Come mi piace, quando le giornate cominciano ad accorciarsi e il verde intorno si scolora un po’, riempiendosi di sfumature, come mi piace in questi pomeriggi lenti e ancora tiepidi di fine estate, immaginare orizzonti nuovi, abitudini rinnovate, taccuini immacolati tutti da riempire.
Però non perdo l’abitudine di fare progetti, che crescano rigogliosi e folti, in questa luce arrossata e sotto gli acquazzoni che si fanno più frequenti, a innaffiare il caldo con una sferzata di vitalità.
- un corso di foto cominciato lunedì (tenetevi pronti, v’ammorberò di scatti di dubbia qualità)
- un viaggetto rigenerante (dita incrociate fino al contorsionismo)
- riconquistare la forma psicofisica (per quanto possibile) dopo un periodo impegnativo
- collezionare nuovi stimoli (non basta mai: suggerimenti?)
- scriverescriverescrivere (fino a consumare falangi e figure retoriche)
Ma tenere accesa l’opzione “sogni” è indispensabile per non cadere nel letargo della ripetizione e dell’inedia.







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