Dicevamo di quello che mi ha sussurrato all’orecchio quest’isola brulla.
A dire il vero, la terza lezione me l’ha gridata con una certa prepotenza, guardate un po’.
A dire il vero, la terza lezione me l’ha gridata con una certa prepotenza, guardate un po’.
3) Non arrenderti alle difficoltà.
Banale, detto così, ma la situazione era piuttosto inconsueta. Ci siamo persi nel deserto fuertevenureno e ci siamo trovati davanti il muretto sassoso della foto. Impossibile tornare indietro causa auto (NO fuoristrada) in riserva fissa da un pezzo, con due bambini addormentati sul sedile posteriore sudati marci causa condizionatore spento per risparmiare gas.
Che abbiamo fatto? Abbiamo alzato la musica e incrociato le dita, invocando la fortuna dello sprovveduto. Ha funzionato. Al limite del miracolo, con una manovra da rellista Federico è uscito a tirar fuori la macchina dalla fossa e raggiungere, con le ultime esalazioni di benzina rimaste, un paese e un benzinaio (solo a quel punto di sono svegliati i bambini, beatamente ignari degli scampato pericolo).
Che abbiamo fatto? Abbiamo alzato la musica e incrociato le dita, invocando la fortuna dello sprovveduto. Ha funzionato. Al limite del miracolo, con una manovra da rellista Federico è uscito a tirar fuori la macchina dalla fossa e raggiungere, con le ultime esalazioni di benzina rimaste, un paese e un benzinaio (solo a quel punto di sono svegliati i bambini, beatamente ignari degli scampato pericolo).
4) Ritrova il piacere di camminare sola.
E non sullo stradone per andare in ufficio, no. In un posto nuovo, e vivo. Vorrei prima o poi fare un viaggio da sola, lo dico da sempre. Ma visto che questo non è proprio il momento, mi accontento di qualche ora rubata alla routine e alle gite di gruppo per riappropriarmi di quei pensieri rigeneranti e senza rumori di fondo che vengono fuori dall’andare solitario.
5) Porta in viaggio un libro di poesie.
Non ne avevo uno con me e ne ho sentito la mancanza. La prossima volta partirò attrezzata, sperando sia presto
Bisogna vedere quel che non si è visto,vedere di nuovo quel che si è già visto,
vedere in primavera quel che si era visto in estate,
vedere di giorno quel che si era visto di notte,
con il sole dove la prima volta pioveva,
vedere le messi verdi,
il frutto maturo,
la pietra che ha cambiato posto,
l’ombra che non c’era.
Bisogna ritornare sui passi già dati,
per ripeterli,
e per tracciarvi a fianco nuovi cammini.
Bisogna ricominciare il viaggio.
Sempre.
José Saramago
Continua













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