C’è un attimo, dentro ai sogni che si fanno di notte, che una parte di te prende il sopravvento sul resto e decide il salto. Da un ponte, forse da una nuvola, a volte fuori dal letto o dentro un bacio.
Lí si apre una strada -e franano le altre. Lì ciò che sei si reinventa, quello che non scegli di essere muore.
Nel sogno non importa quanto sia profondo il salto, quanto sia lunga l’apnea o pericolosa l’impresa: all’occorenza germoglia un paio d’ali, si gonfia sulla schiena il paracadute e anche se ti sfracelli al suolo – come in un videogame – spunta un’altra vita.
Nella vita di giorno (o anche di notte, ma comunque quella che si vive a occhi aperti) è più difficile: qualcuno, dentro, dice Salta. Un altro, a fianco, dice Resta. Un altro ancora – una voce più quieta – dice Meglio guardare il burrone più in là.
E ancora: Buttati mercoledì
Meglio in dicembre
L’ideale sarà l’anno venturo.
Ci sono pochi appigli, oggi è troppo freddo, non hai le scarpe giuste.
E si rimanda. Poi il cielo cambia, le voglie sfumano, la strada vecchia si fa più confortevole a ogni passo, e meno faticosa.
Si rischia di restare, di non andare mai a vedere se quella voce folle che nel sogno urlava non aveva per caso ragione a lei a dire Prova, a dire Cambia, a dire Adesso!
È un peccato, se ci pensi bene: non ballerai mai dentro un altro vento.
E magari chissà: forse un paio di ali sarebbe spuntato davvero.
Il
jolly è:
Solo inseguendo un sogno si disubbidisce con saggezza. (
Devis Bellucci)
Ps questo post è dedicato a un amico, lui il salto lo ha fatto sul serio: fuori dal sogno e dentro il suo sogno.
Che sia un volo bellissimo!
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