Giochiamoci il Jolly: Blog di Fioly Bocca

Nostalgia e un vecchio baule

On: 9 Ottobre 2014
In: la mia vita e io
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obra di vallarsa (TN)

 

Ci sono luoghi dove è più facile avere nostalgia.
Io che sono una professionista del settore lo so bene. Io che prima o poi, una laurea ad honorem me la daranno, in nostalgia.
Ci sono posti in cui la vena melanconica pulsa come una ferita nuova; e sono i posti in cui, se scavi un po’, trovi le tue radici. Possono essere quelle nebulose dell’infanzia o quelle surreali di adolescenza e prima giovinezza. Oppure, come capita a me tra i monti del Trentino, tutto questo e molto altro ancora.

 

In quelle strade ogni pietra ha un nome, ogni sasso nasconde la traccia di una lacrima caduta in disparte, un sorriso lasciato in bilico tra l’erba e le violaciocche. Un pensiero custodito come un seme nella terra; tu hai scordato di averlo fatto, quel pensiero, tanti anni fa, ma adesso un bel girasole selvatico ti ricorda che lo avevi lasciato lì.

Perché gran parte di quello che sei dipende anche dalle cose abbandonate qui. L’altalena monocorda che avevi da bambina, appesa al ramo del ciliegio, ti ha regalato la voglia di staccare i piedi da terra e vedere il prato da un’altra prospettiva.
La casa sull’albero ti ha fatto amare “Il Barone rampante”, letto molti anni dopo.
La prima Ceres bevuta a sorsi brevi ti ha mostrato un mondo barcollante, da esplorare a morsi, in quella notte d’agosto sulla strada nera d’asfalto tiepido.

 

Chissà se il mio smisurato amore per le lettere non venga dal vecchio baule in soffitta. Una soffitta che aveva un buco al posto della finestra; un buco dritto contro il cielo e con tutto l’azzurro che invadeva la stanza, ubriacandola di luce. Quel baule pieno di cartoline, quaderni e lettere scritte fitte raccoglieva segreti e tesori di qualche generazione, e mi attraeva con forza invincibile. Salivo le scale di legno in punta di piedi, aprivo il chiavistello grosso come un pugno e mi perdevo tra carte ingiallite, foto sbiadite in bianco e nero, calligrafie sconosciute da decifrare.

 

Mi perdevo tra i pensieri d’altri, e gli occhi se ne andavano in giro attraverso lo straccio di cielo blu che s’intrufolava dal buco.
Cose così, che adesso è bello ricordare.

 

Di certo so che tutto, ogni cosa che ritrovo qui, è parte del mio dna.
Carne, sangue, sogni.
Parole.

 

Il jolly è: Roberto Cotroneo in difesa dei nostalgici:

La nostalgia è una forma per preservare l’identità psichica, tenerla unita, come una fascia che impedisce al proprio Io di disgregarsi.

 

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One Response to Nostalgia e un vecchio baule

  1. […] Nostalgia e un vecchio baule di bbodo, perché anche io ho una vena nostalgica non indifferente, e quando ritorno a casa, e […]

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