Giochiamoci il Jolly: Blog di Fioly Bocca

Ignoranza (non solo) onirica

On: 10 Ottobre 2012
In: scienza&fantascienza
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bimbo all'asiloHo sognato di dover ridare l’esame di maturità (e pensare che non ho nemmeno visto Immaturi). Era un sogno nitido, me ne ricordo i dettagli. Era addirittura calato nella giusta dimensione temporale, con date precise –e corrispondenti al reale- sul calendario.

Dapprima c’è stata la giusta indignazione: ma come, ho già sostenuto quell’esame, ho già dato persino con l’università e devo rifare tutto da capo?
Poi i dubbi cavillosi: ma il voto che prenderò farà media con quello già preso? (precisa, io. Solo nei sogni).
Segue attacco d’ansia con annesse auto maledizioni (trattasi qui di reminescenze di fatti realmente e ripetutamente accaduti): azz, manca meno di una settimana e ancora non ho aperto libro!
Fin qui, nulla che stupisca.

Quello che al risveglio mi ha lasciata di stucco, nel ricordare le mie peregrinazioni notturne, è che dormendo mi sono fatta un auto-esame e mi sono accorta, una volta di più, della mia abissale ignoranza. Ovvero, le cose che non so o non ricordo sono una moltitudine incalcolabile, anche in quelle materie che dovrei conoscere a menadito.
Ad esempio, quella notte di peperonata sullo stomaco, mi interrogavo sulle vicende di Giuseppe Garibaldi e mi rendevo conto che le lacune non mancano. Voglio dire, si parla dell’Eroe dei due mondi, non delle gesta di Ogödäi in Cina settentrionale (con tutto rispetto per le mongole gesta).
Già mi sono laureata in lettere, che sta alla ricerca di lavoro come la misticanza al capuccino. Ma almeno non avrebbe dovuto darmi una passabile cultura generale? Quello che mi domando è se sia un problema soltanto mio e dell’arteriosclerosi che galoppa o se capiti anche ad altri.
Sono sempre andata a scuola volentieri (certo era meglio una gita al mare, ma comunque), mi è sempre piaciuto studiare e ho terminato la mia carriera sui banchi di scuola con risultati discreti. Eppure la mia memoria ha la capienza di un colabrodo.

Che è successo? Limiti personali? Mi sono bruciata i neuroni a furia di grappa trentina? O c’è un errore di fondo nel metodo utilizzato?
A voi capita di cercare nomi, date e formule e ritrovare brandelli di nozioni monche e aggrovigliate? Ditemi, vi prego. Perché forse è ora che cominci una cura al fosforo. Anche perché la prossima opzione è iscrivermi all’università della terza età.
A ‘sto punto la prima riflessione va al tempo e al denaro buttati dai miei sprovveduti genitori. La seconda è che a parte i miei problemi strutturali, però, forse qualcosa andrebbe rivisto nell’italico sistema educativo. Ma proprio dalle elementari ai master.

Leggevo che sempre più famiglie scelgono strade alternative, ad esempio quella dell’homeschooling. È una scelta certamente molto coraggiosa, probabilmente troppo, per me. Ma se sempre più famiglie non si ritrovano nei percorsi scolastici tradizionali un motivo deve pur esserci.
Sarà questa frustrazione assolutamente legittima degli insegnanti, a cui un tempo veniva riconosciuto un ruolo sociale fondamentale e che ora sono stati quasi relegati a meri burocrati. Sarà che forse servirebbe davvero uno svecchiamento generalizzato del metodo, privilegiando le reali inclinazioni dei ragazzi e non un programma inflessibile che ha fatto il suo tempo.
Se bastasse meno nozionismo e più coinvolgimento?
Non sono certo io ad avere soluzioni in tasca, mi limito a sollevare dubbi.

Mi piacerebbe che i miei figli venissero stimolati, incuriositi, resi partecipi nel processo di apprendimento. Perché io ci credo, che è il sapere che ti rende libero.
E non vorrei si ritrovassero alla mia veneranda età a scoprire in sogno che la spedizione dei Mille si confonde nella memoria con la carica dei Centoeuno.

Il jolly è: insistere perché chi di dovere si occupi di riforma scolastica. E mangiare più pesce

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8 Responses to Ignoranza (non solo) onirica

  1. Tiziana ha detto:

    ah ah hai descritto la tua debolezza in modo intelligente e simpatico. No cara non sei l’unica! Io non concorro perché appartengo ad una generazione più adulta, quindi ormai diciamo che ci convivo con le mie “dimenticanze”. Ma quando ero più giovane il problema, anche se meno invasivo, esisteva lo stesso. Purtroppo il nostro disco riesce a contenere solo quello che cattura la nostra attenzione, altre sfuggono e vengono messe al piano inferiore quando servono vengono riportate ai piani alti, altri invece non ne vogliono sapere di uscire e le figuracce sono sempre in agguato. Misteri della genetica umana! emmhhhh di cosa stavamo parlando!!!!! 😉 Ciao cara.

    • Fioly ha detto:

      grazie ragazze, mi sto un pochino rilassando a sapere che non sono la sola! se non altro vorrà dire che all’Università della terza età mi troverò on nuona compagnia!;) un abbraccio grande!

  2. Mara ha detto:

    Anche io, anche io! E mi consolo, perché credevo di essere un rarissimo caso patologico. Inoltre mi faccio spesso delle figuracce atroci con mio marito (ragioniere per sbaglio, laureato in lettere per passione e operaio per necessità), il quale invece ha una memoria che ai miei occhi rasenta quasi il prodigioso. Spero che Gioele abbia preso da lui… 🙂

    • Fioly ha detto:

      il fatto di non essere una mosca bianca mi consola parecchio! direi che possiamo provare a recuperare ora che saremo costrette a seguire i figli alle prese coi compiti! facciamo dei corsi di recupero e autoaiuto?;)

  3. stefy23 ha detto:

    Ahahha fortissima! non so se ti può essere di consolazione, ma a me capita la stessa cosa e – idem – come te sono laureata ma in Lingue. Hai mai guardato quel quiz, mi pare si chiami Chi vuol essere milionario? All’inizio della piramide di domande ci sono quelle semplici, quelle di cultura generale diciamo….ebbene, non sai quante volte mi sono sentita una capra tibetana davanti a domande easy cui io comunque non sapevo rispondere, e mi dicevo “se fossi lì che figura di m…..” Sono d’accordo con te che la cultura e la conoscenza siano indispensabili e donino libertà, non solo di pensiero ma anche di azione. Sono anche sicura che coi tuoi bimbi farai un ottimo lavoro: solo una donna intelligente saprebbe ironizzare così sulla sua “dimenticanza” scolastica. Ciao!

    • Fioly ha detto:

      che ti adoro te lo avevo già detto?;)
      cmq anche a me capita la stessa cosa! vedo questi quiz e mi immagino che ci farei una figura simile a quelli del grande fratello o a veline e similari quando si mettono con sti test di cultura generale… che loro poi se non altro sono fighe! ecco, quindi non sono sola, meno male. diciamo che ironizzare è sempre meglio che piangere!;)
      un abbraccio

  4. laura ha detto:

    Fioly non ti preoccupare, e’ giusto che tu dimentichi quello cha hai studiato al liceo, non e’ colpa della grappa trentina, e’ un processo normale. Nel corso degli anni hai acquisito altre conoscenze e visto che il nostro cervello non puo’ ricrodarsi di tutto elimina le info uperflue o che non usiamo piu. Poi da adulti non e’ piu” imporntate sapere tutto ma essere ancora curiosi e sapere dove andare a trovare le giuste informazioni quando servono. Quindi non ti preoccupare, fa si che il tuo cervello dimentichi e se hai bisogno di una spolverata di cultura, c’e’ sempre wikipedia!!!
    Io sono profondamente contraria al homeschooling, andare a scuola non e’ solo acquisire conoscenze ma anche imparare a stare con gli altri.
    Hai visto che ti ho scritto un commento? Ci sentiamo presto, amica mia…

    • Fioly ha detto:

      tu dici che quindi posso stare serena?;) sicuramente hai ragione, però credo davvero che uno svecchiamento del metodo educativo andrebbe fatto. bisognerebbe trovare il modo per stimolare i ragazzi, grandi e piccoli che siano. sicuramente ci sono insegnanti che lo fanno eccome, ma vedo anche che chi dovrebbe occuparsi di riforme scolastiche non sembra tenere in considerazione tutti gli aspetti del processo educativo. poi è il mio umile punto di vista. era un po’ una burla partire dalle mie (tante) lacune per fare un’osservazione più ad ampio raggio.
      grazie del commento e grazie che mi passi a trovare. e soprattutto che ci sei. un abbraccio più forte che mai

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