Giochiamoci il Jolly: Blog di Fioly Bocca

Meno male che c’è gente come me

On: 25 Gennaio 2013
In: sproloqui
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scorcio di torinoCi son giorni che mi si aggroviglia qualcosa, dentro. Che sento forte -più forte- qualcosa che stona, che stride.
Come quando vedo un uomo vestito di stracci che tenta di rubare in una mensa, forse una borsa, un portafogli, e arrivano due volanti di carabinieri.
Un uomo che, a vederlo, si direbbe possegga poco più che se stesso. Trasandato, sporco, malconcio, con la faccia segnata di un reduce di guerra.
Che parla male l’italiano. O forse parla male e basta.
Si muove come un animale braccato, convulso, si bacia le dita incrociate sulle labbra, forse una supplica o un giuramento. Dice Per favore no.
Come quando lo portando fuori e una mezz’ora dopo è accovacciato per terra, circondato da sei uomini con spalle d’armadio e intrepide armi alla cintura.
Mentre gli passo accanto lui dice Per favore, ancora, e allunga la mano verso la gamba di un uomo in divisa accanto a lui. L’uomo di forza gli dà una manata sul braccio come se temesse il contagio, mentre gli altri gli parlano sprezzanti.
Perché certe vite valgono meno di un rutto o una scoreggia.

Lo trattano come avessero scoperto l’autore di un piano criminale ai danni dell’umanità.
Lo umiliano.
Davanti alla gente che passa.
Davanti alla gente che passa e fa finta di non guardare.
Davanti alla gente come me, che guarda e sta zitta. E con la pancia piena torna al lavoro, diligente.

Meno male che c’è gente come me, che si fa i fatti suoi. Brava a parole ma senza le palle e la prontezza per dire qualcosa quando è il momento di parlare.
Meno male che c’è gente come me, che passa zitta e non crea scompiglio.

E che non ruba nelle mense aziendali.
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22 Responses to Meno male che c’è gente come me

  1. […] storiella è nata grazie a mia sorella. Il giorno in cui mi sono sfogata con lei per la vicenda del tentato furto in mensa, mi ha detto Smettila di dispiacerti per quello che non hai fatto e trova un modo per spiegare a […]

  2. Nitro ha detto:

    Le volanti sono arrivate perchè qualcuno le ha chiamate invece di affrontare il diretto interessato e magari offrigli qualcosa da mangiare o semplicemente sbatterlo fuori. Credo che quella è la persona che dovrebbe farsi l’esame di coscienza!

    • Fioly ha detto:

      sì, hai ragione, anche secondo me ha sbagliato. ma io non posso che preoccuparmi della mia, di coscienza, sperando la prossima volta di fare meglio. a prestissimo Nitro!

  3. pomella ha detto:

    …Forse starei male come te?… Forse avrei fatto diverso?… Forse avrei fatto la stessa cosa?… Questa è la sintesi dei nostri pensieri e della nostra profonda indignazione e vergogna di fronte a episodi come questo, che sono capitati un po’a tutti noi. In ogni caso, grazie Fioly per averci dato la possibilità di fermarci un attimo a pensarci un po’su. Questo è sicuramente la cosa migliore che hai potuto fare!

  4. Marzia ha detto:

    Mi è capitato spesso di riflettere sul mio grado di codardia (e non indifferenza, perchè in verità ci sto parecchio male), le strade di città sono spesso teatro di situazioni al limite dell’umano.
    Ho scelto da anni di dare più la monetina alle mani che si tendono ma di devolvere un piccolo budget a chi queste persone le aiuta, perchè quello – dicono – è il modo migliore per non renderli appetibili come “schiavi dell’elemosina”. Ma ogni volta che dico di no penso alla desolazione che lascio dietro e le certezza vacillano.
    Hai detto bene, non siamo capaci di unirci, di sentire il diritto di dire “non è giusto” e di dirlo insieme.
    Si passa, si guarda e si va. Ma meno male che ci sono persone come te che si fanno toccare l’anima perchè finchè ci si accorge del dolore e dell’ingiustizia c’è speranza. Voglio credere, anche per me, che davanti a situazioni estreme saremmo in grado di dire basta e di dirlo a voce alta.

    • Fioly ha detto:

      condivido parola per parola. la situazione più “estrema” l’ho vissuta in india, dove dare qualche rupia mi sarebbe costato così poco! mentre tutti dicono che, appunto, si alimenta un sistema potenzialmente distruttivo (più di quanto già non lo sia).
      dove stia esattamente la verità, difficile dirlo.
      di certo una scena come quella dell’altro giorno mi ha causato un mal di stomaco che sto ancora smaltendo. siamo in una società malata ma, quel che è peggio, noi come uomini abbiamo dentro, insidioso e invadente, il germe di questa malattia. (grazie Marzia)

  5. stefy23 ha detto:

    … che botta allo stomaco… facile dire “io avrei fatto così, cosà…” Io penso che tu ti sia trovata in una situazione che ti ha fatto tanta pena e ti sia sentita, semplicemente, impotente. Io non credo avrei fatto diversamente da te. Forse col mio caratterino avrei detto “ma non potete lasciarlo stare?” ma sono sicura che non avrei smosso di un cm nessuno dei valorosi difensori della legge. E chissà poi, cosa mi sarei sentita rispondere… La cosa che mi fa incazzare è un malcelato piacere nell’umiliare le persone deboli, quando poi, tutti in riga e sull’attenti a rispettare irrispettabili personaggi e a far finta di non vedere chi è davvero il criminale in questa Italietta tragica e senza senso. Tu non hai fatto finta di non vedere, tu hai osservato bene e ne hai scritto e per questo non devi sentirti come una “senza palle” ma una che si fa delle domande. Un abbraccio

    • Fioly ha detto:

      grazie Stefy, ma quel semplice “ma non potete lasciarlo stare” sarebbe stato già qualcosa. lo penso davvero. a ogni modo, come mi ha detto mio padre, saprò cosa fare la prossima volta. un abbraccio grande così

      • stefy23 ha detto:

        Certo che lo saprai, ma ricordati che in fondo siamo solo anime buone che ci sentiremo sempre in colpa per la sofferenza altrui e ci portiamo un fardello sulla schiena che non smetterà mai di farsi sentire davanti a certe scene. L’empatia quando è così forte ci si ritorce contro perché quelle umiliazioni le sentiamo anche un pò nostre. Tu fai ciò che ti senti, senza pensarci troppo su, sarà la cosa giusta.

  6. Danila ha detto:

    scusa Fioly.

    in merito alla questione,invece, penso con estrema sincerità, che
    essere donna, trovarsi in una situazione del genere e fare quello che hai fatto tu, sia E S A T T A M E N T E ciò che andava fatto [non hai fatto finta di non vedere, non hai giudicato il debole, hai notato l’atteggiamento di chi si fà forte in gruppo e per di più armato]

    purtroppo non avresti potuto cambiare le sorti di quell’uomo che,per motivi sconosciuti [a noi ed anche ai forti che lo stavano accucciando ed avvilendo] ha subìto l’umiliazione fisica e la pubblica gogna [anche quella del giudizio.]

    • Fioly ha detto:

      no non credo. magari -anzi sicuramete- non avrei cambiato le sue sorti ma se forse fossimo stati in 2 o 5 o 10 a far notare l’assurdità della situazione, magari, chissà. può essere che quel poveraccio avrebbe trovato una briciola minuscola di conforto in quel poco di compassione umana

        • Danila ha detto:

          Rieccomi, non posso evitare di raccontare quanto accaduto la scorsa settimana al nido di Samuel:
          un qualche pericolosissimo ed infame criminale ha sfondato la vetrata, si è arbitrariamente introdotto nel piccolo mondo di innocenti asportando una fotocamera(che fra l’altro avevamo donato noi mamme alle maestre in occasione della fine dell’anno scolastico scorso),l’affettatrice della cucina e ben cinque euro(fondo spese delle maestre per le telefonate personali).
          quando ho appreso la notizia, ho voluto assincerarmi della cosa e chiedere conferma alle insegnati.
          hanno confermato l’accaduto, dicendomi che dal loro punto di vista e dai rilievi fatti dai carabinieri, pare essere stato un uomo. hanno anche precisato che la situazione ed i fatti dimostrano che si è trattato di un episodio triste,dettato forse dalla FAME. [più che dalla sete.]

  7. Patrizia ha detto:

    Io faccio sempre più fatica a tacere di fronte ad episodi come quello descritto.
    Questo non è il mio mondo!!!

  8. raffaella ha detto:

    A volte capita che non si resca ad agire con prontezza, per paura, per la fretta, per che non si può sempre combattere tutte le guerre. Qualche mulino resta senza voce. Non biasimarti più di tanto. Se avessi urlato contro alle forze di polizia che avresti ottenuto? Forse meglio dare all’uomo cinque euro da andarsi a bere.
    Raffaella

    • Fioly ha detto:

      magari non avrei dovuto urlare, ma esprimere il mio umile punto di vista e il mio dissenso mi sarebbe sembrato un piccolo passo verso la civiltà. passo che non ha fatto, purtroppo. grazie però delle parole di conforto

    • Danila ha detto:

      cinque euro da andarsi a bere?

      • raffaella ha detto:

        Ho appena risposto a questo commento, ma è stato cancellato. Non vorrei passare per quella che invita al bere, anzi. E’ solo che mi è capitata una cosa che mi ha fatto pensare. Pochi giorni fa ho incontrato sotto casa un uomo che chiedeva dignitosamente l’elemosina. Gli ho fatto un pacco con del cibo e gli ho dato cinque euro che lui ha accettato perchè mi ha detto aveva fame. Poi, tornando a casa ho detto a mio marito che forse l’uomo avrebbe preferito una birra o del vino, visto che sembrava uno che gradisse. Mi ha vietato di darglieli dicendomi che ci mancava che contribuissi alla sua scelta di farsi del male. Giorni dopo mi ha incontrato di nuovo. Io ero con il mio cane ed il mio bambino e lui guardandolo ha detto: Dio lo benedica in un italiano bislacco. Allora mi sono chiesta se io non lo avessi etichettato ancora prima di conoscerlo, come mi ero permessa io di prendermi un aperitivo e di negargli magari un bicchiere di vino, quali scelte la vita gli avesse messo davanti e quali no.
        Insomma, mi sono fatta tante domande a cui non so dare le risposte.
        Magari lui era felice così, magari no. Magari beveva per dimenticare, magari no, magari non mi ha chiesto per favore ma i suoi occhi mi hanno ringraziato.
        Non è che sia una che incita al bere, lungi da me.
        Raffaella

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