Giochiamoci il Jolly: Blog di Fioly Bocca

Ai miei figli

On: 18 maggio 2017
In: lettera, sproloqui
Views: 850
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operaSe quello che vi lascio
è una terra sfatta e sfranta da battaglie,
come un letto che non si ricompone mai;
se vi lascio una grandine di parole venute a scardinare
il vento,
a tarlare
un silenzio che non ascolta più nessuno,
venute a bestemmiare il fuoco
e consacrare il fumo.

Se quello che vi lascio è un diavolo
che chiede soldi per costruire muri
che baratta anime in cambio di confini,
e chi dovrebbe fare ponti
non conosce la misura,
né l’equazione elementare:
una vita vale una, senza sconti,
ed è sempre da salvare.

Se vi lascio voci e voci inascoltate
voci sfiatate di cui è rimasta un’eco,
voci mute, arse, frantumate,
e i corpi gonfi che le hanno liberate
affastellati come sabbia sul fondale.

Se vi lascio mani perse nelle tasche
di chi guarda e pensa Che ci posso fare,
perdono, figli, per questo mondo
-storto, zoppo, disassato-
che non ho capito e
che non so aggiustare.

Ci ho provato con le storie della sera
le parole rassicuranti e un po’ inesatte:
il gigante cuore grande
salva il regno e sempre in tempo,
mentre l’empio, il ciarlatano, il traditore se la batte.

Perdono, se potete,
se ho trassato un po’
se ho giurato che i lupi qui non possono arrivare.
Era per cullarvi,
era per farvi dormir bene,
era per farvi innamorare.

A mia discolpa posso dire
che ho barato per amore solamente:
che se non si stana un po’ di buono in mezzo al marcio,
-da che mondo è mondo-
non si aggiusta niente.

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2 Responses to Ai miei figli

  1. Anna ha detto:

    Bellissima cara! Mi hai commosso!
    Un abbraccio.
    Anna

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