Giochiamoci il Jolly: Blog di Fioly Bocca

  • Un anno per dare

    On: 31 Dicembre 2014
    In: la mia vita e io, sproloqui
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    un anno per dare

     

    Del tanto che ho vorrei dare qualcosa.
    Vorrei che il desiderio per il nuovo anno, per una volta, fosse un’offerta.
    Sarebbe bello lo facessimo in tanti. Regalare un’ora di ascolto a qualcuno che abbia voglia di parlare.
    Un giorno di lavoro a un progetto da cui non guadagneremo nulla, per il gusto di regalo.
    Dare la mano a qualcuno che ancora non ce l’ha tesa.

    Vorrei regalare a un vecchio la risata di mio figlio, a mio figlio la saggezza rugosa di un vecchio.

    Se tornasse a questo mondo mia nonna, le farei ingrandire quella foto in bianco e nero di quando aveva vent’anni e tutti i capelli nerissimi e generosi.
    Se tornasse a questo mondo mia nonno, vorrei riportarlo al bosco dove andava bambino a giocare, a piedi nudi e sogni scalzi e interi.
    Peccato, averci pensato solo adesso.

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  • Un’amica, il giro del mondo. E un regalo di Natale

    On: 17 Dicembre 2014
    In: ospiti, viaggi
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    senza meta

     

    Per Natale, vorrei fare un piccolo regalo a chi passa a trovarmi su queste pagine. Vorrei presentarvi una persona, se già non la conoscete, che è stata un regalo anche per me. L’ho conosciuta per caso, attraverso Facebook, grazie al suggerimento di un amico comune. Ho cominciato a seguirla e mi ha conquistata così profondamente, con il resoconto del suo giro del mondo, ancora ai primi passi, che le ho scritto. Senza un motivo, solo per dirle che, per quello che vale, io a distanza faccio il tifo per lei. Per il suo sogno bellissimo. Che è stato anche il mio, ma che non ho mai avuto il coraggio di inseguire davvero.
    Mi ha parlato di un’associazione che lavora in Nepal, per aiutare i ragazzi. Lei se ne è innamorata e ora sta cercando di dare una mano a quella che è diventata la sua nuova grande famiglia.
    Se vi va, leggete e condividete. Che qualcosa possiamo fare anche noi, anche da qua.
    E poi, seguite il suo viaggio (in fondo all’intervista vi dice come): vi assicurò che sarà un viaggio bellissimo.
    Grazie Marzia!

     

    1) Dicci qualcosa che ci aiuti a capire chi è Marzia.
    Ho 37 anni, sono nata a Milano da genitori abruzzesi e cresciuta ad Arese, un paesino di provincia.
    Architetto di formazione, clown per diletto e pellegrina per il mondo per scelta della mia anima.

     

    sm1

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  • I regali che ho avuto (e quelli che vorrei)

    On: 18 Aprile 2014
    In: la mia vita e io, lettera
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    obra di vallarsaIn paesino montanaro di cento anime non è detto che a Natale la Messa di mezzanotte sia proprio a mezzanotte. Poiché il parroco è uno solo per tutta la valle, deve girare di chiesa in chiesa, sperando che la neve non gli complichi ulteriormente la Vigilia.
    Quell’anno, la Messa nel mio paese era stata celebrata alle nove, nove e mezza o giù di lì.
    Quando è finita, lasciati alle spalle i cori di Tu scendi dalle stelle e il bagliore di tante candele, mamma mi ha fatto la proposta: perché nell’attesa di Babbo Natale non facciamo un giro con lo slittino?
    Non so quanti anni avessi, probabilmente tra cinque e otto, e non ricordo quanta incondizionata fede avessi ancora nella venuta dell’uomo vestito di rosso.
    Quello che ricordo perfettamente è il sapore di quella nottata.
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  • Concedi un’occasione al tuo cuore, con Amref (post sponsorizzato)

    On: 3 Dicembre 2012
    In: ospiti
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    Dei miei due parti ricordo ogni minimo dettaglio. Del primo, ho precisamente in mente la corsa in ospedale dopo la rottura delle acque: quel misto, mai provato prima, di emozione-curiosità-timore-commozione. E certo la paura non era all’ultimo posto, non sapendo che cosa mi aspettasse alla fine del corridoio del reparto maternità, dentro quella stanza misteriosa che è la sala parto. (altro…)

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  • Il lupo nero e un regalo di Natale

    On: 20 Novembre 2012
    In: ospiti
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    Alla nascita dei miei figli ho imposto una regola a tutta la famiglia allargata, una delle poche per cui non ammetto deroghe: il lupo nero non esiste e non sta in agguato nelle stanze buie ad aspettare i bambini disobbedienti.
    Mi sembra una cosa saggia, non voglio che i miei figli crescano con inutili paure. Ma arriverà il giorno in cui dovrò invece spiegargli che il babau c’è, ma non punisce i disubbidienti. Colpisce a caso, senza regola, e questo lo rende molto più terrificante.
    Può avere molte facce. Una delle più raccapriccianti è quella delle malattie infantili.

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