Giochiamoci il Jolly: Blog di Fioly Bocca

500 RYT e nuove finestre (istanti rubati a #giugno2026)

On: 13 Ottobre 2026
In: istanti rubati
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8 giugno

Al termine di un percorso di altri due anni, mi sono diplomata insegnante di yoga avanzato (500 RYT). Ma questo è solo il modo più sintetico e meno preciso di dirlo.

Nella realtà sono stati altri due anni di studio -asana, meditazione, pranayama filosofia- di fatica, di condivisione e cuore che s’allarga. È stata una tesina pindarica che tiene insieme fisica, filosofia orientale, yoga e scrittura trasformativa.

Più di tutto, è stato un gruppo che sostiene. È stato un passo su un sentiero che non so precisamente dove porti. Quello che so, è che insegna a dischiudere gli occhi sulla Magia.

Suona esoterico o troppo fiabesco, ma no. La Magia che insegna lo yoga si regge su due fondamentali ingredienti: presenza e fede. Presenza come esserci qui, adesso; fede come spazio al sentire.

Non so bene dove passi il sentiero imboccato ma tra le ciglia afferro sprazzi di inconosciuto e piccolissime agnizioni. Non so dove passi, ma so che la direzione è quella di casa.

Grazie.

16 giugno

Luce di giugno sui monti.

Luce nuova: ci hanno cambiato le finestre. Adesso sono grandi, un pezzo unico, affacci sul verdazzurro che tiene insieme terra e cielo. Adesso sono occhi senza ciglia che guardano passare nuvole e uccelli.

Il paese si stiracchia, si scrolla di dosso il torpore, sui prati l’erba sfalciata manda nitido e inequivocabile l’odore preciso della mia infanzia. Di pomeriggi oziosi tra presentimenti e rincorse, di ginocchia sbucciate sulla corteccia del melo, di grandi imprese improvvisate su sentieri oscuri e lucentissimi, di baluginii tra le foglie alte del noce, la mia schiena tra l’erba, di piedi nell’acqua ghiaccia della fontana, di tutto che viene, di tutto in arrivo.

Il mio ciliegio è morto – ode a lui, ai suoi rami che mi hanno tenuta come braccia. La sua legna sarà fuoco che ripara dal freddo.

Intorno a quel che resta del tronco, erba nuova e fiori di campo festeggiano primavera.

Il paese rimane, ostinato: mai un’ombra di esitazione. La luce è sempre lei, la luce di giugno, eppure diversa, sempre diversa – e tutto è in arrivo, ancora e ancora. Tra rincorse e presentimenti.

 

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