La differenza sostanziale sta nel numero di zeri tra il loro conto in banca e il nostro.
Da cui una serie di differenze a cascata nell’approccio all’esistenza. Eccome alcune.
Noi: controlliamo il menu e scegliamo anche in base al prezzo. Al momento di pagare lo facciamo alla cassa, con discrezione.
Loro: scelgono evidentemente portate random, in numero di gran lunga superiore a quello dei commensali moltiplicato per tre. L’essenziale è che non manchi una spruzzata di tartufo bianco anche sul dolce e che in tavola ci sia almeno una di quelle bottiglie che il ristoratore conservava nella cassaforte della cantina.
La moda stagionale, ho notato, è quella di ordinare pesce fresco. In montagna. Sono gli stessi che sul lungomare di Portofino ordinano spezzatino di cervo e polenta alla valdostana.
Al momento di pagare si fanno portare il conto al tavolo e prima dell’arrivo dello stesso si premurano di appoggiare sul tavolo pezzi da 500 euro freschi di stampa.
Noi: le nostre tute da sci andavano di moda quando la Carrà cantava Com‘è bello far l’amore da Trieste in giù.
Le loro sono realizzate con materiali brevettati dalla NASA.
Idem i loro bambini, che si librano leggeri sulla neve nei loro vestiti sottili come carta velina, mentre i nostri annaspano goffi in tutone che li fanno somigliare alla versione mignon del Gabibbo.
Per non farci mancare nulla, mi sono accorta, arrivata in montagna, di avere i doposci distrutti. Volevo comprarne un paio qui, ma i più scarsi, in saldo, costano metà di una mia mensilità. Così ho affrontato la neve coi miei stivaletti cittadini, saltellando da una pietra all’altra per non inzupparmi fino al midollo.
Inutile dire che le donne intorno a me avevano scarponcini all’ultima moda, imbottiti di pelo di autentico yeti tibetano.
Noi: Federico e io ci alterniamo ai giochi coi bambini. Sali col bob, scendi col bob, salta sul gonfiabile dei puffi, acchiappali al volo sullo scivolo quando si buttano di testa, arrampicati sulla pista, sputa nell’ennesima salita l’ultimo perzzettino di bronco incastrato tra gli incisivi. Etc. etc.
Loro: delegano tutto alle tate. Le madri e i padri, tutt’al più, orchestrano i giochi da lontano, prendendo il sole o chiacchierando amabilmente attraverso all’iphone (temo che qualsiasi marca diversa da Apple fosse illegale e perseguibile per legge).
Credo che la gara non dichiarata fosse avere la baby sitter che arriva dall’angolo di mondo più remoto, capace di parlare ai bambini in almeno 8 lingue e 17 dialetti locali.
La conservazione telefonica più mesta che mi è capitato di sentire è stata: Sto sciando a cervinia, mi serve un’assicurazione su-bi-to.
Immagino che all’altro capo del telefono ci fosse il maggiordomo.
Ho avuto la riprova che i ricchi non mi stanno antipatici in quanto ricchi, ma in maniera direttamente proporzionale alla loro smania di ostentare l’ingombrante voluminositá del portafogli.







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