Erano passati più di due anni dall’ultima volta che mi ero allontanata da casa senza i nani. Ovvero, non era più accaduto da dopo la loro nascita. Invece la settimana scorsa Federico e io abbiamo piazzato i bimbi uno per nucleo di nonni e siamo fuggiti in montagna per ben 3 giorni e 2 notti.-
Gita per due
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Erano passati più di due anni dall’ultima volta che mi ero allontanata da casa senza i nani. Ovvero, non era più accaduto da dopo la loro nascita. Invece la settimana scorsa Federico e io abbiamo piazzato i bimbi uno per nucleo di nonni e siamo fuggiti in montagna per ben 3 giorni e 2 notti. -
Avventura nel Paese dei balocchi
In times like these
in times like thosewhat will be will be*Germania del nord, Colonia, notti lunghe con cieli spumosi come il latte macchiato che fanno qui, costruzioni moderne di vetro e acciaio che si incastrano tra le enormi cattedrali slanciate verso l’infinito, di pietre vecchie e grandi vetrate.Read More -
Prima di partire per un (breve) viaggio
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Quando devi partire per un viaggio non importa che sia di due giorni o due mesi, conta che per un numero imprecisato di ore abdicherai da tutte le tue abitudini.
Non importa quanta strada farai e con quale mezzo -auto, barca, aereo, bici, risciò – importa che devi preparare una valigia o qualcosa che gli somigli e che dormirai in un letto che non è il tuo. -
Gli elementi dei miei viaggi (post visionario)
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TERRA – Marocco
Chilometri di terra. Dopo chilometri di terra. Dopo chilometri di terra.
Terra declinata in sabbia, in fango, in melma, in case, in argilla, in sassi.
Terra declinata in terra.
Riarsa dal sole e raggrinzita come la pelle di un vecchio contadino, come le mani legnose di un artigiano di mille anni.
Terra che non ha nome in questo luogo di nessuno che non trova posto in nessuna mappa, che si stende al confine del nulla nel deserto marocchino.
Solo di tanto in tanto, un miraggio di cammelli all’orizzonte, poi una macchia di colore: terra declinata in ceramica. Colorata come un carnevale. Fatta dalle mani sagge di artigiani che, sicuro, sono qui da sempre.
È bella questa fetta di mondo. Fatta di terra da calpestare a piedi nudi. -
Sapore di sale, sapore di mare
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Avrei pianto volentieri e forse l’ho fatto. Dev’essere successo nell’ultima mezz’ora, dopo un paio trascorse in auto alla disperata ricerca di un –bip- di parcheggio, e dopo aver setacciato ogni angolo di costa ligure con la pedanteria di un cercatore d’oro.
Sì, doveva essere l’ultima giornata al mare della stagione, una roba mordi e fuggi che io non amo molto (vorrei perlomeno riuscire a fare un bagno che mi dia il tempo di inumidirmi), ma che col mio moroso sono la norma in questo periodo (ovvero durante tutto l’anno eccetto novembre: momento poco adatto per le gite fuori porta). Sempre meglio di, dice il saggio. -
Di nuovo qui
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Diciamocelo, è stato un po’ il viaggio della speranza ma ne è valsa la pena. Perché i quasi 400 chilometri che stanno tra casa e la nostra meta in Trentino possono trasformarsi in un pomeriggio di puro terrore con due nani scalpitanti a bordo e la canicola di un dopo pranzo a fine luglio (unico momento in cui i bambini dormono sicuro). -
Scatto di un momento perfetto
In che mondo che semo arrivai, ciò, ghe le tase, le spese. Zè dificile.
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Sento questo vocio di sottofondo, mentre me ne sto sdraiata al sole del tardo pomeriggio davanti a una malga sul confine tra Trentino e Veneto. Accanto a me c’è Eliandro che traffica e borbotta, devo solo stare attenta che non si mangi l’erba (è decisamente onnivoro in questa fase, sì). Poco più in là Lemuele e Federico inseguono farfalle. -
(Altro che vacanze) l’altra me vive in India
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Quasi ora di vacanze. Ma non per me. Bè, qualcuno potrebbe obiettare che sono in vacanza da mesi, visto che sono in maternità, ma è vero solo in parte. Un po’ perché le giornate con due nanetti di 18 e 5 mesi non sono proprio come quelle (ormai sbiadite nella memoria) trascorse a sorseggiare cocktail sotto l’ombrellone coi piedi a mollo. E un po’ perché per me vacanza = partire. E da questa equazione non si scappa. -
Paese che vai, colore che trovi
Vivo in un bel posto, sono a casa in maternità e posso stare coi miei bimbi, ho una bella famiglia e le mie giornate sono faticose ma appaganti, che in fondo anche l’imprevisto ha il suo perché. C’è una sola cosa che mi manca come l’aria che respiro: viaggiare.
Non nel senso di una vacanza o roba così. No, proprio vorrei mettermi uno zaino sule spalle, comprare una buona guida e poi consumarmi le scarpe e gli occhi a forza di vedere cose nuove.Mi manca così tanto, esplorare, che sento come una nostalgia nascosta, che pungola e pizzica ogni giorno un po’.
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Così accettare l’invito di Viaggi e Baci e scegliere qualche foto di viaggi fatti mi è sembrato un buon pretesto per tuffarmi con la memoria in quei panorami rubati al tempo con un click.






