Giochiamoci il Jolly: Blog di Fioly Bocca

La crisi vista da lontano

On: 6 Novembre 2013
In: scienza&fantascienza
Views: 2121
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bbodo_isladelobos_A volte allontanandosi dal luogo in cui si vive si vede meglio, paradossalmente, la sua situazione. Mi è capitato durante questa vacanza alle Canarie; ripensando agli italiani che ho incontrato e ho fatto caso al fil rouge che lega i loro racconti (perché comunque siamo italiani e la favella non ci manca).
La prima coppia l’ho incontrata il secondo giorno sull’isola. Eravamo tutti al parcogiochi a seguire le evoluzioni folli degli intrepidi e lei (peraltro una delle donne più belle che abbia mai visto) mi ha raccontato le loro vicende: imprenditori milanesi, hanno definitivamente detto addio, da un paio di mesi, a questa Italia che li ha disamorati e dissanguati e hanno deciso di tentare la suerte a Lanzarote. Mica facile, con un bimbo poco più che treenne che la sera lo piglia la nostalgia della sua stanzetta.

 

In un ristorante chiacchiero con una donna di Firenze che sta sistemando le piante. Parliamo del miei bimbi e mi dice che ha due figlie (la più piccola di nove anni) in Italia, e che le ha lasciate da sei mesi per cercare lavoro. Deve essere dura, dico io. Sì, ma non c’è scelta. La mia ragazza maggiore è venuta a trovarmi qualche settimana fa, io non ho tempo di tornare, troppo lavoro qui. E un sorriso rassegnato.

 

Un’altra ragazza in un negozio di souvenir. Romana, non trovava nulla per sbarcare il lunario. Qui ha uno zio e lo ha raggiunto.
Poi un’altra coppia di connazionali in spiaggia: sono piemontesi, hanno due figlie e sono in vacanza. Lui lavora, lei è disoccupata. Solo lavoretti saltuari, mi dice.
Altra coppia, giovane e pimpante, si parla, questi due certamente avranno un lavoro soddisfacente… Infatti sì : in Scozia. E va benissimo, nulla di meglio di una formativa esperienza all’estero. Il problema è uno, come ha sottolineato la donna toscana: in molti casi non c’è scelta. O meglio, tocca decidere tra arrancare e far la fame vs. lasciare tutto e ricostruirsi da un’altra parte. E le Canarie non sono il Paese dei Balocchi. Solo che meno tasse, costi e prezzi minori, un buon clima, e alcuni settori in espansione offrono qualche possibilità in più.

 

Questo è lo spaccato di Bel Paese che mi è capitato di vedere da là.
Poi al telegiornale senti dire che la gente si lamenta della crisi ma non rinuncia ai viaggi all’estero: sì, a lavorare.

 

Il jolly è: non abituarsi a pensare che questo sia quello che ci aspetta. Va bene fare i conti con la realtà, ma non dimentichiamo che meritiamo MOLTO di più.

 

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9 Responses to La crisi vista da lontano

  1. gab ha detto:

    appunto…spesso non c’è scelta….non è certo per vizio, per piacere che molti miei amici hanno lasciato la loro terra. Ammiro il coraggio e la forza d’animo di queste persone, la capacità di mettersi in gioco da grandi, perchè ormai sono anche i grandi che partono, non solo i giovani appena laureati.

    • Fioly ha detto:

      sì, proprio così. un conto è avere appena finito gli studi e lo spirito giusto per “cercare fortuna”. un conto dover sradicare o lasciare la famiglia per non fare la fame… sono queste, le storie che fanno male.
      un abbraccio

  2. Lazyfish ha detto:

    Io sogno di trasferirmi negli Stati Uniti,ma non sono ancora così disperata da abbandonare la famiglia…certo che se una arriva a lasciare i figli perchè non trova da lavorare,mi pare abbastanza disperata :/ poverina!!!

    A fish-flavoured apple

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  3. Duda Tissa ha detto:

    La donna di Firenze che sistema le piante e lascia le figlie in Italia mi fa pensare ad una mia ex collega ucraina che una quindicina d’anni fa ha lasciato i figli nemmeno adolescenti per venire in Italia. Ora tocca a noi? E siamo ancora qui a condannare gli immigrati africani? Ci sarebbe tanto da dire, ma non ne ho nemmeno più la voglia. Tristezza.

  4. Sandra ha detto:

    Ci sono appena tornati 2 amici, una vacanza di una settimana, la vacanza estiva rimandata, appena tornati hanno iniziato a informarsi su come trasferirsi per sempre, nonostante lavorino entrambi, ma sono abbastanza insoddisfatti e sottopagati. Temo che non lo faranno mai, ma in certi momenti è bello crederci.bacioni

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