva un vento virulento da cui mi schermo con un senso di colpa e uno di levità. Non posso fermare gli spifferi, e non credo di doverlo fare.
La pioggia ha ripulito l’aria dai pollini bianchi che coprivano la campagna di neve primaverile.
Ho nelle orecchie Battiato, davanti agli occhi San Pietroburgo e l’inconosciuta Prospettiva Nevskij; aspetto il maestro che mi insegnerà come trovare l’alba dentro l’imbrunire – che è difficile l’ho imparato già.
Se ascolto bene, c’è sempre qualcosa in arrivo.
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