C’è questa iniziativa carinissima, promossa da Mamma Felice: lo scopo è in breve quello di allargare il cerchio delle conoscenze tra blogger. Un po’ come andare al bar in qualche occasione speciale, quando tutti sono invitati a portare gli amici, per farsi una chiacchierata “allargata”. Si fanno le presentazioni, scattano simpatie (e antipatie, perché no), si scoprono interessi comuni e passioni nuove. Bello, no?
Allora visto che quest’estate non farò grandi viaggi (ahimè), partecipo molto volentieri a questa caccia al tesoro. La prima “tappa” è: auto presentarsi. E qui cominciano le grane, perché io mica so bene cosa raccontare di questo mio piccolo orticello che è Bodò. Mi ci sono affacciata da pochissimo, su questo mondo fatto di parole, immagini ed emozioni.
In realtà Bodò nasce senza obiettivi precisi se non quello di condividere. Nasce da un’esigenza mia di narrare, di mettere nero su bianco qualche pezzo della mia vita. Che poi quello che ho sempre amato fare è giocare con le parole. Mi sembra che si possa mettere qualche cosa in ordine, scrivendo, se non altro dentro alla mia testa. E intanto cerco di raccontare le tappe di crescita dei miei bambini, e le mie da mamma.
È nato tutto per gioco, ma è già capace di regalarmi emozioni, questo mio piccolo universo virtuale. Perché quasi mi commuove, che ci siano persone che, anche solo una volta ogni tanto, si prendano la briga di venire a vedere cosa ho scritto di nuovo. È una roba mica piccola. È qualcuno che ha voglia di conoscere i MIEI pensieri. Cavolo, che bello!
Io non lo so, se e quale sia un buon motivo per seguirmi. Non so rispondere. C’è tanto di me qui dentro, per ora posso regalare solo questo. E, a breve, qualcosa per i più piccoli: sta per nascere uno spazio nuovo nuovo tutto per i piccini. Tornate a vedere?
Gli incontri, ne sono certa, non sono mai casuali. Chiunque ripasserà di qui avrà certamente qualcosa da donarmi e, spero, da guadagnare. Anche solo un sorriso.
Consigli di lettura (per conoscerci un po’):
Quello che i numeri non dicono
Arcobaleni inventati: i colori dei bambini
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