Giochiamoci il Jolly: Blog di Fioly Bocca

Una strada che disegna una vita

On: 28 Giugno 2013
In: ospiti
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questa storiaMa forse è vero quello che dice lui, e ogni cammino è circolare, e non porta da nessuna parte, ma dentro se stesso, perché troppo fitta è la nebbia della nostra paura e illusorie le strade che sembrano portare altrove. 

Il fatto di continuare a leggere libri di autori che sono dannati geni, è senz’altro un’arma a doppio taglio per chi, come me, si metta in capa di scrivere qualcosa. Perché se da una parte la loro letteraura ispira, dall’altra mi viene sul viso quell’ombra degli sconfittoi in partenza, perché, mi dico, nemmeno in sette vite mi verrà fuori un manoscritto così. E esattamente il caso di “Questa storia“, uno dei pochi romanzi che io abbia ri-letto, proprio perché nelle pagine di Alessandro Baricco sento la perfezione di una storia scritta comediocomanda.

Si tratta della vita di un uomo, Ultimo, raccontata a più voci con stili diversi, armonici e imprendibili – un coro che non sbaglia una nota.
Che poi la vicenda in sé non è qualcosa di incredibile. Certo, non è una vita comune, ma nemmeno un susseguirsi di colpi di scena. No: c’è equilibrio. E fantasia.

 

È importante vedere come le gente sceglie i nomi. Morire e dare i nomi – non si fa altro di sincero, probabilmente, per tutto il tempo che si campa.

 

Il protagonista ha deciso di fare una strada, della propria vita. Di rappresentarla tutta in un circuito. E dedica la propria esistenza a raggiungere lo scopo. Immaginate? Quel periodo difficile è un lungo spunto in salita, la serie di tornanti con vista a strapiombo sull’oceano è il primo amore, e il primo vagito di un figlio è quella cunetta, quel saltino che mozza il fiato. Quasi basterebbe, per me,  a rendere questo libro un capolavoro. Poi c’è la guerra, la disfatta di Caporetto, e una grande passione: incompiuta,  come tutte le grandi passioni. Il sogno di un padre, un mistero nascosto nei pensieri di un uomo.
E tutto si incrocia e ritorna, alla perfezione. I destini, i segni, i sogni. Tutto racconta che il Destino non esiste, che ciò che accade, accade perchè sono gli uomini a scriverlo, con le aspirazioni, i segreti e i desideri. Soprattutto, i desideri. Perchè la vita di ognuno è attesa e ricordo, eccetto quando facciamo ciò per cui siamo venuti al mondo.

Aveva bisogno di sapere se le notti febbrili passate nel buio a ricordare i baci del conte erano il castigo per aver peccato contro la vita, o la ricompensa per aver avuto il coraggio di vivere. 

Il consiglio è: leggetelo. Io chino il capo davanti al genio e alla penna dello scorbutico (dicono) autore piemontese (che poi, secondo me, uno che scrive così, nella vita può essere un po’ come vuole).

Il jolly è: il 5 per cento dei diritti d’autore di questo romanzo sono state devolute dall’autore a casa Oz (burbero ma di cuore): se potete, prendete spunto.

Io guardavo quel nastro di terra, e a poco a poco mi salì su la strana sensazione che ero tornato, finalmente, a casa. Non tornato dalla guerra, e nemmeno tornato al mio paese: era diverso: ero tornato da me, se può capire cosa voglio dire. Da me

Altri preziosi suggerimenti letterari al Venerdì del Libro di Homemademamma

 

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5 Responses to Una strada che disegna una vita

  1. nicoletta ha detto:

    sei brava a raccontare mi hai emozionato complimenti

  2. pomella ha detto:

    mi è piaciuto un sacchissimo! E’ vero, hai ragione: mannaggia la gente che scrive bene un po’è…demotivante! Ma tu continua, perchè altrimenti non avremo il piacere di avere anche una Fioly, oltre a un Baricco!! Scusa, ma che cosa fai a casa? Sei già tornata? Dicci qualcosa del viaggio, per piacere!! Baci. cla

    • Fioly ha detto:

      😀 essì è proprio quello che penso anche io! ah ah
      sono tornata sì, erano solo 3 giorni. Di più, senza i bimbi, non si può stare.
      racconto le mie impressioni prestissimo (spero)
      un abbraccio

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