Giochiamoci il Jolly: Blog di Fioly Bocca

Un cavallo per amico

On: 14 Settembre 2014
In: lettera
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champy

 

Ho avuto un cavallo per amico. Che veramente era una cavalla.
Quando frequentavo il maneggio parecchi anni fa, molto prima di fidanzarmi con il suo proprietario, vederla vagabondare libera intorno a casa, è stata una delle cose che mi ha fatta innamorare di quello che poi sarebbe diventato il luogo che abito.
Potevi arrivare a qualsiasi ora del giorno e della notte e la trovavi lì, intenta a brucare nel prato accanto al portico. Tranquilla e placida, come un cane fedele che ti aspetta a ogni ritorno.

 

Perché lei, a differenza degli altri quadrupedi residenti al Pom Granin, aveva i privilegi che vengono dalla vecchiaia e da anni di onorato servizio. Ne aveva portati a centinaia, di grandi e piccini sulla sua groppa.
Così, negli ultimi anni, poteva girare dove voleva, ficcanasare dappertutto, e capitava spesso che si sgranocchiasse le pagnotte -servendosi direttamente dal pacchetto- che avevi distrattamente dimenticato sul tavolo in cortile.

D’estate poi se ne andava per un paio di mesi in villeggiatura, perché i troppi insetti che stanno da noi non le tormentassero il meritato pensionamento. È stato un cavallo così, più amato di tante persone.
È morto una domenica di agosto; aveva 41 anni. La notte prima, mentre noi eravamo tutti impegnati nella festa dell’estate, quella che facciamo ogni anno in quel mese, lei si è intrufolata nella stalla -pareva avesse braccia e mani vista l’abilità- per uno spuntino notturno, per festeggiare con noi.

 

Il giorno dopo è venuta a sdraiarsi per l’ultima volta in cortile, dove stavamo pranzando. Ha rifiutato di alzarsi, pareva chiedesse Vi prego, fatemi andare.
Intorno a lei, una decina di persone con gli occhi lucidi. Chi le sistemava una coperta sotto la testa, chi le asciugava la fronte e gli occhi con un panno. I miei figli hanno preso un cuscino e si sono accomodati in terra per carezzarla.

 

Con il suo corpo tutto spigoli ci ha salutati così, facendosi lisciare il manto consumato dagli anni e dalle scorribande attraverso i campi.
Champagne è morta il 24 agosto: il compleanno della mia mamma. Ho detto ai bambini che la nonna l’ha chiamata lei, che era il suo turno di cavalcare attraverso le nuvole.
E ci credo pure io, che se la stanno spassando lassù, che adesso anche mamma ha imparato a galoppare. Grazie alla pazienza della nostra amica dolcissima.

 

Grazie Champy. Ciao.

 

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