La difficoltà di avere figli è che non hai più soltanto il tuo corpo di cui occuparti. Hai un’estensione di te in giro per il mondo, completamente fuori controllo. Come un vecchio re che si vede moltiplicate le terre da governare.
Se hai due figli, ad esempio, il mal di pancia può succederti in tre pance diverse. Hai sei possibilità di inciampare e molte più di prendere un’influenza, per dire.
Forse per questo una madre vorrebbe tenersi i propri figli addosso, perché avere un corpo sparpagliato in giro mette agitazione. Forse per questo l’esercizio più difficile è imparare a lasciarli andare.


Ieri siamo tornati dalla montagna. Il mattino è cominciato con una nebbia che si smangiava l’orizzonte e dopo è venuta la neve – una neve ghiaccia e dritta ma fitta, potente. Abbiamo fatto una lunga camminata per trovare un amico che aveva a pranzo altri amici e ci siamo seduti nella cucina calda: brillava il fuoco dentro la stufa, il tavolo di legno senza tovaglia era apparecchiato con tre salamini, una bottiglia di vino rosso e piatti bian



Nei giorni che ho trascorso in Trentino, nel paese di mia madre, è successa la stessa cosa di ogni anno: almeno una persona ogni sette che incontro mi dice Come somigli alla tua mamma.
“Mamma, sei bella e sei anche incinta.”
Provo a ricordare il mio primo giorno di scuola. Avevo un grembiulino nero con il colletto bianco e i capelli lisci fino alle spalle tenuti indietro con le forcine. Credo fosse quella mattina che ho fatto delle foto in cortile, una sulle scale con Chicca, il cocker, una con la tartaruga Camomilla.






