Social Family Day, organizzato da MammacheBlog: l’ho scoperto un paio di settimane fa, per caso, navigando qua e là. E mi sono detta: sarebbe bello, buttarci un occhio. Solo che di due nanetti almeno uno lo dovrei portare con me. Non fosse altro perché lo allatto al seno e fare tutta una giornata senza di lui non è possibile, soprattutto perché non è pratico partecipare a una giornata di incontri e tavole rotonde con il tiralatte in borsetta. No, no, la trasferta sarebbe davvero troppo impegnativa, considerato anche che con la mia (dis)abilità spaziale e logistica trovare un luogo nella caotica Milano con pupo urlante di sottofondo al posto dell’autoradio diventa un’impresa titanica. Rinuncio, con dispiacere.
Poi però. Parlando con un’amica viene fuori che lei ci va sicuro. E allora sai che ti dico, amica mia? Che hai vinto una mamma blogger al seguito e con lattante a carico. Vedrai che bella avventura!
Sono proprio curiosa, a questo punto. Non vedo l’ora. Di partecipare ai MomTALK, di vedere se avrò il “coraggio” di affrontare palco e telecamera per raccontare il mio blog in 5 minuti. Che poi: cosa c’è da raccontare, se non che è il mio personale contributo all’entropìa in Rete? (O no? Ditemi di no, ditemi di no…).
Riflessione a margine. Questo mio Bodò non ha nemmeno due mesi: mica mi aspettavo di esserne così “coinvolta”, mica credevo di sentirmi blogger… E invece! Appena ho letto dell’opportunità di partecipare a questo raduno di mamme blogger mi è venuta la voglia di andare a curiosare, di avere per un giorno un ruolo “reale” in questa comunità fino a ora per me soltanto “virtuale”.
Ma soprattutto ho voglia di vedere le facce delle persone che leggo abitualmente, voglio vedere se le espressioni dei loro visi quando parlano somigliano alla punteggiatura dei loro post, se comunicano le stesse sensazioni. Se ridono proprio come sembra che ridano nelle loro fotografie, per dire.
Voglio vedere soprattutto se questo popolo al femminile ha davvero il coraggio di credere che un impegno piccolo ma coinvolgente come un blog sia una cosa che può cambiare un pezzetto del (nostro) mondo. Con l’incoraggiamento tra mamme (non è mai abbastanza), con la voglia di condividere, con l’ardore di credere anche in una nuova professione, in un nuovo modo di realizzarsi, in un momento cupo e complicato come questo.
O anche solo con la voglia di regalare un pezzo di sé e dei propri pensieri. Pare poco?
Quindi si è capito, no?: se la mia amica non ci ripensa il 9 giugno si va in gita a Milano!
Il jolly è: fingere di non sentire Federico quando mi dice che come io parteciperò al raduno di mamme blogger lui dovrà presenziare a quello di papà ad Amsterdam. Simpatico, eh?





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