Giorni di sole rapiti a un autunno che smorza il verde, su un’isola lontana e lenta, fotografia sfocata di un mondo che non torna indietro.
Resteranno, sulla mia pelle, tatuaggi invisibili: i passi dei miei figli sulla battigia, a caccia di conchiglie, le risate vive e taglienti come ferite, la luce sguincia che naviga l’oceano, piante grasse e la loro tenerezza nascosta.
Ci sarà questo voler rubare tempo al nostro tempo- che mi resti accanto come un gatto che fa le fusa- e un sapore nuovo. E sogni lunghi come il pentimento. (altro…)
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Ci sarà questo voler rubare tempo al nostro tempo- che mi resti accanto come un gatto che fa le fusa- e un sapore nuovo. E sogni lunghi come il pentimento. (altro…)




Il mare gli risvegliava la percezione d’una vita anfibia, prenatale. Lo sentiva avvolgente come quel ricovero uterino, da cui s’era staccato tanto tempo fa, e dove avrebbe desiderato tornare. Morire, entrando nel mare. Così, forse, con la risacca, anche lui sarebbe riemerso da quell’inghiottitoio acqueo, sul bagnasciuga d’un’altra spiaggia, insieme ai sedimenti marini: i vetruzzi levigati, i pezzi di legno catramosi, i filamenti delle meduse. Fino a diventare una spora portatata dall’aria, che andrà a germogliare chissà dove, lontano








