Giochiamoci il Jolly: Blog di Fioly Bocca

Gulliverino e gli ArcobaLenti

On: 24 Giugno 2012
In: faVOLIAMO
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bimbo sull'arcobalenoOggi nasce faVOLIAMO, uno spazio tutto dedicato ai più piccoli

C’era un volta un bambino piccolissimo e tondo come una mela. Era così piccolo, ma così piccolo che poteva nascondersi tra i fili d’erba, farsi un’altalena nelle corolle dei fiori e giocare a rimpiattino con i grilli.
Il suo nome era Gulliverino perché era un curioso esploratore. Gli piaceva guardare dentro alle campanule nei campi d’estate, cercare i sassetti più tondi e levigati da buttare nelle pozzanghere e ascoltare  il loro splash, seguire i conigli per sbirciare dentro le loro tane.

Così passava le giornate, divorando coi suoi occhi tondi da bambino tutto quello che la natura attorno gli offriva. Lui si faceva scorpacciate, di quei pomeriggi eterni di sole nei campi di grano, e ogni giorno scovava un nascondiglio segreto dove giocare per ore.

Un giorno, durante uno dei suoi viaggi nel prato vicino a casa alla ricerca di nuove avventure, incontrò un leprotto allegro e saltellante, con dei buffi occhiali sul naso e un borsello a tracolla.“Come ti chiami?” chiese curioso Gulliverino, per nulla intimorito.
“Sono Dispettòce” rispose ridendo l’animaletto “Perché sono dispettoso e veloce”
“Perché vai di fretta? Non è meglio fare tutto pian pianino, gustandosi ogni piccola cosa?” chiese il bambino, curioso come sempre.
“Certo che no, e ora te lo dimostro. Guarda, si prepara un temporale. Alla fine della pioggia vedremo chi di noi due riuscirà ad arrivare per primo al fondo dell’arcobaleno, proprio là dove gli Elfi hanno nascosto il loro tesoro”.
“Un tesoro? Che cos’è?” chiese Gulliverino con gli occhi spalancati grandi come padelle.
“Non lo sa nessuno, è una sorpresa

Questa parola bastò ad accendere la curiosità del bimbo. Si misero tutti e due con gli occhi puntati contro il cielo, fino a quando i primi goccioloni cominciarono a bagnargli i nasini. Si rifugiarono sotto una roccia appena prima che l’acquazzone si scaricasse a terra con tutta la sua furia. E appena il nastro colorato fece la sua comparsa in cielo, cominciò la gara.

Naturalmente Dispettòce ebbe la meglio e scomparve all’orizzonte mentre Gulliverino annaspava tra l’erba. Quando tornò a splendere il sole, risuonò lontana la risata del leprotto.
Gulliverino, affranto e tutto zuppo di pioggia, scoppiò in un pianto sconsolato. Così sconsolato che venne udito dagli ArcobaLenti, i cugini più grandi e sconosciuti degli Arcobaleni.
Si avvicinarono al bambino in lacrime e si fecero raccontare cosa era accaduto.
“Non temere” disse ArcobaLento Indaco, il più luminoso dei sette fratelli. Aspetta il prossimo temporale e vedrai.
Il nuovo acquazzone non si fede attendere, come sempre capita nelle giornate di agosto inoltrato: qualche giorno dopo, infatti, Gulliverino udì un tuono. Elettrizzato corse in cortile a ballare sotto la pioggia. Mentre danzava, Indaco si materializzò, mantenendo la promessa.
“Saltami sulla groppa e poi, piano piano, scivola giù. Là in fondo troverai il tesoro”

Gulliverino cavalcò l’arco colorato come nel più fulgido dei propri sogni. Sfrecciò tra le nuvole, se ne riempì la bocca come fossero di zucchero filato. Cercò di afferrare le stelle che gli brillarono tra le mani per poi scomparire come lucciole. Saltellò insieme alla luce del sole e si lasciò spettinare dal vento. Poi scivolò giù, piano piano e si ritrovò in un bosco bellissimo e incantato.
Lì lo attendeva Elfòde, l’Elfo custode del segreto.

“Benvenuto Gulliverino” gli disse, consegnandogli un enorme libro fatto con le foglie di tutte le specie di alberi esistenti “Ecco il tuo tesoro”.
“Che cos’è?” Domandò il bimbo sgranando gli occhioni tondi.
“E’ una mappa: qui potrai trovare tutti i posti del mondo che non sono ancora stati scoperti. Tutte le strade che ancora non ci sono, tutti gli angoli del nostro Pianeta che ancora nessun essere umano abbia mai visto”.

Gulliverino pianse ancora, questa volta di felicità. Avrebbe trascorso la propria esistenza facendo proprio quello che amava: inventando la propria strada e scoprendo quello che ancora non c’è.
Quel giorno, con la sua mappa fantastica fatta di foglie stretta al petto, commosso e felice si disse: la mia vita sarà un’Avventura.

Il jolly è: vivere ogni giorno come una nuova scoperta.

 

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6 Responses to Gulliverino e gli ArcobaLenti

  1. Palmy ha detto:

    Ti invito sul mio blog a partecipare a Love of learning… Questa volta è sulle attività estive da proporre ai bambini…

  2. giorgia ha detto:

    che bella storia e che bella fantasia. Voglio stasera raccontarla alle mie bimbe perchè mi piace il messaggio e spigherò loro dove ho trovato questa nuova storia.

  3. Karen ha detto:

    Bellissima idea, bellissima storia 🙂 Se si può contribuire, sempre lieta 🙂

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