Giochiamoci il Jolly: Blog di Fioly Bocca

  • Un po’ di sogni e uno che s’avvera

    On: 2 Marzo 2015
    In: il progetto, la mia vita e io, ovunque tu sarai
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    ovunque tu saraiNella vita fin qui ho avuto parecchi sogni. Un po’ come  tutti, credo.
    Eccone alcuni in ordine sparso:

     

    • sposare Fonzie. Avevo circa cinque anni quando ho costretto mia nonna a scrivergli un’appassionata lettera d’amore sotto dettatura, dove lo pregavo di aspettare che crescessi per poter salire all’altare insieme. Sull’indirizzo ho messo Per il signor Fonzie, America.
      Mia nonna mi ha poi confessato di aver lanciato la missiva sopra l’alta credenza in cucina. Sospetto stia ancora là.
      Incredibile a dirsi, non ho mai ricevuto risposta.

     

    • avere tanti figli e una famiglia. Questo lo desidero da che ho memoria e non mi posso proprio lamentare del risultato. Non sono riuscita a emulare, per numero di componenti, la famiglia Bradford, ma anche in quattro facciamo un bel casino lo stesso.

     

    • ballare insieme a Heater Parisi. La sola cosa che avrei potuto fare insieme a lei è la spaccata. Per il resto, nonostante una dozzina di anni di danza classica e moderna, sono l’esempio vivente del fatto che il senso del ritmo NON è innato. Sfido ad analizzare il mio caso chiunque sostenga che si possa educare.

     

    • fare la rock star. Il problema di cui sopra mi ha un po’ frenata anche qui. Sono stonata in modo imbarazzante anche quando fischietto sotto la doccia. Ho provato per un po’ a suonare la chitarra, ma quando mi mettevo a fare gli esercizi impazziva pure il metronomo e si suicidava lanciandosi dal tavolo.
      Peccato, sono certa che sarei stata un perfetto animale da palco. (Sì, ptrobabilmente scimmia urlatrice).

     

    • girare il mondo. Sono indietro con il piano (sembrava più piccolo visto sull’atlante a scuola) ma forse sono ancora in tempo per recuperare un po’.

     

    • pubblicare un libro. Questo era un sogno tanto grande che per molto tempo non ci ho nemmeno provato (a cantare invece sì, per la gioia dei vicini di casa). Ma proprio perché era così grande, a un certo punto dentro il cassetto non ci è stato più. Forse con il tempo è lievitato come la pasta madre e si è preso uno spazio che non ho saputo più contenere. Così ho dovuto tirarlo fuori e guardarlo bene in faccia: ci siamo piaciuti e ha fatto tutto lui. O quasi.
    Perché il libro l’ho scritto io, ma poi il sogno si è trovato una strada sua, se volete vi racconterò. Quello che conta è che ad aprile sarà nelle librerie (con Giunti Editore) e sarebbe bellissimo se arrivasse pure a casa di qualcuno di voi (anche tanti, non m’offendo).
    Magari è la volta buona che si accorgono che sono la sosia perfetta di Mick Jagger e mi chiamano pure a fare Pechino Express.

     

    Ah, si chiama Ovunque tu sarai, il libro.

     

    Il jolly è: leggetelo, dai!
    Lo trovate qui.

     

    e se ci chiudono la porta dei sogni siamo già morti (cit.)
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  • Istanti rubati a #febbraio2015

    On: 26 Febbraio 2015
    In: foto, istanti rubati, la mia vita e io
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    serata

     

    Febbraio è stato un mese per certi versi perfino simpatico. Per esempio, una sera, ci siamo inventati il carnevale. Per recuperare le feste che i bambini hanno saltato causa influenza, ci siamo travestiti, noi quattro e alcuni amici, e ce ne siamo andati in giro così.
    Orgogliosi della nostra sfilata handmade improvvisata.

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  • Istanti rubati a #gennaio2015

    On: 9 Febbraio 2015
    In: foto, istanti rubati, la mia vita e io
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    abbraccio di bimbi

     

    Gennaio è un mese adatto all’abbraccio. Scaccia via il freddo, illumina i giorni tirchi di luce.  A gennaio si sta senza distanze tra i corpi, in un appiccichio di pelle, per prendere esempio dalle bestiole nella tana, in letargo.
    È sempre buona cosa prendere esempio dalla natura.

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  • Emilio

    On: 26 Gennaio 2015
    In: la mia vita e io, viaggi
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    emilio e federico

     

    Mattino di gennaio in montagna. Un gennaio un po’ anomalo, a dirla tutta, che come clima ricorda più un marzo clemente. Dopo una buona colazione, Federico e io ci avviamo a scoprire i dintorni di Chamois. Sfidiamo una strada lastricata di ghiaccio, io batto un paio di culate,  nonostante il mio sangue montagnino, per via di stivaletti non proprio adatti a una spedizione antartica e l’amica Nikon che mi pencola al collo.

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  • Chamois: un regalo fatto di passi e incontri

    On: 19 Gennaio 2015
    In: la mia vita e io, viaggi
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    chamois, valle d'aosta

     

    Ci abbiamo preso gusto, Federico e io, a regalarci gite. Che sia Natale, un compleanno o una ricorrenza inventata, uno dei due impacchetta un biglietto, lo mette sull’albero, o lo nasconde in una scatola piena di carta. Quel biglietto dice: tempo insieme, da passare là. Questa volta, tempo erano un paio di giorni per noi due soli e era Chamois.

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  • Istanti rubati a #dicembre

    On: 14 Gennaio 2015
    In: foto, la mia vita e io
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    lucine

     

    Dicembre è fatto di momenti intimi, luci piccole. A lui non serve urlare per farsi sentire, parla a bassa voce, sussurra.
    Santa Lucia ci ha portato dolcetti e libri. Che altro desiderare? E se un bambino approfitta di papà addormentato sul divano per mangiare troppe caramelle di nascosto, la spiega così.
    “Mamma, lo sai perché a volte faccio il birbo? Perché il mio cervello gira fino al punto: Birbo”
    “E allora potresti tenerlo fermo sul punto: Buono?”
    “Non posso mamma, nel cervello c’è il sangue che gira e gira…”

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  • Un anno per dare

    On: 31 Dicembre 2014
    In: la mia vita e io, sproloqui
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    un anno per dare

     

    Del tanto che ho vorrei dare qualcosa.
    Vorrei che il desiderio per il nuovo anno, per una volta, fosse un’offerta.
    Sarebbe bello lo facessimo in tanti. Regalare un’ora di ascolto a qualcuno che abbia voglia di parlare.
    Un giorno di lavoro a un progetto da cui non guadagneremo nulla, per il gusto di regalo.
    Dare la mano a qualcuno che ancora non ce l’ha tesa.

    Vorrei regalare a un vecchio la risata di mio figlio, a mio figlio la saggezza rugosa di un vecchio.

    Se tornasse a questo mondo mia nonna, le farei ingrandire quella foto in bianco e nero di quando aveva vent’anni e tutti i capelli nerissimi e generosi.
    Se tornasse a questo mondo mia nonno, vorrei riportarlo al bosco dove andava bambino a giocare, a piedi nudi e sogni scalzi e interi.
    Peccato, averci pensato solo adesso.

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  • Un lento Natale

    On: 23 Dicembre 2014
    In: la mia vita e io, lettera
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    decorazioni

     

    Fermo immagine. Luci intermittenti sull’albero, candele accese, profumo di incenso, musica lenta. Fuoco nel camino, tepore. Tisana calda.
    Intorno, penombra.
    Dall’altra stanza: le voci dei miei figli che giocano.
    Fuori: notte e neve.

     

    Mi basta così. Questo Natale, mi basta fermare il tempo. Rompere le corse, gli affanni. Conservare.
    Trattenere tra le mani il bagliore di un giorno immobile. Perfetto come se si potesse incorniciare.
    Fare gesti piccoli: sfogliare una rivista o preparare un caffè in attesa di una visita. Incartare un pensiero e scrivere due righe.
    Gesti lenti, finalmente. Una nenia, un pomeriggio sul divano a raccontare storie. O ascoltarle, se qualcuno me ne volesse regalare.
    Aprire e chiudere una parentesi, e in mezzo, soltanto  silenzio.

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  • Istanti rubati a #novembre (con Instagram)

    On: 4 Dicembre 2014
    In: foto, la mia vita e io, viaggi
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    autunno

     

    Un novembre generoso, questo. Di colori, suggestioni, gite e perfino di pioggia. Di questa se ne sarbbe fatto volentieri a meno, però ecco, non si può avere tutto, dicono.

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  • Cose da mettere in valigia: occhiali da sole per i bambini

    On: 16 Novembre 2014
    In: la mia vita e io, ospiti, pupi, viaggi
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    Organizzare la valigia per un viaggio in Marocco con due bambini non è semplice, soprattutto se il tour passa tra città, mare, montagna e cenni di deserto. Insomma, ero certa che qualcosa avremmo dimenticato, e non ho tardato a scoprirlo: eravamo sbarcati da poche ore che, attraversando la piazza più grande di Marrakech, mio figlio si è coperto gli occhi con le mani: “Mamma, qui c’é troppo sole…” Chiaro: e gli occhiali? Chissà cosa succederà quando saremo tra le dune. Dunque è deciso: al ritorno mi attrezzo con gli occhiali da sole United Colors of Benetton. Infatti il brand ha ideato una nuovissima collezione di montature vista bambino davvero belle e al passo con i tempi. Mi è capitato di dare un’occhiata alla nuova collezione e li ho trovati interessanti perché mettono insieme l’estetica e l’affidabilità dei materiali. In particolare due modelli super-tecnici, uno da bambina e l’altro per i maschietti, sono un il perfetto connubio tra performance ed estetica. Il bi-iniettato, con cui sono realizzati i frontali, ha due densità diverse, rigido all’interno e morbido all’esterno, per garantire più comfort e stabilità. Le aste possono essere comodamente registrate, grazie all’anima in metallo, e i terminali sono in iniettato con una morbido inserto in gomma antiscivolo.

    Per proteggere i miei bambini dal sole, che non li tieni fermi nemmeno con la camicia di forza, ho scelto i modelli da sole unisex ispirati ai modelli per gli adulti degli anni ’80; un corposo iniettato nei colori pieni del fucsia, azzurro, nero, con una grintosa barra sul ciliare in colori a contrasto, confidando che l’occhiale antiscivolo sopravviverà alle loro corse rocambolesche. Tra l’altro, in questi giorni Lemuele compie quattro anni e la scelta del regalo è bella e fatta.
    Ed è un regalo anche per la mamma, visto che un occhiale United Colors of Benetton della linea bambino dà diritto a un buono sconto del 20% da utilizzare per gli acquisti sul sito benetton.com.
    Poi, non resta che programmare il prossimo viaggio, naturalmente in un luogo pieno di sole! Il jolly è: partire attrezzati.
    Articolo Sponsorizzato
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