Giochiamoci il Jolly: Blog di Fioly Bocca

è che la luce (istanti rubati a #novembre2022)

On: 12 Dicembre 2022
In: la mia vita e io
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3 novembre
Misteriosa è la vita del capriolo. Ombra che s’addensa ai margini del campo visivo, rumore di foglie e sterpaglie, due salti:sparito. Ma è ancora qui, dietro un dirupo, una curva, un tronco ingobbito: è vicino. Camminare nel bosco è allenarsi a guardare.
Ma, più di tutto: allenarsi a vedere anche quel che scompare.

4 novembre
A volte sembra proprio difficile far succedere le cose come le vorresti. Ti ingegni, ti arrovelli, insisti, riprovi, riparti, ancora e ancora. Ci sbatti la testa, il muso, l’ego. Niente da fare. Quello che stai cercando non arriva. Poi, basta alzare gli occhi, guardare dove stai andando. Camminando a testa bassa ci si dimentica di farlo.
Davvero la volevi, quella cosa?
Davvero ti serviva?
O era forse quello che gli altri si aspettavano che tu volessi?
Quasi sempre, la risposta chiarisce il risultato. Guardati dall’alto, guarda dove sei, un puntino che si muove sul sentiero.
Abbi fiducia nella saggezza del sentiero.

10 novembre
Persone chiamano altre persone carico residuale.
Eppure le parole hanno un loro peso – hanno suono, anima, intenzione.
Non dicevano che è di tutti il cielo la terra il mare il temporale il solleone?
Io dico che qui si è perso il senso, in mezzo a tante cose futili.
Lo cerco dove posso, con riti semplici, probabilmente inutili.
Trovo solo risposte ingenue, che non interessano a nessuno.
La più facile è: Sì, terra, mare, cielo sono di tutti, e non solo di qualcuno.

15 novembre
Sotto cieli altissimi
mossi dal canto muto delle sirene
sparpagliamo i giorni.
Un filo invisibile li inanella come grani – vedremo, domani, la forma che li tiene insieme.

16 novembre
In un libro che mi sta piacendo moltissimo, l’analista dice alla protagonista che le madri non dovrebbero avere bisogno dei figli.
Ci ho pensato su parecchio, e probabilmente ha ragione. Eppure sono 12 anni – e i nove mesi prima, e tutto il tempo passato a maturarli e desiderarli, quei nove mesi e quel che ne è conseguito…
Insomma, dicevo, a me sembra che sia da tutta la vita -la mia- che ho bisogno di te.
Auguri amore mio grande, che senza te non sarei più io.

17 novembre
(Pulizie d’autunno)
Dentro giorni di attese e incastri acrobatici quello che mi serve è rimettere ordine.
Ricollocare una speranza, spolverare un sogno che è lì da un po’, per vedere se mi somiglia ancora. Riordinare lo scaffale dei vecchi rimpianti, buttare quelli che non servono più. Di quelli che restano, prendere solo quanto serve e riciclare le intenzioni, ricalibrare i Vorrei.
Sverniciare certe antiche convinzioni per vedere cosa c’è sotto. Areare.
Riappaiare domande e risposte senza che debbano per forza combaciare.
I vecchi errori: trattarli con cura e seminarli qui e là per vedere se cresce qualcosa di buono.
Mettendoli insieme, magari, giocando di innesti, potrei capire che non erano poi solo errori.Concimare con autoindulgenza e immaginazione.
Reimpostare il navigatore emotivo, dopo essere stata almeno un giorno sotto un albero a respirare: è davvero là che mi interessa arrivare?
Nutrire l’intuito con silenzi e vuoto e stanze per me, e luce lunare. Lasciare che esca dalla scatola dove lo ho relegato, si stiracchi per bene e si metta a marciare. Che scelga il sentiero.
Adesso, gli dico: Vai tu, per favore. Fai strada.

18 novembre
È che la luce si infila tutto dove può. Tu falle spazio.




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