Ho ripreso il lavoro dopo la seconda maternità da quasi tre mesi. Le giornate hanno accelerato i tempi, come in una giostra che cominci piano e dopo acquisti velocità, fino a stordirti in un giro tondo frenetico che ti prende la mano. Ti ritrovi assuefatta a un capogiro straniante, interrotto, con ostinata puntualità, dai fine settimana.
Le mezze giornate in ufficio si rincorrono rapide, a furia di riunioni, chiacchiere coi colleghi, ansie da precarietà che aleggiano sempre più pesanti, tra voci e smentite che rendono tesa l’atmosfera. Poi d’un tratto, in mezzo a questa corrente alternata di pensieri e impegni, un flash.
Un lampo che mi stordisce qualsiasi cosa io stia facendo, che mi sorprende come fosse la prima volta e mi stampa un’espressione ebete sulla faccia. Succedeva lo stesso quando, sui banchi di scuola, pensavo al primo amore.
Ma oggi è il sorriso dei miei bimbi che mi viene in mente, con dolcezza implacabile. Come se lo riscoprissi in quello momento, che sono madre, come quando ti capaciti d’improvviso di una cosa che ti pare troppo bella per essere vera.
Come quando ti svegli dopo aver sognato che qualcosa di incredibile ti è successo e in bocca hai quel gusto dolce di zucchero filato, quel senso di tepore carezzevole ed eccitante allo stesso tempo. Così mi succede, ma non è un sogno. Realizzo all’improvviso che i miei bambini esistono, a qualche chilometro da me stanno sperimentando le loro nuovissime vite, ne stanno saggiando la consistenza, inventando prospettive, immaginando incastri.
Mi scivolano davanti agli occhi quelle espressioni stupite e interrogative davanti ai piccoli misteri di ogni giorno: un suono buffo, l’acqua che scorre da un rubinetto, un gatto che scappa ai loro agguati.
Me li vedo lì e in un momento sono lontana anni luce dalla scrivania o dal vagone affollato del treno. Sono dentro la vita densa di mistero ritagliata al sogno: la mia nuova vita di mamma. Mi viene incontro sorridente e spensierata come fanno i miei figli quando rientro a casa. Che abbandonano i giochi e mi guardano innamorati, per regalarmi qualche istante di felicità purissima.
Il jolly è: lasciarsi rapire dalla bellezza piena di un’emozione.





Lascia un commento