Ho fatto due pupi e ancora credo di non aver capito come ci si occupa di un neonato. O meglio, dal bersagliamento di consigli (spesso non richiesti), suggerimenti e ammonimenti che più o meno tutti si sentono in dovere di offrirti –dall’esperto in tv, al signor tuttologo, al lattaio che da bambino ha allevato due criceti- io ho ricavato una ricetta personalissima e lacunosa.
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Lo zen e l’arte della manutenzione del neonato 1
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Post per un podio
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Questa domenica non lasciava presagire nulla di buono. Nel senso che c’era questa garetta di ragazzini a cavallo da andare a vedere, che è anche una cosa divertente in genere. Ma non se ci vai con due piccolini troppo stanchi a causa di un week-end più impegnativo del solito. Non se mentre sei in auto diretto al maneggio che organizza la manifestazione il cielo di apre e mantiene tutte le promesse metereologiche (sempre così, quando speri che non ci azzecchi): e piove. Ma piove davvero, goccioloni proprio, mica quell’acquetta primaverile che di tanto in tanto spruzza appena i prati. -
Social Family Day for dummies
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Social Family Day, organizzato da MammacheBlog: l’ho scoperto un paio di settimane fa, per caso, navigando qua e là. E mi sono detta: sarebbe bello, buttarci un occhio. Solo che di due nanetti almeno uno lo dovrei portare con me. Non fosse altro perché lo allatto al seno e fare tutta una giornata senza di lui non è possibile, soprattutto perché non è pratico partecipare a una giornata di incontri e tavole rotonde con il tiralatte in borsetta. No, no, la trasferta sarebbe davvero troppo impegnativa, considerato anche che con la mia (dis)abilità spaziale e logistica trovare un luogo nella caotica Milano con pupo urlante di sottofondo al posto dell’autoradio diventa un’impresa titanica. Rinuncio, con dispiacere.
Poi però. Parlando con un’amica viene fuori che lei ci va sicuro. E allora sai che ti dico, amica mia? Che hai vinto una mamma blogger al seguito e con lattante a carico. Vedrai che bella avventura! -
Arcobaleni inventati: i colori dei bambini
“Di che colore è questo? Giallo come?”
“Come il sole”
“Questo è blu come?”
“Il mare”
“Bianco come?”
“La neve”Li insegniamo così, i colori ai bambini. Facili, diretti. Il verde ricorda i prati brillanti della primavera, il marrone le castagne che pesano sugli alberi in autunno. Semplifichiamo per loro una realtà così ricca di sfumature perché noi stessi abbiamo paura di naufragarci dentro.
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Auguri, mamma
Auguri mamma. Per le notti di Natale in giro con la slitta. Per le uova colorate a Pasqua, perché ci siamo arrampicate su tutti gli alberi di Obra. Perché mi piace come sono, con il cuore di montanaro e i pensieri di donna.Per la neve che mi mandi in inverno a dirmi che tutto va bene.
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L’unica cosa nell’ultimo giorno del mondo
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Prima di scrivere sul blog, la maggior parte dei post li annoto su un block notes. Non perché io sia irrimediabilmente grafomane, o non solo, ma perché in questo periodo Eliandro vuole vedermi accanto a sé. Così ci accoccoliamo tutti e due sul divano (o tutti e tre, con Lemuele) e nella maggior parte dei casi lui se ne sta buono. A guardarmi e “sentirmi”. -
A piccoli passi
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Bocciata agli esami del sangue
Missione del giorno: sottopormi a prelievo del sangue. Nella comoda cittadina di Chivasso, a soli 25 chilometri circa da casa. Difficoltà: due pupi da portare con me.Sveglia puntata alle ore 6.30. Dopo un rapidissimo pit-stop in bagno per aggiustare l’aggiustabile, dopo aver racimolato i vestiti sapientemente sparpagliati la sera prima per casa e trascurando –vista l’ora- qualunque orpello o vezzo che possa vagamente risollevare la mia già compromessa immagine, parto con la sveglia dei pupi.
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Quel mazzolin di sedani
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Pupi e papi
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Quando i papà si avvicinano ai propri pargoli per cambiare loro il pannolino, pur con tutta la buna volontà, riescono a vivere l’impresa come fosse un compito degno di un atleta olimpionico con basi da ingegnere aeronautico e qualche abilità presa in prestito da Houdini. Del resto, qualche dote del celebre mago di sicuro ce l’hanno: riescono sempre a far scomparire i pannolini al momento del bisogno (ma solo alla propria vista, perché i pacchi Pampers&affini sono al posto di sempre), a imbalsamare il piccolo come fosse pronto per essere spedito in un altro continente e a usare la maionese anziché la Pasta di Fissan.







